lunedì 19 giugno 2017

Il 13 giugno alla Reggia di Caserta la Distilleria Petrone ha presentato AmaRè, il primo liquore realizzato con le erbe del Real Giardino Inglese

OLYMPUS DIGITAL CAMERA         Una sapiente miscela di canfora, citronella, arancia amara, camelia, cicoria, finocchietto, bacche di mirto, ulivo, bergamotto e limoni, erbe e piante provenienti dal settecentesco “Real Giardino Inglese” della Reggia di Caserta nato nel 1786 per volere di Maria Carolina d’Austria, moglie di Ferdinando IV di Borbone, è alla base degli infusi con cui  l’ Antica Distilleria Petrone ottiene l’esclusivo AmaRè, il primo e unico “amaro della Reggia”. L’azienda, diretta dal giovane imprenditore Andrea Petrone è stata  vincitrice del bando pubblico che permette l’utilizzo in esclusiva per quattro anni, del pregiato marchio Reggia di Caserta.

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L’idea di abbinare il nome della Reggia a un amaro si deve al direttore del complesso vanvitelliano Mauro Felicori, grande estimatore delle produzioni agroalimentari di qualità e promotore di vari progetti produttivi locali che avranno appunto il marchio della Reggia, che secondo Felicori appartiene al mondo, ma principalmente al suo territorio, che ha tutte le potenzialità per creazioni di alta qualità.

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La presentazione ufficiale di AmaRé, prodotto senza additivi nè aromi di sintesi e dal gusto delicatamente aromatico, si è svolta  martedì 13 giugno scorso,  nella Reggia di Caserta, proprio nel  Giardino Inglese da cui provengono le erbe e le piante usate per il liquore. Il nome vuole essere un riferimento alla “regalità” del liquore, ma anche all’amore verso la cultura, la storia, il territorio.

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La conferenza stampa,   preceduta da un intermezzo musicale a cura del violinista Ciro Formisano, è stata moderata dal giornalista del “Il Mattino” Luciano Pignataro, si è svolta nel cortile della Casa del Giardiniere e oltre a Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta, sono intervenuti Andrea Petrone, amministratore Antica Distilleria Petrone srl, Laura La Torre, amministratore Yeb!srl e già Direttore Generale MIPAAf, Nadia Barrella, docente di Museologia presso Universita degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli”.

PicMonkey CollageAll’interno della casa, invece, nelle varie sale un elegante allestimento con i vari infusi di AmaRè e prodotti della Distilleria, che  è attiva a Mondragone - CE - già dalla fine del 1800, e già all’epoca riforniva la casa reale. L’attuale formula di AmaRè, si ispira infatti a un’antica ricetta di un distillato dell’epoca.

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A seguire,  uno splendido cocktail party, in cui sono oltre ad AmaRè, sono stati degustati anche gli altri liquori della Distilleria Petrone, nonchè stuzzichini vari e cocktail con AmaRè, pastiera con confettura ai fichi del Cilento aromatizzata con AmaRè, offerta dalla Pizzeria “Capatosta” di Recale (Ce) e gelati, sorbetti e semifreddi che esaltavano il gusto di AmaRé offerti da Vanilla Ice Lab.
qui l’album della presentazione.

Antica Distilleria Petrone
Via Generale Giardino, 49
Mondragone (CE)
Tel. 0823 978047
www.distilleriapetrone.it

lunedì 5 giugno 2017

Al Giardino dell’Orco sul lago d’Averno, tra olio extravergine, prodotti della terra e montanare

PicMonkey CollageSulla sponda sinistra del lago d’Averno, considerato  nella mitologia greca prima e romana poi  la porta degli inferi, tra la natura ancora intatta,  sorge l’azienda agricola “Il Giardino dell’Orco”, il cui nome deriva dalla mela annurca,  la “Mala Orcula” cara anche a Plinio il Vecchio.
Un’ambiente piacevole e rilassante, dove la libertà dai ritmi urbani è il primo desiderio (realizzabile) che  prende appena vi si giunge. DSC_4365Al Giardino dell’orco dove l’ambiente,  la terra e i suoi frutti sono protagonisti  e coi consigli di Ernesto, Margherita e Luigi (e dove tra l’altro, nell’ambito di un progetto multifunzionale con scuole, famiglie e gruppi,  è anche possibile prendere in gestione un orto e coltivarlo prendendone poi i prodotti),  si possono  organizzare tra le altre attività, feste di compleanno e matrimoni “verdi”, attività scolastiche o pic nic, è stata presentata alla stampa l’azienda pugliese  Aziende Agricole Di Martino, produttrice di olio extravergine di oliva a marchio “Schinosa Trani”.

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L’azienda ha natali storici,  risalenti al  1647,     ed è costituita da un’azienda cerealicola e una olivicola. Quest’ultima di 176 ettari, è coltivata con uliveti  per buona parte  Dop “Terra di Bari” , con  olive della cultivar coratina a cui si sono aggiunte cultivar Peranzana, Nocellara e Bella di Spagna.
Per avere il totale controllo delle attività produttive, dalla coltivazione alla produzione, l’azienda ha un proprio frantoio, in cui le olive vengono molite entro le 12 ore dalla raccolta che avviene al momento giusto di maturazione delle olive, l’olio ottenuto stoccato nei silos di acciaio fino all’imbottigliamento.

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Durante la degustazione degli oli, guidata da Laura Gambacorta e dalla titolare dell’azienda Maria Francesca Di Martino, anche i meno esperti in materia, hanno avuto modo di capire le differenze dei tre oli, apprezzando colore,   profumi verdi o fruttati, e aromi piccanti o delicati  che si sono sprigionati dopo aver opportunamente scaldato e “strippato” i campioni.

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Gli stessi oli sono stati poi usati sia per friggere montanare e calzoncini che per condire le pizze classiche, tutte proposte di Ciro Coccia, della Pizzeria la Dea Bendata di Pozzuoli, lui stesso concessionario (come altri ristoratori) di un orto del giardino, da cui attinge erbe e verdure per le sue pizze, comprese quelle preparate per la giornata.

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I fritti, con la varietà Nocellara, sono risultati asciutti e croccanti, a riconferma che l’olio extravergine resta il migliore (anche se non molto economico) grasso allo scopo, avendo un’alto punto di fumo, non sviluppando sostanze tossiche, e non avendo sapore invasivo sul cibo fritto.
ll menu proposto con le pizze di Ciro  stato il seguente:
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Montanarina con corbarino Rare Bontà
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Calzoncini fritti con taleggio e fariniello (Chenopodium album   un’ erba spontanea considerata infestante, ma di ottimo impiego in cucina, ) dell’orto de La Dea bendata.
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Scugnizzi con pomodori di Sorrento, olio e saleDSC_4449Pizza bianca con zucchine e melanzane al vaporeDSC_4465Margherita Dop con pomodoro San Marzano e mozzarella di bufala
sorpresa finale, pizza con uovo fresco (dalle galline dell’orto)

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In abbinamento:

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Verbum e Gaudens San Biagio

Oli impiegati:
Nocellara per frittura
Peranzana su pizza bianca
Coratina su Margherita
qui l’album della giornata

Il Giardino dell’Orco
Via Lago Averno Lato Destro, 9,
80078 Pozzuoli NA

domenica 28 maggio 2017

Alla pizzeria InCantiere di Mercogliano “Assaggi d’Irpinia”

DSC_4277Martedì 16 maggio scorso presso la pizzeria ristorante InCantiere di Mercogliano (Av) appuntamento con i sapori  irpini. La serata, organizzata in collaborazione con Laura Gambacorta, ha voluto promuovere alcune delle migliori produzioni che la provincia di Avellino riesce a esprimere nel campo del food.

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Originale la “location”, gli arredi della pizzeria infatti richiamano in tutto e per tutto quelli di un cantiere, con attrezzature e impalcature a vista.DSC_4237La serata dal titolo “Assaggi d’Irpinia”, ha visto protagonista  la pizza di qualità che da qualche anno si sta diffondendo anche nell’avellinese, toccando ottimi livelli qualitativi, sia nell’impasto che nei “topping”.
Capitano ideale di questo speciale team di pizzaioli irpini è stato Michelangelo Casale della pizzeria InCantiere, insieme  il fratello Ciro Casale della pizzeria Pulcinella “da Ciro” di Mugnano del Cardinale e Amelio Petrucciani del ristorante pizzeria Apollo di San Michele di Serino.
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I semplici ma ricchi sapori irpini c’erano tutti,  ben rappresentata la tradizione locale, tra formaggi, verdure selvatiche, salumi e soppressate, prodotti di quel territorio   montuoso alternato a  valli e pascoli  resi fertili e verdeggianti da numerosi torrenti.

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E da questi pascoli, dalle erbe con una particolare concentrazione aromatica dovuta alle caretteristiche del territorio, viene poi il latte usato per produrre il Carmasciano, un pecorino (degustato durante la serata) che prende il nome dal lembo d’Irpina in cui è prodotto solo da pochi casari, (4/5 quelli ufficialmente riconosciuti) in quantità molto limitate.

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La serata è cominciata con  salumi di Mario Laurino e i formaggi di Carmasciando .

DSC_4259A seguire l’ antipasto InCantiere (chef Francesco Ferrante) – Tortino di patate e porcini con cuore di Carmasciano su crema di carciofi.
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Le pizze, molto apprezzate da tutti, spaziavano da una margherita con carciofini, alla  cosacca a una con un‘ottima genovese, a una più innovativa con asparagi selvatici e tartufo nero irpino, sono state accompagnate da birre Acrobat.DSC_4289Ai nastri di partenza,  la Pizza carciofina (Amelio Petruccciani ristorante pizzeria Apollo di San Michele di Serino) con fior di latte, carciofini ripassati con aglio dell'Ufita e pomodorini al profumo di menta.DSC_4293Cosacca Irpina (Michelangelo Casale): pomodoro San Marzano Dop e Carmasciano.DSC_4327Pizza alla Genovese (Ciro Casale - pizzeria Pulcinella “da Ciro” di Mugnano del Cardinale) con cipolla ramata di Montoro e spuma di pecorino avellano.DSC_4330Campagna irpina (Michelangelo Casale) zuppa inglese salata, asparagi selvatici delle montagne irpine e tartufo nero irpino.

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In chiusura, gli originali  cubi di Carmen Vecchione (Dolciarte, Avellino), da mangiare anche con gli occhi: Cubo sottobosco, Cubo speziato e Cubo caffè e latte.
qui l’album della serata.

InCantiere
Via Nazionale Torrette, 100 
Mercogliano (Av) 
Tel. 0825 164 4232