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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sicilia

Zippule, Crispeddi, Sfinci… di riso!

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Ma anche “ Crispelle melati ” (col miele) o “ uso Benedettino ”. Questi dolcetti siciliani sono conosciuti con vari nomi e tutti indicano lo stesso dolce: delle deliziose crocchette di riso arricchite da miele aromatizzato all’arancia e cannella nel catanese, o semplicemente spolverizzate di zucchero al velo o rotolate nello zucchero semolato nel messinese. Pare che abbiano origini nel catanese in un convento benedettino nel XVI secolo. Nella  Sicilia orientale, nate tipiche per San Giuseppe, ormai si trovano tutto l’anno. Le ricette tutte più o meno simili negli ingredienti (riso, latte, farina, scorza d’arancia, cannella) variano nelle proporzioni e come tanti dolci ogni famiglia ha la sua versione. Pare comunque che il lievito in polvere o di birra, previsto in alcune ricette,  sia stato aggiunto in tempi più moderni. La mia è una ricetta “della memoria” in quanto mi è stata data ormai tanti tanti anni fa,  da amici catanesi, dove ero spesso per le vacanze estive: per...

I “Sammartinelli”, biscotti di San Martino

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Sammartinelli Rasco e Tricotti   I Sammartinelli ,  una ricetta della tradizione siciliana dalle tre versioni Tricotto, Rasco o Barocco ,  sono preparati tradizionalmente nel palermitano nel periodo di San Martino. Un impasto con strutto, non troppo dolce e piuttosto semplice aromatizzato con semi di anice e cannella, che nella versione “ tricotta ”,  più povera e croccante viene consumato di solito “abbagnatu nn’u muscatu”, ossia inzuppato nel vino Moscato. Il Rasco , versione più ricca e morbida, prevede invece una farcitura di crema di ricotta che dovrebbe essere di pecora, mentre nella versione “ Barocco ”, ricchissima rispetto alle altre due,  è farcito di “conserva” di zucca o cedro e ricoperto di glassa e zuccherini. Sammartinelli Tricotti La ricetta (cui ho apportato minime variazioni per le dosi di strutto, zucchero e lievito di birra, che ho usato secco non avendolo fresco) l’ho sgraffignata alla mia amicuzza Claudia, che ho conosciuta in...

I Panini di cena del giovedì santo a Messina

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  I panini di cena del Giovedi santo I "Panini di cena" ("panuzzi 'i cena" in siciliano) sono morbidi panini speziati e ricoperti di sesamo che simboleggiano il pane dell'ultima cena del Giovedi santo. La tradizione messinese vuole che si consumino soprattutto durante la Quaresima e la sera del giovedì santo  ma ormai nei panifici vengono prodotti e  consumati abitualmente anche durante tutto il resto dell’anno, anche se quelli che si trovano oggi spesso hanno perso la loro caratteristica di essere profumatissimi e speziati e sono più simili alle comuni brioche, per cui spesso si usano anche in sostituzione di queste. Per il loro impasto viene  impiegato un mix di spezie costituito da cannella, chiodi di garofano e noce moscata, qualcuno aggiunge anche semi di anice e sono buoni con farciture dolci o salate, ma anche al naturale. Il liquido dell'impasto, può essere l'acqua o il latte, in entrambi i casi si fa prima scaldare il liquido ...

Tradizioni di S. Lucia: Arancine palermitane e Cicci irpini con gli Chef Paolo Barrale e Giovanni Mariconda , ospiti al Moera di Avella

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L’Arancina/o , oggi prodotto simbolo e identitario dello street food siciliano e palermitano in particolare, ha un giorno in cui è d’obbligo mangiarla: è il giorno di Santa Lucia, in cui non si mangiano  pasta né pane   ed è  tradizionalmente consumata a Palermo appunto,  con la Cuccìa , per onorare il miracolo che secondo la leggenda la Santa (cara ai palermitani tanto quanto la Santuzza Rosalia) ha compiuto. I Cicci (legumi) di Santa Lucia in Irpinia, sono una zuppa piuttosto densa di legumi che si consuma fredda. Per antica tradizione irpina e in particolare nell'avellinese, le famiglie la preparano (lasciando i legumi a bagno tutta la notte)  per Santa Lucia, patrona dell'Irpinia, e la regalano. Come per le tutte le ricette popolari, ogni famiglia ha la sua "composizione" della zuppa, di base composta da fagioli, ceci, mais, lenticchie, cotti separatamente poi ripassati in padella con aglio e olio e aggiunta di papaccelle (peperoni sott'aceto)...

Il gelo di melone

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                                                                                                                                                                    Il " Gelo di mellone " è  una delizia tutta siciliana, una sorta di budino che viene fatto anche col succo delle  arance , o dei limoni, o co...

Il Pan d'arancia: non la solita ricetta!

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                                                           Era da un po' di giorni che volevo farmi una torta all'arancia, o meglio, un Pan d'Arancia, un dolce siciliano, una soffice torta all'arancia, che ha come principale caratteristica quella di utilizzare l'arancia completamente, ossia polpa e buccia, il periodo del resto è quello giusto. Di ricette in rete, se ne trovano tante, cambiano magari le proporzioni degli ingredienti, ma tutte hanno la caratteristica comune di utilizzare l'arancia frullata per intero e poi aggiunta agli altri ingredienti. La ricetta che ho scelto per me, è quella di Claudia, che a differenza delle altre prevede sì l'uso dell'arancia per intero, ma prima "scompo...

L’arancino cento per cento siciliano di Tommaso Cannata

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Un Arancino, prodotto simbolo dello street food siciliano, in tutti i suoi ingredienti al cento per cento siciliano??? C’è!!! Intanto cominciamo col dire che ci troviamo a Messina, dove questa bontà è declinata al maschile.                                                           Tommaso Cannata , panificatore messinese da 4 generazioni,  sostenitore del progetto “ Simenza ”, volto al  recupero di varietà di grani “antichi” ossia quelli non modificati geneticamente e in uso in Sicilia fino all’inizio del secolo scorso (tumminia, perciasacchi, maiorca, biancolilla…) si è fatto promotore di questo progetto, producendo l’arancino con riso bio 100% siciliano...

Cibo Nostrum 2018

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Cibo Nostrum 2018, la grande, spettacolare festa della Cucina Italiana tenutasi come ogni anno tra Zafferana Etnea e la splendida e ineguagliabile cornice di Taormina, si è conclusa con un ricavato di oltre 56.600 euro, di cui 43.000 sono andati  in beneficenza, in parte alla Fondazione Limpe per la ricerca sul morbo di Parkinson e in parte al Moige in favore della campagna di sensibilizzazione contro il Cyber bullismo. Anche quest’anno la manifestazione organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi   in partnership con Charming Italian Chef ha registrato un’affluenza record di visitatori italiani ma anche, grazie alla naturale vocazione turistica di Taormina di  numerosissimi stranieri che hanno apprezzato le oltre 200 prelibatezze proposte, tra stuzzicherie, primi, secondi, dolci, (anche vegetariano e senza glutine) vini, gelati e liquori della tradizione italiana. Oltre 900 chef  (molti stellati) da tutta Italia e anche rappresentanti di delegazioni estere h...

"I Grani antichi siciliani sposano i dolci della tradizione Napoletana"

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  Un viaggio virtuale, seguendo una mappa medievale del centro storico di Napoli, dove anticamente erano situati i laboratori  dei monasteri in cui sono nate le dolci specialità tradizionali (per ogni ricorrenza) della pasticceria napoletana, guidato con brio dallo storico  Amedeo Colella,   ha preceduto la presentazione dei dolci della tradizione natalizia, prodotti da Raffaele Capparelli della Pasticceria Capriccio che ha di recente compiuto i 100 anni di attività .   Capparelli  si rifà appunto a quelle antiche ricette, omaggiando la storia, la tradizione e il patrimonio napoletani, ma personalizza la sua produzione  con l’uso di una farina di grani “antichi” siciliani prodotta dell’Azienda Molini Riggi, fondata nel 1955 e il cui prodotto di spicco è la “Maiorca”   (da  grano tenero siciliano di tipo 1 molito a pietra),  specifica per dolci, a basso contenuto glicemico e alto contenuto di fibre, caratteristiche date appunto dal...

Gelateria Maurizio Liparoti … Ricercatori di gusto

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Ho conosciuto la Gelateria Liparoti e il suo patron Maurizio, l’anno scorso, durante una vacanza a Trapani.  Per la verità quando nell’albergo dove alloggiavo avevo chiesto di una buona gelateria e buone granite mi avevano subito indicato una gelateria storica dal nome famoso.   Bene, mi dissi dirigendomi subito: pranzo con  scorpacciata di granita… Ma l’impatto fu piuttosto deludente: granite con cristalli di ghiaccio e gusto non al top per il mio palato. Ammetto che i biscotti all’anice erano buoni, ma le granite no, non erano per me. Alla mia seconda richiesta in albergo, mi diedero un altro indirizzo, un po’ lontano da raggiungere a piedi dal centro, ma con una passeggiata tra i palazzi nobiliari del centro storico si poteva tranquillamente fare… detto fatto!   Arrivo su Viale delle Sirene, appena fuori il centro storico, sul lungomare (a Trapani ce sono due) un po’ più popolare ma bello, la gelateria non è grandissima, ma affollata. Il primo prodotto a...