martedì 2 ottobre 2018

IN THE KITCHEN TOUR, la jam session culinaria organizzata da CHIC – Charming Italian Chef, per la prima volta a Napoli con una giornata dedicata al BtoB

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La tappa napoletana si è tenuta nel prestigioso Palazzo Petrucci di Via Posillipo, svolgendosi secondo lo schema collaudato negli anni che prevede la preparazione di piatti utilizzando le materie prime messe a disposizione dalle aziende invitate all’evento.
Nel corso della mattinata oltre quaranta chef e pizzaioli provenienti da tutta Italia, collaborando a 4 o più mani hanno creato piatti d’eccezione ideati sull’estro del momento.

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CHIC-Charming Italian Chef è un’ associazione che riunisce oltre cento professionisti italiani e stranieri capaci di riscrivere, con estro, un universo di sapori che nasce dall’incontro di territori e prodotti unici. Particolarità di CHIC, unica nel panorama associativo italiano, è la presenza nel gruppo di anime e professionalità diverse  tutte di grandissimo profilo, quali chef, pizzaioli, pasticcieri, gelatieri, e panificatori Per questo, sin dalla sua fondazione nel 2009 Chic è stata riconosciuta come punto di riferimento per le aziende del settore Ho.Re.Ca., e si è prefissa il compito di educare il consumatore al gusto e alla cultura della cucina di qualità, attraverso attività e serate a tema guidate dai 3 principi su cui si basa l’associazione: Semplicità, intesa come umiltà e messa al servizio del cliente, Sostenibilità perseguita con la costante ricerca della qualità, attenzione alle tecnologie e valorizzazione della filiera di prodotto, e Salubrità promossa con una corretta alimentazione, valorizzazione della qualità delle materie prime, delle cotture delicate e degli accostamenti di ingredienti. 

qui  l'album completo.

sabato 29 settembre 2018

Giuseppe Manilia vincitore del Santarosa pastry cup 2018

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E’ Giuseppe Manilia, della ‘Maison Manilia’ di Montesano sulla Marcellana (Sa), il vincitore del Santarosa Pastry Cup 2018 ed ha guadagnato il podio  con la sua creazione, la “Sfogliatella melata”.CollageIl settimo elemento che ho scelto è la mela. L’ho scelta perché la ritengo un ingrediente straordinario, facile da reperire quasi tutto l’anno e che può alleggerire la sfogliatella, dandogli un gusto particolare, pur rispettandone i canoni “

DSC_4950La giuria di qualità costituita da: Alfonso Pepe, Carla Icardi, Gennaro Esposito, Gianluca Fusto, Leonardo Di Carlo, Nicola Pansa, Sabatino Sirica, Sal De Riso e Salvatore Calabrese ha giudicato tecnica, abbinamento, gusti ,  estetica ed il  settimo senso, che ha caratterizzato le creazioni di  di Pasquale Bevilacqua, Pino Ladisa, Angelo Grippa, Debora Vena e Giuseppe Manilia, i pasticceri finalisti che hanno dato la loro esclusiva esecuzione, ispirandosi al tema di questa edizione del concorso, la “Sfogliatella 7 Sensi”.iPiccy-collagefI finalisti si sono sfidati nella cornice del Sensi Restaurant di Amalfi, mentre la successiva premiazione si è tenuta nella chiesa di Santa Rosa (Santa Maria di Grado) annessa all’omonimo   monastero di Conca dei Marini, proprio dove è nato il celebre dolce iPiccy-collagesprotagonista del concorso.
I main partner dell’edizione 2018 sono:
Pasticceria Pansa – Agrimontana – Valrhona – Portioli – Mulino Caputo – Baliano Tiles – Acqua San Pellegrino – Vito Italia – Casa Vinicola Zonin – Goeldlin Italia – Sal De Riso – Artecarta – Sensi Restaurant – Le Bontà del Capo – Amalfi Gin
Media Partner
AmalfiCoast.com – Pasticceria Internazionale
qui l’album completo.



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sabato 1 settembre 2018

Emozioni di Settembre…


E ’da un po’ di tempo che manco dal blog… ritorno dando il benvenuto a settembre, che ci regala gli ultimi giorni di un’estate già quasi autunnale, rendendo un po’ più dolce il passaggio di testimone tra le due stagioni, con un dolce al bicchiere dalla preparazione relativamente semplice.
Emozioni di Settembre’, ho voluto chiamare cosi questo dolce  con ingredienti  tra estate e autunno, come gli ultimi fichi o le noci fresche e altri ingredienti di provenienza campana, in un’insieme di sapori ed emozioni di gusto.
Una crema di ricotta, il cui sapore è accentuato dalla delicatezza del miele millefiori, un pan di spagna alla semola di grano duro Senatore Cappelli dell’Alta Irpinia e noci di Sorrento, completato da una crema di fichi del Cilento.

Ingredienti per 2 porzioni:
150 g di ricotta di fuscella
40 g di miele millefiori
2 gocce di estratto di vaniglia
Per il pan di spagna
20 g di semola Senatore Cappelli
5 g di fecola
25 g di zucchero
1 uovo
3 noci di Sorrento
Per la crema di fichi:
100 g di fichi del Cilento
1 noce di Sorrento
Buccia di un limone grattugiato
1 fico e 1 noce per la decorazione finale
Cominciamo dal pan di Spagna
Ridurre in granella non troppo sottile  le noci.
Lavorare l’uovo intero con lo zucchero  e la vaniglia almeno 15 minuti (con le fruste elettriche basteranno anche 10 minuti), fin quando non sarà ben gonfio e spumoso, quasi bianco.
Miscelare fecola e semola, quindi unirla  al composto d’uovo a cucchiaiate, delicatamente con una spatola (non usare le fruste in questa fase, si smonterebbe il composto) mescolando dall’alto in basso.
Mescolare, sempre con delicatezza, 2 terzi delle noci all’impasto.
Imburrare una teglia  piccola e versare il composto, livellare in uno strato di circa 1 centimetro e completare spolverizzando il resto delle noci.
Cuocere a 180° circa 12/15 minuti senza mai aprire il forno,  fin quando sarà dorato.
Lasciar raffreddare.
In una ciotola setacciare la ricotta (se preferite un gusto più deciso, potete usare ricotta di bufala o di pecora) e lavorarla a crema con il miele  e l’estratto di vaniglia.
Dividere la crema in due bicchieri o due coppette.
Con un tagliapasta di circonferenza appena più piccola del bicchiere o della coppetta, ricavare dal pan di Spagna due dischi (il restante pan di spagna potrete usarlo per altre preparazioni) e sistemarli sulla crema di ricotta.
Spellare i fichi e frullarli con la buccia di limone, quindi mescolarvi la noce tritata e versate delicatamente sul pan di Spagna.
Decorare i bicchieri con fettine di fico e un gheriglio di noce.
Tenere in frigo fino al momento di servire.

lunedì 16 luglio 2018

I vincitori del contest "I sapori della filiera", nell’ambito della manifestazione Bufala Fest

Nell’ambito di Bufala fest (manifestazione di approfondimento sulla filiera bufalina che rappresenta il 20% del Pil della Campania e coinvolge 20.000 addetti nei settori dell’allevamento, della vendita e della ristorazione), si è svolta sabato 14 luglio scorso, la finale del contest  "I sapori della filiera", organizzato in collaborazione con l’Associazione Professionale Chef Italiani ( qui e qui) coordinato dallo chef Antonio Arfè.
                                                     

La finale con chef, grillardin e pasticcieri  ha visto premiare dalla giuria, di cui ha fatto parte anche Milady:
                                                     
Nella sezione chef di cucina Giacomo Luogo che si è imposto con una tartare preparata con costata di bufala cruda, marinata con spezie e agrumi e abbinata a una giardiniera fatta in casa.
                                                      

Nella sezione dedicata agli chef da pub si è imposto Fortunato Abbreccia con il suo "Hambufala", un panino con hamburger di bufalo campano, mozzarella dop, salsa di rucola, pomodoro e olio evo.   
 Nella sezione pasticceria, il primo premio è andato ad Alessandro Mango che ha proposto una pastiera classica con meringa ricostruita all'arancia e una composta d'arancia artigianale e decorata con una brunoise di frutta con una sfera di latte di bufala montato ricoperta con glassa rocher.
A ciascun vincitore sono andati 1.000 euro in prodotti della filiera bufalina.
qui l'album con le foto dei piatti e di tutti i finalisti.

Cetara: non solo colatura di alici.


A Cetara, caratteristico borgo di pescatori  della costiera amalfitana, la colatura di alici, un prodotto base dell’economia locale, derivato dell’antico garum dei romani, viene tutt’oggi prodotta a mano, con un procedimento lungo e meticoloso, trattando le alici  pescate non più tardi di 8 ore prima, una ad una.
Si comincia con l’eviscerazione e la pulizia delle alici, cui viene aggiunto del sale, che in 24 ore le disidrata, dopodiché, a strati molto fitti alternati con sale, vengono sistemate nei terzigni, recipienti di legno di castagno, e coperti col “tompagno”, un coperchio sempre di legno su cui viene posto un peso, in genere un grosso sasso di mare.

Il periodo minimo di posa è di 9 mesi, ma il prodotto più pregiato, si ottiene con una stagionatura massima di 3 anni, cosi come succede per l’azienda “Nettuno” presso cui abbiamo potuto visionare l’intero processo.
Dopo questo periodo, nel terzigno si forma un liquido ambrato, che viene fatto fuoriuscire bucando la base del terzigno, da cui cola in un recipiente posto al di sotto del terzigno stesso che per tutto il periodo di stagionatura resta sempre chiuso (il materiale di risulta viene poi fornito ad aziende che producono mangimi marini).
In passato la colatura era ad esclusivo uso casalingo, impiegata come ingrediente per gli spaghetti con la colatura della vigilia, attualmente è  diffusamente impiegata dagli chef come ingrediente di molte preparazioni, tanto da essere diventata presidio slow food ed essere proposta per la Dop.

                                  
”Alici come prima”, un coloratissimo ristorantino di Cetara, sito nella stradina che conduce al porto, fa uso  della colatura e delle alici (che sono al meglio nel periodo da maggio a settembre), per la propria cucina a miglio zero, ma offre addirittura la possibilità di vivere una giornata di “pescaturismo”, a bordo del peschereccio “Salvatore I”, fianco a fianco coi pescatori locali, dalle facce cotte dal sole e  felici di  raccontare le loro esperienze da lupi di mare; dalle attività del peschereccio arrivano anche le materie prime impiegate in cucina.
                                   
Al proprietario, Gianluca D’Uva, si affianca in cucina il giovane chef napoletano Stefano Cavaliere, con esperienze sia al San Pietro di Cetara sia al Paesan di Londra. Da aprile 2018 la brigata di cucina si è arricchita con l’arrivo del cetarese Raffaele Pappalardo, chef con numerose esperienze anche in Francia.
La proposta è di un menù sintetico ma di gusto, che vede anche l’impiego di prodotti dell’orto.

qui   l'album completo della giornata.

Ristorante Alici come prima
Corso Garibaldi, 9
Cetara (Sa)
Tel. 089 261333

Nettuno
Corso Umberto I, 66,
84010 Cetara SA



lunedì 9 luglio 2018

Ristorante Osteria Donna Maria - Torre del Greco (Na)



Il contesto è quello di  una villa del 1700, tra quelle del Miglio d'oro a Torre del Greco (Napoli).
Villa Faraone Mennella, lungo l’attuale Via Nazionale, ospita il ristorante Osteria Donna Maria: uno stile garbato ed elegante, cosi come l’accoglienza, fanno di questo ristorante dalla cucina tradizionale e territoriale ma con tocchi di modernizzazione non eccessivi e qualche nota insolita, una vera chicca: aperta da un anno, circa 40 posti, che in estate grazie alla tranquilla  corte interna raddoppiano.
                                                      
Ai fornelli Vittorio Carotenuto, formatosi, dopo l’alberghiero, con nomi del calibro di Antonino Cannavacciuolo,  Crescenzo Scotti, Cristoforo Trapani,  solo per citarne alcuni.
Cucina improntata alla memoria del gusto, forte dell’esperienza trasmessa dai genitori e dai nonni, anche nel nome il ristorante omaggia la nonna paterna.
L’accoglienza in sala è curata da Ilaria Sica, fidanzata di Vittorio.
Alcuni nuovi patti del menù estivo sono stati presentati alla stampa durante una cena dedicata, un percorso  terra- mare con picchi di gusto notevoli nonostante qualche incertezza.
I vini di Casa Setaro, presentati dal produttore Massimo Setaro,  hanno accompagnato la cena, a cominciare dal Caprettone, uno Spumante metodo classico millesimato, che ha accompagnato l'aperitivo e l' antipasto, ma sarebbe stato gradevole per tutta la cena, seguito dal Munazei Lacryma Christi del Vesuvio Doc 2017 per i primi e Munazei Lacryma Christi del Vesuvio Doc 2017, per il secondo.
Ecco i piatti proposti:


Frittatina di pasta
Pacchero fritto ripieno di ricotta e fior di latte affumicato
Mini bun al sesamo con vitellino e peperoncini di fiume 
Seppia scottata, crema di piselli, scagliozzo di ceci e frutto della passione
Donna Maria (Fiore di zucca croccante ripieno di ricotta, pomodoro confit e basilico + parmigiana di melanzane a modo mio) 
Pasta mischiata, patate e mazzancolle con cremoso di provola affumicata
Linguine selezione Vicidomini con genovese di tonno rosso, yogurt, limone e cenere di cipolla
 Maialino da latte in lenta cottura con fagottino di scarola ripassata e mela alla cannella
 
Mousse ai tre cioccolati ( fondente, al latte e bianco)con croccante di cacao al fior di sale e lampone.
Ufficio stampa a cura di Laura Gambacorta.
Per l'album della serata cliccare qui.

qui

venerdì 15 giugno 2018

L’arancino cento per cento siciliano di Tommaso Cannata

Un Arancino, prodotto simbolo dello street food siciliano, in tutti i suoi ingredienti al cento per cento siciliano??? C’è!!!
Intanto cominciamo col dire che ci troviamo a Messina, dove questa bontà è declinata al maschile.

                                                         
Tommaso Cannata, panificatore messinese da 4 generazioni,  sostenitore del progetto “Simenza”, volto al  recupero di varietà di grani “antichi” ossia quelli non modificati geneticamente e in uso in Sicilia fino all’inizio del secolo scorso (tumminia, perciasacchi, maiorca, biancolilla…) si è fatto promotore di questo progetto, producendo l’arancino con riso bio 100% siciliano.
Il riso, portato insieme allo zafferano in Italia e in Europa dagli arabi (che introdussero anche le tecniche di coltivazione ad esso relative),  passando appunto per la Sicilia, dove  i territori paludosi della piana di Catania  e di Ribera avevano le condizioni ideali  per lo sviluppo delle piantagioni di riso che a tutt’oggi ha un posto d’onore nella cucina siciliana.
Le coltivazioni di riso in Sicilia continuarono pressoché fino all’inizio del secolo scorso,  quando (pare) Cavour chiese di trasferire solo al nord le coltivazioni e successivamente con Mussolini  quando ordinò “la bonifica totale” delle zone paludose in Sicilia, finirono definitivamente.
Da alcuni anni le coltivazioni di riso in Sicilia sono riprese, in provincia di Enna e nella piana di Catania.
Qui in particolare, viene prodotto un riso biologico, con un programma di lavoro in collaborazione con il Dipartimento di Agricoltura alimentazione e ambiente   dell’università di Catania, usando un sistema di coltivazione che utilizza il 40 per cento di acqua in meno rispetto alle coltivazioni tradizionali, con l’impiego di macchinari di precisione, addirittura con sistema satellitare o ad aria, tenendo conto delle rotazioni delle coltivazioni per la migliore resa del terreno, concimato con stallatico proveniente dagli animali da latte, bovini e ovini dell’azienda coltivatrice Agribioconti.
                                         
Tornando quindi al nostro arancino 100% siciliano, Tommaso, usa oltre al riso prodotto interamente in Sicilia, un ragù ottenuto con un misto di suino nero dei Nebrodi e bovino siciliano con un pomodoro dolce e succoso, il  “siccagno”, tipico dell’entroterra siciliano, cosi definito perché coltivato senza acqua.
Tuma, piselli freschi quando di stagione, pastella e panatura ottenuta da farine di grani antichi utilizzati anche per i prodotti di  panetteria, completano questa bontà tutta siciliana, che ho avuto modo si assaggiare a Cibo Nostrum 2018.                               

domenica 3 giugno 2018

IL POMODORO CORBARINO CONQUISTA I PALATI ALLA V EDIZIONE DEL MEDITERRANEAN COOKING CONGRESS

La V edizione del Mediterranean Cooking Congress, evento ideato e organizzato dalla società By Tourist,  ha scelto tra le location delle tappe italiane il Comune di Corbara, ai piedi dei monti Lattari, dove agricoltori corbaresi, hanno rivalutato e (attraverso usanze e tecniche produttive tradizionali) coltivano il corbarino, prodotto di punta dell’economia locale, che grazie anche al terreno di origine vulcanica e ai venti salmastri che arrivano dalla costiera, qui acquista caratteristiche organolettiche uniche, rispetto ad altri ecotipi similari coltivati nel circondario o in zone pianeggianti, motivo per cui è stata anche lanciata la proposta della richiesta di idonee certificazioni.
                                     
I lavori congressuali, svoltisi al Palazzo di vetro, sono andati al di là della semplice promozione commerciale del corbarino;  sono infatti stati trattati temi su base  scientifica sulle sue virtù  e sulle caratteristiche nutraceutiche del pomodoro in genere, con relazioni di  oncologi, professori universitari e giornalisti, alla presenza di un pubblico di esperti del settore, produttori, allievi di  istituti alberghieri e giornalisti enogastronomici.
Luigi Leo
, oncologo commenta:  "Recenti studi pubblicati su riviste internazionali, condotti da ricercatori campani e stranieri, hanno messo in evidenza che almeno in vitro l’estratto di Corvette Rino potenzialmente può esplicare un’attività anti proliferativa sul cellulare di carcinoma gastrico. Forse il dato più importante è che il pomodoro si abbina anche in termini organolettici a tutti quelli che sono gli elementi alla base della piramide alimentare mediterranea e quindi anche in ragione del suo bassissimo contenuto calorico può essere consumato ogni giorno".              
E  anche  Michele Scognamiglio, professore dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli, spiega:
"Con un apporto calorico inferiore alle 20 Kal/100 gr il “frutto” delle Solanacee si colloca tra i primi posti in assoluto per il contenuto di preziosi nutrienti quali Vitamina C, K, P  e folati. Si farebbe sicuramente un torto all’oro rosso  non citando il suo corredo di carotenoidi dalla potente azione antiossidante e dalla funzione previtaminica dei precursori di vitamina A, di fondamentale importanza per vegani e vegetariani visto che quest’ultima si trova per lo più in alimentidi origine animale. Tra tutti il Licopene responsabile del colore rosso dei pomodori e di altri vegetali quali (ad esempio) anguria e frutti rossi.
Luteine e Zeaxantina oltre a sostenere il Licopene nella sua attività antiossidante aiutano a garantire la salute degli occhi e a garantirne una efficacia protezione dalle radiazioni solari".
A sostegno e promozione dell’uso del corbarino nella ristorazione, alcuni chef affiancati da giornalisti enogastronomici che hanno raccontato storia e curiosità del corbarino e della carriera degli stessi chef si sono esibiti in cooking show:
                                      
Chef Vincenzo Del Sorbo del ristorante Pompeo Magno di Pompei, affiancato dalla giornalista Antonella Petitti della rivista Cucina a Sud; con un involtino di calamaro con corbarino;
                                       
Chef Paolo Barrale del ristorante stellato Marenna' e Presidente dell'Associazione Chic, affiancato dal giornalista Giuseppe Giorgio del Roma; con un "ramen fuori norma" con umami di melenzane, ricotta di mandorle e corbarino;                                           
Chef  Domenico Iavarone del ristorante Jose' Restaurant di Torre del Greco, affiancato dalla giornalista Santa di Salvo de Il Mattino; con "Destrutturazione di puttanesca con sconcigli", ingredienti poveri ma che esaltano il gusto.                                       
Chef Giulio Coppola del ristorante La Galleria di Gragnano, affiancato dal giornalista Michele Armano della Guida ai ristoranti del Gambero Rosso; con “maruzze alla belladonna a media temperatura”, e qui Michele Armano ha illustrato come la bassa temperatura della cottura della pasta e degli altri ingredienti uniti in sinergia  influisca sui parametri glicemici.                           
Chef Erminia Cuomo e Pietro Cuomo del ristorante Il Bacco di Furore, affiancato dal giornalista Mario Amodio editorialista di Amalfi Notizie., con " Caserecce dal mare alla terra” con pesce spada, uvetta e corbarino.
                                                  
Dolci  dei pasticcieri Anna Chiavazzo, Sal De Riso, Gennaro Nasta e Alfonso Pepe  che hanno impiegato il corbarino candito o in gelèè. 
Nel pomeriggio, in esclusiva per i giornalisti visita guidata all'Agriturismo "La Grotta" e alla cantina "Borgo Giulia".
Partner dell'evento: I Sapori di Corbara, Pasta Artigianale Leonessa, Oceano Mare Group, Gma Specialità.
Prossima tappa del Mediterranean Cooking Congress a Taormina, dal 1° al 3 ottobre, sul tema "Vite dei Vulcani" organizzato in sinergia con lo chef stellato Pietro D'Agostino di La Capinera.

Communication Manager
Luisa Del Sorbo
www.cookingcongress.com



giovedì 24 maggio 2018

Cibo Nostrum 2018

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Cibo Nostrum 2018, la grande, spettacolare festa della Cucina Italiana tenutasi come ogni anno tra Zafferana Etnea e la splendida e ineguagliabile cornice di Taormina, si è conclusa con un ricavato di oltre 56.600 euro, di cui 43.000 sono andati  in beneficenza, in parte alla Fondazione Limpe per la ricerca sul morbo di Parkinson e in parte al Moige in favore della campagna di sensibilizzazione contro il Cyber bullismo.
Anche quest’anno la manifestazione organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi  in partnership con Charming Italian Chef ha registrato un’affluenza record di visitatori italiani ma anche, grazie alla naturale vocazione turistica di Taormina di  numerosissimi stranieri che hanno apprezzato le oltre 200 prelibatezze proposte, tra stuzzicherie, primi, secondi, dolci, (anche vegetariano e senza glutine) vini, gelati e liquori della tradizione italiana.

iPiccy-collagetOltre 900 chef  (molti stellati) da tutta Italia e anche rappresentanti di delegazioni estere hanno voluto essere presenti in favore della prevenzione e della solidarietà, in un’atmosfera realmente festosa in cui l’entusiasmo di tutti gli chef e dei loro collaboratori  era palpabile (nonostante il lavoro che una manifestazione del genere implica, prima durante e dopo), con le postazioni  lungo tutto il Corso Umberto da Porta Messina a Porta Catania, a piazza Duomo e Piazza del Carmine e alla celebre Piazza IX Aprile, dal cui belvedere si poteva ammirare anche lo spettacolo dell’Etna fumante.iPiccy-collagecGrazie al Presidente di Charming Italian Chef Paolo Barrale, che mi ha coinvolto in questa esperienza unica e trascinante, ho seguito la manifestazione  fianco a fianco agli Chef   Giovanni Mariconda, Antonio Petrone di ‘Pensando a te’ (Baronissi –Sa- ) e Giuseppe  Stanzione di ‘Le Trabe’ (Capaccio – Sa-), seguendo anche le escursioni a loro dedicate.iPiccy-collagecaAbbiamo cosi avuto modo di visitare ad Acireale la seicentesca Cattedrale  barocca, in cui sono conservate le reliquie della patrona di Acireale  Santa Venera, il cui culto è molto sentito, tanto che la ricorrenza di Sant’Anna che ricade nello stesso giorno dedicato alla Patrona, viene festeggiata il giorno successivo.
Nella Cattedrale tra le altre opere è possibile ammirare quelle di Pietro Paolo Vasta e una meridiana decorata con segni dello zodiaco incastonata trasversalmente nel pavimento.iPiccy-collagepDopo la successiva visita alla Basilica Collegiata di San Sebastiano, anch’essa seicentesca e con opere del Vasta, tra cui un affresco del martirio di San Sebastiano, sulla piazza del Duomo  sono state gustate specialità locali.iPiccy-collagesInteressante è stata anche la visita all’ agrumeto della Masseria Santa Lucia di Motta S. Anastasia (Catania).
Le arance prodotte in questi territori, acquistano caratteristiche organolettiche uniche, le varietà rosse  risultano particolarmente ricche di antociani grazie al terreno vulcanico e al clima (influenzato anche dall’Etna) con forti escursioni termiche tra notte e giorno..iPiccy-collagemIl pranzo conclusivo di Cibo Nostrum per chef, accompagnatori e addetti ai lavori si è tenuto è all’esclusivo "Faro” di Capomulini, frazione di Acireale: tante prelibatezze e un clima piacevole e soleggiato come solo in Sicilia in questi giorni,  il prato a picco sul mare soprastante scogliere vulcaniche, profumo di salsedine, panorama suggestivo del golfo di Catania, fino ai faraglioni della Riviera dei Ciclopi…
qui l’album completo.


lunedì 7 maggio 2018

A La Mela Stregata di Lusciano la zuppa di cozze è “made in Campania”

iPiccy-collagemNovità  nel menù primavera - estate del ristorante pizzeria “La Mela Stregata” di Lusciano (Ce).
La classica zuppa di cozze, pietanza cult per napoletani e campani in genere e non solo per la ricorrenza del giovedì santo, strizza l’occhio al territorio e diventa ‘made in Campania'.
Santa Di Mauro, chef resident  e titolare del locale insieme al marito Antonio D’Ausilio, hanno infatti deciso di approntare una ‘Zuppa di Cozze’  di qualità superiore, preparata con prodotti tutti campani e a km zero o quasi.
DSC_2454Cozze flegree da allevamenti di Bacoli o Capo Miseno, olio extravergine d’oliva dell’azienda Fattoria L’Uliveto di Sessa Aurunca anziché il solito (quanto indefinito) olio piccante, un sugo abbondante di pomodori tondini della cooperativa Danicoop dell’agro sarnese, con un leggero tocco di peperoncino.
A rendere più ricca e ghiotta la zuppa, l’aggiunta di polpo fresco, vongole, mazzancolle oppure scampi (quello che offre il mercato), il tutto su una base di crostini di pane cafone preparato nel ristorante stesso invece delle ‘freselle’ che in genere costituiscono la base della zuppa.
Il risultato è una zuppa inebriante per profumi, colori e sapore, servita nella ‘sperlunga’ (il piatto da portata di forma ovale e allungata a sponde un po’ rialzate).DSC_2461Una zuppa può fare da abbondante piatto unico per uno o  da antipasto per due persone, e viene portata in tavola completa di un simpatico bavaglione antimacchia per ogni commensale.iPiccy-collagepLa pizzeria è affidata a Ahmed Harbaoui, nativo di Giugliano (Na) ma di origini tunisine, mentre in cucina Santa di Mauro è coadiuvata da Christian Barbato e Christian Mazzarino.
Il dolce, disponibile anche in una pratica confezione da asporto è di creazione di Santa che non abbandona completamente i suoi trascorsi da pasticciera.
iPiccy-collagemeLa ‘Mela Stregata’,  dà il nome al locale ed ha conquistato la clientela locale: un fagotto di pasta sfoglia fatta in casa, con ripieno di mela annurca Igp, crema pasticciera secondo la ricetta della nonna e amarene sciroppate, completato con salsa al caramello, quest’ultima aggiunta a mio avviso un po’ eccessiva.
La serata di presentazione alla stampa è stata curata da Laura Gambacorta.


La Mela Stregata Ristopizza
Via della Libertà 92 (uscita asse mediano)
con ampio parcheggio.
Lusciano (Ce)
Tel. 342 5721563
www.lamelastregata.com