Un sugo semplice e veloce, per condire gli spaghettoni o altro formato di vostro gradimento, per sfruttare fino in fondo le teste dei gamberoni, per i quali ho invece preferito una cottura al sale grosso. Non ci sono dosi precise, vi regolate un po’ secondo il prodotto che avete a disposizione e le boccucce da sfamare. Vi occorre: spaghettoni di Gragnano trafilati al bronzo teste di gamberoni olio extravergine di oliva spicchio d’aglio scorza di limone bio grattugiata vino bianco polpa di pomodoro (per me Polpapiù Cirio ) Staccate le teste dei gamberoni e sciacquatele, pulite i gamberoni eliminate il budello e tenete da parte per la successiva cottura. Per il sugo: Scaldare 1 o 2 cucchiai d’olio in un tegame, aggiungere lo spicchio d’aglio e lasciate imbiondire, quindi eliminarlo (ma se vi piace lasciatelo) Aggiungere le teste di gamberoni (nel mio caso 5) e lasciar cuocere un paio di minuti, intanto schiacciate per bene le teste con un cucchiaio di legno, lasciando f...
Originario delle subregioni della Barbagia e dell'Ogliastra, " su casu axedu " un formaggio fresco dalla consistenza morbida e quasi budinosa, dal gusto piuttosto delicato e leggermente acidulo, è conosciuto in tutta la Sardegna con tantissimi altri nomi (fiscidu, latti callàu, casagedu, frughe, cagiada, per citarne alcuni). E' un P.A.T. ed è conosciuto anche come "colazione dei pastori" in quanto era da essi preparato col latte ovino appena munto. Il siero prodotto era bevuto a digiuno, a scopi depurativi. Tutt'oggi viene preparato con tecniche il cui uso pare risalga addirittura ai nuragici con latte ovino crudo (da pecore di razza sarda) ma c'è anche una versione di latte ovino e caprino misti (nella sub regione del Sarrabus). Il periodo migliore per la produzione va da dicembre a luglio. Il latte viene portato a circa 35/ 37° e inoculato con caglio di agnello, capretto o vitello e lasciato quindi cagliare a temperatura ambiente. Il ...
Di pasta cresciuta, fritte in olio caldo ma non bollente, e poi passate semplicemente nello zucchero o arricchite con crema o confettura, le Graffe o Zeppole, a Napoli e dintorni, sono un’altra delle tipicità non solo come cibo da strada ma anche nei banchi delle pasticcerie, che le offrono principalmente a colazione, anche se si trovano a tutte le ore. Dalla classica forma a ciambella o tondeggiante (dette in questo caso anche “bombe” o “Bomboloni”) sono diffusissime anche in versione mignon come fine pasto, particolarmente nelle pizzerie, e addirittura anche nei ristoranti stellati. La ricetta che vi propongo oggi, caratterizzata da una lunga lievitazione (in tre fasi) e una particolare morbidezza, è proprio quella di un ristorante stellato, “ "L'Antica Osteria Nonna Rosa” di Vico Equense. Qui Peppe Guida e suo figlio Francesco, le offrono come dolcezza finale, semplicemente passate in zucchero e cannella oppure completate con crema...