Ricordando….”Sa Sartiglia”

ipiccy_imageqIn questo brutto periodo che stiamo vivendo, il tiepido sole di questi giorni di freddo polare fa si che in giro ci sia qualche mascherina solitaria a ricordarci che è Carnevale.
Il mio pensiero va all’anno scorso, quando ho potuto assistere a “Sa Sartiglia”, uno dei più spettacolari carnevali di Sardegna. Di lì a poco sarebbe scattato il primo lockdown ma nessuno l’avrebbe mai immaginato.      
Sa Sartiglia si tiene a Oristano, col patrocinio della “Fondazione Oristano”, l’ente che si occupa anche della promozione, realizzazione e della valorizzazione di questa imponente manifestazione equestre che  si svolge la domenica, il lunedì e il martedì di carnevale e, almeno una volta, andrebbe vista.

DSC_0838

Sa Sartiglia, è una giostra equestre in cui i cavalieri,  in primis “Su Componidori”  (cavaliere androgino, che dopo la vestizione diventa un dio e non può più scendere da cavallo per tutto il giorno fino alla svestizione, a fine manifestazione) che apre la corsa, cercano di centrare una “stella” appesa a un nastro, con “su stoccu”, una lancia di legno.    Centrare al primo colpo la stella, da parte di Su Componidori, che potrebbe essere impersonato anche da una donna, sarà di buon auspicio per l’anno.    
Le  origini della Sartiglia  risalgono circa al XVI secolo,  è un evento molto sentito dagli oristanesi e non solo e tra sacralità e scaramanzia, storia e mito, attira nella città della Giudichessa Eleonora d’Arborea  un numeroso pubblico dall’Italia e dall’estero.      

ipiccy_imageeVale la pena di arrivare in città almeno un paio di giorni prima, per viverne e respirarne appieno l’atmosfera e i preparativi,  approfittando anche delle  interessanti visite guidate organizzate dalla Fondazione al Centro di Documentazione sulla Sartiglia (dove si possono ammirare maschere, costumi, simboli…), al centro storico, all’Antiquarum Arborense e al Museo Diocesano. ipiccy_imagetipiccy_imagezDa Piazza Roma, dominata dalla Torre di Mariano II (una della quattro antiche porte della città) eretta alla fine del 1200, si entra nel centro storico di Oristano. Passeggiando tra le eleganti stradine, magari gustando una “zeppola”, una frittella lunga arrotolata, dolce tipico carnevalesco (in questi giorni si trovano in ogni bar, pasticceria o panificio della città e non solo, o nei vari stand sparsi qua e là) via via che ci si addentra,  salta subito all’occhio la sabbia che ricopre completamente alcune strade, quelle che saranno percorse dai cavalli durante la manifestazione e gli spalti altissimi che costeggiano alcuni punti.         ipiccy_imageaDal sabato, nell’ampio spazio dedicato al “villaggio Sartiglia” invece si svolgeranno laboratori e degustazioni, con la possibilità di acquistare tipicità artigianali e alimentari locali e non solo, o di sedervi a uno dei tanti stand e gustare una seada, o il famoso porcetto al mirto cotto sulle braci, o gustosi  malloreddus.         
Sempre il sabato, è possibile assistere alla “Sartiglia degli Asini”, versione goliardica della manifestazione.       ipiccy_imagev

E finalmente domenica, ci si muove di buon’ora. Dovendo restare tutto il giorno fuori conviene organizzarsi con una colazione al sacco, e fare un’abbondate colazione. Io sono stata alla pasticceria Nino Vacca, oltre alla classica viennoiserie potete trovare un ottimo assortimento dei dolci tipici sardi, di cui ho approfittato, ovviamente!ipiccy_imagec

In Piazza Eleonora la folla è già veramente  tanta, in attesa di assistere alla vestizione di Eleonora e al corteo storico, con figuranti che indossano  splendidi costumi e sono  preceduti dal banditore e dai tamburini e trombettieri. Dai maxi schermi si  può anche assistere al rituale della vestizione di Su Componidori, che si tiene in un’altra parte della città.               
                                    DSC_0818          DSC_0831            

E più tardi, finalmente ha inizio la Sartiglia, con la benedizione della folla da parte di Su Componidori. Dopo le cerimonie di rito, parte la corsa: Su Componidori centra la stella al primo colpo. Un coro che è un boato indescrivibile di gioia rompe il silenzio….
Il pomeriggio poi prosegue e si conclude con la sfilata degli abiti tradizionali dei vari comuni della Sardegna e con le pariglie, spettacolari e spericolate figure acrobatiche di 3 o più cavalieri.
Assistere alla Sartiglia e agli altri eventi ad essa collegati è un’esperienza davvero unica ed emozionante!
 qui  l’album completo.

 


      
        
 

Commenti

  1. Mancano queste belle feste della tradizione.
    Incrociamo le dita per il prossimo anno.

    RispondiElimina

Posta un commento