venerdì 15 giugno 2018

L’arancino cento per cento siciliano di Tommaso Cannata

Un Arancino, prodotto simbolo dello street food siciliano, in tutti i suoi ingredienti al cento per cento siciliano??? C’è!!!
Intanto cominciamo col dire che ci troviamo a Messina, dove questa bontà è declinata al maschile.

                                                         
Tommaso Cannata, panificatore messinese da 4 generazioni,  sostenitore del progetto “Simenza”, volto al  recupero di varietà di grani “antichi” ossia quelli non modificati geneticamente e in uso in Sicilia fino all’inizio del secolo scorso (tumminia, perciasacchi, maiorca, biancolilla…) si è fatto promotore di questo progetto, producendo l’arancino con riso bio 100% siciliano.
Il riso, portato insieme allo zafferano in Italia e in Europa dagli arabi (che introdussero anche le tecniche di coltivazione ad esso relative),  passando appunto per la Sicilia, dove  i territori paludosi della piana di Catania  e di Ribera avevano le condizioni ideali  per lo sviluppo delle piantagioni di riso che a tutt’oggi ha un posto d’onore nella cucina siciliana.
Le coltivazioni di riso in Sicilia continuarono pressoché fino all’inizio del secolo scorso,  quando (pare) Cavour chiese di trasferire solo al nord le coltivazioni e successivamente con Mussolini  quando ordinò “la bonifica totale” delle zone paludose in Sicilia, finirono definitivamente.
Da alcuni anni le coltivazioni di riso in Sicilia sono riprese, in provincia di Enna e nella piana di Catania.
Qui in particolare, viene prodotto un riso biologico, con un programma di lavoro in collaborazione con il Dipartimento di Agricoltura alimentazione e ambiente   dell’università di Catania, usando un sistema di coltivazione che utilizza il 40 per cento di acqua in meno rispetto alle coltivazioni tradizionali, con l’impiego di macchinari di precisione, addirittura con sistema satellitare o ad aria, tenendo conto delle rotazioni delle coltivazioni per la migliore resa del terreno, concimato con stallatico proveniente dagli animali da latte, bovini e ovini dell’azienda coltivatrice Agribioconti.
                                         
Tornando quindi al nostro arancino 100% siciliano, Tommaso, usa oltre al riso prodotto interamente in Sicilia, un ragù ottenuto con un misto di suino nero dei Nebrodi e bovino siciliano con un pomodoro dolce e succoso, il  “siccagno”, tipico dell’entroterra siciliano, cosi definito perché coltivato senza acqua.
Tuma, piselli freschi quando di stagione, pastella e panatura ottenuta da farine di grani antichi utilizzati anche per i prodotti di  panetteria, completano questa bontà tutta siciliana, che ho avuto modo si assaggiare a Cibo Nostrum 2018.                               

domenica 3 giugno 2018

IL POMODORO CORBARINO CONQUISTA I PALATI ALLA V EDIZIONE DEL MEDITERRANEAN COOKING CONGRESS

La V edizione del Mediterranean Cooking Congress, evento ideato e organizzato dalla società By Tourist,  ha scelto tra le location delle tappe italiane il Comune di Corbara, ai piedi dei monti Lattari, dove agricoltori corbaresi, hanno rivalutato e (attraverso usanze e tecniche produttive tradizionali) coltivano il corbarino, prodotto di punta dell’economia locale, che grazie anche al terreno di origine vulcanica e ai venti salmastri che arrivano dalla costiera, qui acquista caratteristiche organolettiche uniche, rispetto ad altri ecotipi similari coltivati nel circondario o in zone pianeggianti, motivo per cui è stata anche lanciata la proposta della richiesta di idonee certificazioni.
                                     
I lavori congressuali, svoltisi al Palazzo di vetro, sono andati al di là della semplice promozione commerciale del corbarino;  sono infatti stati trattati temi su base  scientifica sulle sue virtù  e sulle caratteristiche nutraceutiche del pomodoro in genere, con relazioni di  oncologi, professori universitari e giornalisti, alla presenza di un pubblico di esperti del settore, produttori, allievi di  istituti alberghieri e giornalisti enogastronomici.
Luigi Leo
, oncologo commenta:  "Recenti studi pubblicati su riviste internazionali, condotti da ricercatori campani e stranieri, hanno messo in evidenza che almeno in vitro l’estratto di Corvette Rino potenzialmente può esplicare un’attività anti proliferativa sul cellulare di carcinoma gastrico. Forse il dato più importante è che il pomodoro si abbina anche in termini organolettici a tutti quelli che sono gli elementi alla base della piramide alimentare mediterranea e quindi anche in ragione del suo bassissimo contenuto calorico può essere consumato ogni giorno".              
E  anche  Michele Scognamiglio, professore dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli, spiega:
"Con un apporto calorico inferiore alle 20 Kal/100 gr il “frutto” delle Solanacee si colloca tra i primi posti in assoluto per il contenuto di preziosi nutrienti quali Vitamina C, K, P  e folati. Si farebbe sicuramente un torto all’oro rosso  non citando il suo corredo di carotenoidi dalla potente azione antiossidante e dalla funzione previtaminica dei precursori di vitamina A, di fondamentale importanza per vegani e vegetariani visto che quest’ultima si trova per lo più in alimentidi origine animale. Tra tutti il Licopene responsabile del colore rosso dei pomodori e di altri vegetali quali (ad esempio) anguria e frutti rossi.
Luteine e Zeaxantina oltre a sostenere il Licopene nella sua attività antiossidante aiutano a garantire la salute degli occhi e a garantirne una efficacia protezione dalle radiazioni solari".
A sostegno e promozione dell’uso del corbarino nella ristorazione, alcuni chef affiancati da giornalisti enogastronomici che hanno raccontato storia e curiosità del corbarino e della carriera degli stessi chef si sono esibiti in cooking show:
                                      
Chef Vincenzo Del Sorbo del ristorante Pompeo Magno di Pompei, affiancato dalla giornalista Antonella Petitti della rivista Cucina a Sud; con un involtino di calamaro con corbarino;
                                       
Chef Paolo Barrale del ristorante stellato Marenna' e Presidente dell'Associazione Chic, affiancato dal giornalista Giuseppe Giorgio del Roma; con un "ramen fuori norma" con umami di melenzane, ricotta di mandorle e corbarino;                                           
Chef  Domenico Iavarone del ristorante Jose' Restaurant di Torre del Greco, affiancato dalla giornalista Santa di Salvo de Il Mattino; con "Destrutturazione di puttanesca con sconcigli", ingredienti poveri ma che esaltano il gusto.                                       
Chef Giulio Coppola del ristorante La Galleria di Gragnano, affiancato dal giornalista Michele Armano della Guida ai ristoranti del Gambero Rosso; con “maruzze alla belladonna a media temperatura”, e qui Michele Armano ha illustrato come la bassa temperatura della cottura della pasta e degli altri ingredienti uniti in sinergia  influisca sui parametri glicemici.                           
Chef Erminia Cuomo e Pietro Cuomo del ristorante Il Bacco di Furore, affiancato dal giornalista Mario Amodio editorialista di Amalfi Notizie., con " Caserecce dal mare alla terra” con pesce spada, uvetta e corbarino.
                                                  
Dolci  dei pasticcieri Anna Chiavazzo, Sal De Riso, Gennaro Nasta e Alfonso Pepe  che hanno impiegato il corbarino candito o in gelèè. 
Nel pomeriggio, in esclusiva per i giornalisti visita guidata all'Agriturismo "La Grotta" e alla cantina "Borgo Giulia".
Partner dell'evento: I Sapori di Corbara, Pasta Artigianale Leonessa, Oceano Mare Group, Gma Specialità.
Prossima tappa del Mediterranean Cooking Congress a Taormina, dal 1° al 3 ottobre, sul tema "Vite dei Vulcani" organizzato in sinergia con lo chef stellato Pietro D'Agostino di La Capinera.

Communication Manager
Luisa Del Sorbo
www.cookingcongress.com