venerdì 31 gennaio 2014

Lunedi 3 febbraio al Maracana' di Castellammare In anteprima nazionale presentazione del menù Sidri con Gma Import Specialità

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In anteprima nazionale al Maracana' di Castellammare di Stabia, lunedì 3 febbraio ore 21 la presentazione del menù Sidri. Un prodotto presente in Europa dal Medioevo e che finalmente è arrivato in Italia, per conquistare i palati dei consumatori, di pub e mondo della ristorazione, pizzerie Gourmet ed osterie. A presentare il progetto la Gma Import Specialità con il referente Francesco Aurilio per gli abbinamenti al menù creato ad hoc da Antonio Maturo, titolare del Maracanapub. Un locale con 30 anni di storia, dove da sempre si rivolge grande attenzione alle materie prime e alle tipicità del mercato mondiale.

Per il 3 febbraio saranno in degustazione i sidri: Magners alla mela e alla pera, Addlestones, Gaymers Somerset, Gaymers Stewley.

Il menù prevede: Bunuelos di baccalà al sidro, baccalà mantecato alla veneziana su crostini di polenta gialla, risotto zola pera e noci, tortino di baccalà con uvetta e pinoli, candito con salsa di miele, tortilla con patate e cipolle farcita con salmone affumicato irlandese, brownies dark chocolate.

SERATA SIDRO

www.maracanapub.it

www.gmasrl.it

Ufficio stampa Gma Import Specialità 

Luisa Del Sorbo - 3401617578 - info@gustomediterraneo.it

mercoledì 29 gennaio 2014

Linguine al sugo di gallinella con Corbarini in acqua e sale.

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Una ricetta… fuori stagione, ripescata  dall’archivio: provate a cercare i filetti surgelati e avrete un primo semplice, velocissimo ma gustoso, col sapore del mare.

Dalle carni gustose e saporite, la gallinella, o mazzola o cuoccio, è l’ideale per zuppe di pesce o sughetti al pomodoro per la pasta.

La stagionalità va da novembre a marzo, l’ideale è consumarla fresca, volendo congelarne i filetti è consigliabile, una volta acquistata pulirla ricavarne i filetti e congelarli il prima possibile.

Utile è congelare anche la testa e la lisca, da usare poi per fumetti o per dare più gusto al sugo.

Per due porzioni:

2 gallinelle

120 g di linguine

5/6 corbarini in acqua e sale

1 spicchio d’aglio

2 cucchiai di olio evo

qualche oliva nera

Pulire e sfilettare le gallinelle, tenendo da parte teste e lische.

Spellare i corbarini e schiacciarli con una forchetta.

In un tegame o una padella larga, imbiondire l’aglio nell’olio, unire i corbarini,le olive denocciolate e  le lische e le teste delle gallinelle e lasciar cuocere una decina di minuti, schiacciando le teste delle gallinelle col cucchiaio di legno.

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Intanto portare a ebollizione l’acqua e cuocere le linguine, lasciandole un po’ indietro di cottura.

Eliminare le lische e unire  i filetti di gallinella, volendo potete prima spezzettarli, io ho preferito lasciarli interi.

Cuocere ancora pochi minuti, mescolando con delicatezza, se il sugo dovesse asciugare troppo, unire qualche cucchiaiata di liquido di governo dei pomodorini.

Regolate di sale, se necessario, considerando che i corbarini sono piuttosto saporiti.

Scolare le linguine e aggiungerle al sugo, completando la cottura, mescolando con delicatezza, evitando di rompere i filetti di pesce.

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Se non piace, eliminare l’aglio, quindi impiattare e servire.

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cliccando sui link che seguono, altre ricette con i Corbarini, di cui, vi ricordo, è online il nuovo sito con la sezione Shop on line.

http://maisonmilady.blogspot.it/2013/12/mini-cheese-cake-rustica-e-girelle-alla.html

http://maisonmilady.blogspot.it/2013/05/i-pomodorini-di-corbara-e-le.html

http://maisonmilady.blogspot.it/2013/06/filetti-di-orata-al-cartoccio.html

http://maisonmilady.blogspot.it/2013/06/gamberetti-marinati-e-crudites-di.html

domenica 26 gennaio 2014

Una Ricetta al Giorno…leva il medico di torno - Seconda tappa del tour di presentazione del libro.

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Seconda tappa del Tour per la presentazione del libro "Una ricetta al giorno toglie il medico di torno" 365 ricette, 365 chef 365 storie” in cui, vi ricordo, è presente anche Milady con una propria ricetta e che è onorata di essere in questo progetto, fianco a fianco con i grossi nomi della cucina italiana.

La presentazione ha avuto luogo  nella biblioteca della splendida Villa Bruno, a San Giorgio a Cremano (NA).

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Dopo l’introduzione di Michele Ferrante (vicepresidente dell'Associazione Progetto San Giorgio) e i saluti di Giorgio Zinno (Assessore alla Valorizzazione delle Ville Vesuviane), hanno presentato il libro la giornalista Santa di Salvo e il giornalista Ugo Baldassarre, moderati da Luigi Farina, presidente dell’Associazione Spaghettitaliani.

Anche questa volta come nella prima tappa, sono intervenuti svariati chef (molti dei quali personaggi famosi), che hanno donato una loro ricetta per il libro.

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Tra gli altri, in veste di chef partecipante al libro e molto a suo agio nel ruolo,  ha presenziato l'attore Patrizio Rispo, star di "Un posto al sole"  (Raffaele Giordano, il portiere di Palazzo Palladini).

La sua ricetta, una pasta e cavolfiore in una doppia versione, rossa  e bianca.

La versione rossa,  fa parte dei suoi ricordi d’infanzia: “Era  una minestra” ricorda, e riporta il paragone con una fotografia, la stessa in bianco e nero o a colori: entrambe belle foto, ma ognuna con un fascino diverso.

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Intervenuto anche il presidente dell’Associazione Pasticcieri Napoletani Sabatino Sirica, anche lui presente nel libro con una sua ricetta, appena rientrato da un viaggio negli Stati Uniti dove è stato docente per un gruppo di circa 40 ristoratori di New York, per un corso sulla pastiera e altri dolci napoletani.

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Vi ricordo che Il libro è prenotabile cliccando http://www.spaghettitaliani.com/Ricette2013/PrenotaLibro.php, i proventi sono a favore delle attività dell’Associazione Spaghettitaliani.

Prossima tappa a Roma, il 1 febbraio prossimo.

Cliccando qui   altre foto dell’incontro.

le ferratelle.

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Le ferratelle sono un tipico dolce abruzzese, di pasta biscotto.
Vengono cotte in un apposito ferro, che si fa scaldare sul gas, e che nei tempi andati veniva dato in  dote alle spose, per cui spesso vi erano incise anche le iniziali di famiglia.
Vengono anche chiamate pizzelle o cancelle, tanto per citare un altro paio di nomi, il secondo è dovuto al fatto che spesso le decorazioni dello stampo sono costituite da solchi che s’incrociano, come in un cancello.
Ora, Milady, è in possesso di uno di questi ferri da tempo quasi immemore…
Già intorno agli 8 anni, infatti, inguacchiava con la nonna e la tormentava per fare i dolci con lei.
Un pomeriggio, una vicina della nonna, ebbe la sventurata idea di fare gentile omaggio di questi biscotti  alla nonna di Milady, in presenza della piccola Milady, appunto,
Nun l’avesse mai fatto….Milady cominciò con una gentile richiesta di avere il ferro… Richiesta sempre più gentile, finchè la sventurata vicina, fu costretta a capitolare, e fece regalo alla piccola dell’oggetto del desiderio.
Che è arrivato ai nostri giorni mostrando gli anni, ma perfettamente integro e atto all’esercizio delle funzioni.
La ricetta di allora, non è reperibile, per cui mi sono rifatta a quella della mia amica Cran Berry, che non lesina in consigli e tecniche.
Milady ha provato con una dose minima di 1 uovo e dimezzando l’olio.
il risultato è soddisfacente, bisogna solo fare un tantino più di pratica con la cottura per un risultato più uniforme delle varie ferratelle.
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Ecco dunque le mie dosi:
1 uovo
90 g di farina 00
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di olio evo
1 pizzico di sale
poche gocce di estratto di vaniglia.
Scaldare il ferro sul gas e intanto preparare l’impasto:i lavora tutto insieme, ottenendo un composto cremoso.
Passare velocemente un pezzetto di burro sulle due parti dello stampo, mettere al centro dello stampo una cucchiaiata d’impasto e chiudere.
Cuocere una 20na di secondi per lato, quindi staccare la ferratella con una forchetta e ricominciare.
Con questa dose ho ottenuto 6 ferratelle .
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sabato 25 gennaio 2014

Lasagna bianca e verde, con carciofi e porcini.

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Di origini antichissime, della lasagna si parla per la prima volta nel “de re Coquinaria” , un testo classico della bibliografia gastronomica romana, attribuito ad Apicio.

A Napoli la lasagna rappresenta un ricchissimo e opulento piatto tipico del carnevale, con farcitura di ragù, uova sode, polpettine, ricotta, salumi…

Questa che vado a proporvi oggi è una versione senz’altro meno ricca, forse un po’ più leggera,  ma ugualmente goduriosa, con funghi porcini e carciofi,  mozzarella e carne tritata, completata da una cremosa besciamella, per la quale  ho preferito usare  latte scremato.

Anziché la classica sfoglia all’uovo ne ho usata una agli spinaci, inoltre, per maggiore praticità ho usato cuori di carciofo e  funghi porcini congelati.

Cominciamo dagli ingredienti, per due porzioni più che abbondanti, o 3 giuste:

4 sfoglie di lasagna agli spinaci (circa 130 g)

150 g di macinato di maiale

150 g di mozzarella di bufala, meglio se del giorno prima

100 g di porcini surgelati

5 cuori di carciofo

1 cucchiaio di olio evo

1/2 bicchiere di brodo vegetale

600 ml di latte scremato

35 g di farina

35 g di burro

sale

noce moscata, se piace.

Lasciar scongelare leggermente fungi e carciofi, quindi affettarli sottilmente.

In un tegame antiaderente riscaldato, rosolare la carne tritata senza condimento, quindi toglierla e tenerla da parte.

Nello stesso tegame  scaldare l’olio, unire funghi e carciofi, far rosolare un po’ a fuoco vivo, quindi unire il brodo caldo e portare a cottura (circa 15 minuti).

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Tagliare a piccoli dadini la mozzarella (se è del giorno prima sarà già asciutta, in caso contrario tamponarla con carta da cucina) e tenere da parte.

Preparare la besciamella: intiepidire il latte e tenere momentaneamente da parte, ma in caldo.

A parte preparare il roux: sciogliere il burro, unire la farina e mescolare, lasciare imbiondire leggermente e a filo, unire il latte tiepido continuando a mescolare per evitare la formazione di grumi.

Salare, unire una grattata di noce moscata e cuocere circa 10 minuti mescolando, fin quando non si sarà addensata.

Tenere da parte.

Mescolare la mozzarella e la carne al composto di funghi e carciofi, eventualmente aggiustare di sale.

In acqua bollente salata, cui avrete aggiunto 1 cucchiaio di olio, cuocete una alla volta le sfoglie di lasagna, che poi sgocciolerete estenderete su un canovaccio pulito.

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Ungere una teglia di giusta misura, stendere un mestolino di besciamella e adagiare la prima sfoglia di pasta.

Mettere un po’ del ripieno, distribuendolo bene, quindi coprire con un po’ di besciamella, distribuendo bene anche questa.

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Continuare con gli strati, completando con la besciamella e, volendo, con una spolverata di parmigiano.

Porre in forno a 200° a gratinare per circa 15/20 minuti.

Lasciar intiepidire leggermente prima di servire.

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giovedì 23 gennaio 2014

50 KALO’, LA PIZZERIA DI CIRO SALVO A NAPOLI


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Piazza Sannazaro, 201b
Da febbraio 2014
Ciro Salvo arriva a Napoli. 50 kalò è il nome della pizzeria che a febbraio 2014 apre in piazza Sannazaro,  a pochi passi dal molo di Mergellina e dal lungomare, in una delle piazze più storiche e belle della città. La pizzeria nasce dalla radicale ristrutturazione dei locali che, per oltre mezzo secolo, hanno ospitato il ristorante Al Sarago.
Il progetto nasce da un’idea di Maurizio Cortese (www.corteseway.it) e dalla volontà di portare a Napoli uno dei più rappresentativi interpreti della autentica pizza napoletana: Ciro Salvo, maestro dell’impasto e appassionato cultore degli ingredienti che fanno della pizza un capolavoro indiscusso. Da qui la scelta del nome della pizzeria: 50 kalò, che racchiude in sé storia e tradizione e che, in una sola espressione, racconta il lavoro di Ciro Salvo. 50 Kalò, nel gergo non scritto usato da secoli dai pizzaioli, vuol dire “impasto buono”. I pizzaioli usano infatti dire kalò per indicare qualcosa di buono e skatà per dire cattivo; parole di origine greca (kalos in greco significa bello, buono) che nel corso dei secoli hanno incontrato le infinite sfumature di suoni e parole del dialetto partenopeo. Il 50 infatti nella cabala e nella smorfia partenopea è il pane e i pizzaioli sono maestri dell’arte bianca, si sa. 50 kalò è dunque l’impasto, il panetto buono, da cui nasce una pizza buona, condita con i migliori ingredienti.
Dall'esperienza di Maurizio Cortese è nato il menu di 50 Kalò basato su selezione delle materie prime, stagionalità e ricerca del buono: ecco allora l’olio extravergine d’oliva da agricoltura biologica de Le Peracciole, la tenuta agricola a Punta della Campanella del Don Alfonso 1890; i pomodorini del piennolo del Vesuvio dop; il pomodoro San Marzano Dop; il Fior di Latte di Agerola, la Mozzarella di bufala campana Dop ed altri latticini da caseifici selezionati; il raro Conciato Romano Predisio Slow Food; il Parmigiano Reggiano Dop 24 mesi di stagionatura; ed ancora la cipolla ramata di Montoro, l’aglio dell’Ufita, le acciughe di Cetara, i capperi di Salina, la ‘nduja artigianale di Spilinga.
L’obiettivo è offrire pizze della tradizione e pizze d’autore, buone, fatte come tradizione comanda, dove ogni passaggio – dall’impasto al forno, al condimento finale -, ogni più piccola scelta, è frutto di una ricerca attenta e di una passione antica. Dal menu che varierà con le stagioni, non mancheranno le pizze fritte, altra grande passione di Ciro Salvo.
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Ciro Salvo, classe 1977, sin da piccolo con le mani in pasta, gioca con farine, acqua e pomodoro nella pizzeria del papà, aperta da sua nonna a Portici nel 1968. Nella pizzeria di famiglia si forma, impara a fare le fritture e poi il mestiere del fornaio. Si diploma nel 1996 e la passione per la pizza diventa la sua professione. L’esperienza di tre generazioni di pizzaioli si arricchisce di tanto studio, tecnica e ricerca per un prodotto eccellente. Il suo pallino è l’impasto. Ciro seleziona le farine, le sente tra le dita, le sceglie a basso tenore proteico. Aggiunge acqua, tanta acqua, fin quasi al limite della lavorabilità. Il risultato è un impasto unico, soffice, leggero, altamente digeribile e dal gusto sorprendente. Gli ingredienti di primissima qualità, scelti con cura quasi maniacale - dall’olio extravergine d’oliva ai migliori pomodori e latticini campani -, la meticolosità per ogni passaggio e il grande amore per il suo lavoro, rendono la sua pizza un prodotto incredibile. Nel luglio 2013 il Gambero Rosso gli dedica la copertina. Quando non è in pizzeria, Ciro insegna come docente nei corsi per aspiranti pizzaioli presso l’Associazione Verace Pizza Napoletana e presso la Città del Gusto Gambero Rosso di Roma. 50kalò a Napoli è la sua prima esperienza partenopea. www.cirosalvo.it
50 kalò | piazza Sannazaro, 201/B | Napoli | Tel. 081 19204667 | www.50kalò.it
ufficio stampa Dipunto studio
Tel. 081 681505 

martedì 21 gennaio 2014

donuts al forno

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Alzi la mano chi non vorrebbe trovarsi la mattina, a colazione, un vassoio di donuts profumate, morbide, invitanti, appena sfornate.
Niente di più piacevole per iniziare la giornata…Sole
La ricetta che vi propongo, è tratta dal libro “Il Gusto dell’immaginazione” di Federico Campolattano  (cui vi ho parlato qui): un libro che mi appassiona, oltre che per le ricette, facilmente ripetibili e queste donuts ne sono la dimostrazione, oltre che per le foto e gli argomenti trattati, per i metodi, i consigli, anche per un’altra curiosità: Federico per ogni ricetta abbina una canzone: “Si crea così, quel magico senso di distacco dalla realtà, che trasforma un assaggio in un’esperienza sensoriale”
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Ma veniamo alla ricetta, per cui ringrazio Federico per avermi concesso di pubblicarla.
Mentre le donuts, (ciambelle) sono in genere fritte e ricoperte di glasse di ogni tipo, in  questa versione sono cotte al forno.
La ricetta originale prevede comunque una glassatura che io ho preferito evitare a favore di una farcitura di confetture, ragion per cui l’impasto non è eccessivamente zuccherato, ma piuttosto neutro.
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La classica spolverata di zucchero al velo comunque le addolcisce al punto giusto.
Altre piccole variazioni fatte da me: non avendo a disposizione lievito fresco, ho usato 4 g di lievito di birra secco e latte scremato, inoltre, volendole gustare a colazione, le ho impastate di sera e allungato la seconda lievitazione lasciandole tutta la notte in frigo.
L’indomani dopo una sosta fuori dal frigo a temperatura ambiente di una mezz’oretta, ho spennellato con tuorlo d’uovo sbattuto con latte e infornato.
Ecco dunque dosi e procedimento:
370 farina 00
60 g di zucchero
215 g di latte
12 g lievito (oppure 4 g secco)
40 g di burro
1 uovo
sale 2 g
(se non usate glasse, 1 tuorlo e un po’ di latte o panna e zucchero al velo per la finitura)
Sciogliere il lievito  in 50 ml di latte tiepido, unire il resto del latte, l’uovo, lo zucchero, il burro fuso e freddo,  il sale e mescolare il tutto, fino ad avere un composto liscio e uniforme.
In una terrina mettere metà della farina e il miscuglio di latte,  mescolare fino a che sia liscio unire il resto della farina e continuare a impastare, cercando d’incorporare aria,
L’impasto risulterà molto morbido e appiccicoso, ma è cosi che dev’essere, quindi non aggiungete farina.
Lasciar lievitare coperto fino al raddoppio, almeno un’ora o più, dipende dalla temperatura in casa.
Trascorso il tempo, l’impasto sarà più facile da lavorare,  infarinare il piano di lavoro e  quindi stenderlo a  1 cm e mezzo di spessore.
Con un bicchiere o un cerchio taglia pasta  per ciambelle, ritagliare cerchi, sistemarli sulla leccarda rivestita con carta forno e lasciar lievitare  per circa 45 minuti, a questo punto, io li ho messi in frigo nella parte meno fredda.20140111_191847
Se non disponete dello stampo per ciambelle, il buco interno è ottenibile con un tappo di plastica, con i ritagli otterrete anche dei … mini simil krapfen!
Con un bicchiere da 8 cm di diametro otterrete oltre 12 ciambelle, io ne ho fatte 6, congelando il resto dell’impasto, senza ovviamente lasciarlo lievitare, e l’ho usato per un’altra preparazione che poi vi dirò.
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Ultimata la lievitazione, spennellare con tuorlo d’uovo sbattuto con un po’ di latte o panna.
Cuocere a 190° circa 15 minuti, mettendo nel forno una ciotolina di metallo con dell’acqua.
I tempi di cottura, sono indicativi,  potrebbero necessitare  di qualche minuto in meno o in più, regolatevi comunque secondo il vostro forno.
Una volta sfornate, lasciate intiepidire e spolverizzare i zucchero al velo.
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Volendo, tagliatele a metà e farcitele con crema o confettura: per i mini krapfen ho usato la Confettura Extra di Pomodorini Corbarini, per le donuts confettura di fichi home made.
A questo punto, tutto è pronto per la vostra colazione, è il momento di dare gusto all’immaginazione, manca solo una cosa: la canzone che Federico consiglia, per trasformare l’assaggio in esperienza sensoriale”…. I’ll never forget, di Dexter Wansel.
Eccovi il link dove potrete ascoltarla, non resta che provare…http://youtu.be/A-LtHAbe1WM

lunedì 20 gennaio 2014

Gennaro Volpe, Maestro Pasticciere

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di Chiara Vancheri – Cliccare sulle foto per ingrandire
Siamo stati ai Colli Aminei, alla Pasticceria e Caffetteria Volpe, elegante e prestigioso laboratorio di pasticceria che vanta un illustre quanto ambizioso padrone di casa: Gennaro Volpe.
Basta mettere un piede all'interno del laboratorio per essere investiti da invitantissimi profumi. Le vetrine, piene di dolci di ogni tipo, hanno un aspetto delizioso e la degustazione non delude le nostre aspettative. Ciò che ci lascia stupiti positivamente è il calore con cui veniamo accolti e con il quale, ci accorgiamo, sono accolti tutti i clienti. Ci si sente a casa, nonostante il taglio raffinato e l'estrema cura dei dettagli della Pasticceria.
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Tutto, all'interno delle vetrine, è invitante per i nostri occhi, dai babà alle code d'aragosta, alle sfogliatelle. Gennaro Volpe sa abilmente dedicarsi ai dolci della tradizione partenopea con uno sguardo rivolto alle innovazioni e ai dettami moderni del cake design. Il denominatore comune a tutte le sue creazioni sono la qualità e la genuinità. Ogni richiesta dei clienti diventa realtà, passando per le abili mani del Maestro Volpe.
La passione per i dolci in Gennaro nasce molti anni fa, quando appena tredicenne già pasticciava nella cucina di casa sua dopo essere andato “a bottega” per cominciare a imparare l’arte.
Solo più tardi, all'età di 23 anni, Gennaro apre un laboratorio tutto suo ai Colli Aminei, a Napoli.
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Da allora ha fatto tanta strada, guadagnandosi un curriculum di tutto rispetto, tanti premi e riconoscimenti anche a livello mondiale, nonché la prestigiosa onorificenza di Maestro Artigiano, che esibisce con orgoglio, rilasciata dalla Camera di Commercio Industria e Artigianato di Napoli.
OLYMPUS DIGITAL CAMERA         Dopo essere stato Campione Italiano di Pasticceria nel 1999, ha rappresentato l’Italia in tanti concorsi nel mondo, da Brno, in Repubblica Ceca, alla Coupe du Monde de Patisserie, all’International Pastry Grand Pryx di Tokyo: numerose coppe e riconoscimenti sono esposti nella pasticceria.PicMonkey Collage1Già affiliato all’Accademia Maestri Pasticcieri Italiani, da gennaio scorso fonda con Roberto Lestani la “Federazione Italiana di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria”,  con lo scopo di diffondere capillarmente lo sviluppo e la crescita dell’artigianalità italiana e dei prodotti nazionali e regionali e di cui è Vice Presidente.
Gennaro, con la sua Pasticceria Caffetteria, è presente nella guida del Gambero Rosso, e anche per il 2014 ha ricevuto le “due torte” (su un massimo di 3) di valutazione.PicMonkey CollagebSe vi trovate ai Colli Aminei non potete non fare un salto ala sua pasticceria, ma dovete essere fortunati a trovarlo, visto che Gennaro è spesso costretto ad assentarsi perché in giro per l'Italia ed anche l'Europa come docente. A questi impegni si andranno ad aggiungere alcuni progetti per i quali il Maestro si sta attualmente adoperando e che partiranno dalla prossima primavera.
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Ma per ora non vi diamo ancora anticipazioni, continuate a seguirci, e saprete tutto al momento giusto!
Nei link che seguono,  trovate altri post dedicati a Gennaro Volpe.
Pasticceria Caffetteria Volpe
Viale Colli Aminei, 225
80131 Napoli
081 741 9657

domenica 19 gennaio 2014

Al Grand Hotel Parker’s a Napoli, tornano le Cooking Class con i piatti dal menù del George.

 

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Le lezioni saranno tenute dall’ Executive Chef del ristorante George Vincenzo Bacioterracino.

Programma delle Lezioni, a partire dal 21 gennaio, ogni martedì, dalle 16.00 alle 18.00.

  • 1) Seppie alla carbonara, Maialino in salsa di albicocche, Mousse di cioccolato al rum.

  • 2) Hamburger di patate e carciofi con uova in camicia,Fettuccioni ai porcini e polpettine di cappone,Tortino di cioccolato e pere.

  • 3) Cotechino di calamaro in zuppetta di lenticchie,Risotto con baccalà e pomodori secchi, Semifreddo al roccocò

  • 4 )Aliciotti farciti con parmigiana di melanzane, Braciolina di coniglio porchettato, Millefoglie con soufflé di ricotta e fragoline.

  • 5) Vellutata di zucca e arancia con struffoli di bignè, Tagliolini con matriciana di scampi, Zuppa di cioccolata e zenzero

  • 6) Ceci, fagioli, lenticchie: zuppe e minestre, Zuppa inglese.

  • 7) Risotto con finocchi e mazzancolle, Orata in sautè con pere e senape, Cassata in vetro.

  • 8) Lamelle di polpo con finocchi e uva, Composizione di spigola in agrodolce, Soufflé al Grand Marnier.

Il costo di ogni lezione è di 50 euro. Per l’intero corso di 8 lezioni sarà effettuato uno sconto del 10% e sarà consegnato un utile regalo da utilizzare in cucina.

Curiosità e consulenza a cura della scrittrice Leila Mancusi Sorrentino.

Esperti enologi interverranno durante le lezioni per l’abbinamento dei vini ai piatti dello Chef.

Ampia possibilità di parcheggio.
Per info e prenotazioni:
081 7612474
marketing@grandhotelparkers.it

Un po’ di ricette a base di arance: anche quest'anno La Cucina Italiana sostiene AIRC nella campagna LE ARANCE DELLA SALUTE

Scegli le Arance della Salute. Aiutaci a mettere il cancro all’angolo.

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Sabato 25 gennaio torna nelle piazze l’appuntamento con le Arance della Salute. Con un contributo di 9 euro riceverai 2,5 kg di arance rosse e un numero speciale di Fondamentale con i consigli e le ricette per una sana e gustosa alimentazione.

Questo contributo consente di fare il pieno di vitamine, far del bene alla ricerca e diventare Soci AIRC per un anno, qui trovate la mappa per vedere qual è la piazza più vicina a voi.

Forza allora, tutti a comprare le arance della salute!

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L’AIRC, e La Cucina Italiana diventano partner a favore di questa iniziativa coinvolgendo noi blogger, che, come già visto nella partecipazione dell’anno scorso,  pubblichiamo un post con le nostre ricette con arance e agrumi, già presenti nel blog, o con nuove ricette.

Eccovi dunque i link di alcune ricette all’arancia già presenti su Maison Milady, e per non essere ripetitiva, il link del post dell’anno scorso, dove sono presenti altre ricette, coi i relativi link:

Cominciamo subito con la Marmellata di Arance,

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una versione dove l’arancia è usata tutta per intero, col solo scarto dei semi.

Piccole delizie: le Palline di buccia d'arancia

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Anche per questi dolcetti, la buccia d’arancia è protagonista quindi, dopo esservi fatti una bella spremuta, recuperate le bucce, ma ricordatevi di usare arance non trattate.

Stesso discorso anche per le scorzette candite

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una versione semplificata e veloce per ottenere deliziose bucce candite.

Infine il link dell’anno scorso, a riassunto della…puntata precedente A bocca aperta:

Gelo di arance

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