giovedì 5 settembre 2013

E' napoletano il campione del mondo dei pizzaiuoli, seconda una giovane giapponese

I vincitori del XII Trofeo Caputo, sul palco della premizione, assieme ai Caputo del Molino Caputo-ph.Luigi Savino

Napoli- E' tornato a Napoli il titolo iridato, in occasione del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo.

A vincere il 12° Trofeo Caputo è il ventinovenne partenopeo Davide Civitiello, free lance (al centro nella foto) “Sono emozionato, ancora non riesco a crederci” ha dichiarato e, subito dopo, ha aggiunto: “ho un sogno e spero che questo titolo mi aiuti a realizzarlo: vorrei aprire una pizzeria tutta mia”. La storia di Davide è davvero bella. Lui con gli impasti ha iniziato a cimentarsi all'età di nove anni. “Quando uscivo dalla scuola, correvo nella pizzeria del papà di un mio amico a via Capuana, l'antica pizzeria Di Gennaro di Enzo Costa. Sono stati loro i miei primi maestri. Giocavo con la farina, lievito e acqua e impastavo, come forse altri bambini della mia età facevano con la plastilina. Poi all'età di 14 anni, dopo le scuole medie, decisi quale sarebbe stato il mio lavoro: il pizzaiolo” Di maestri Davide ne ha avuti tanti , dopo Enzo Costa, Salvatore De Masi e altri grandi del passato. Ma Napoli gli stava stretta, così ha lavorato due anni a New York, poi a Tokyo, ancora a Copenaghen. Sempre in giro ad insegnare agli altri come fare una vera pizza napoletana. Da autentico “pizzaiuolo” con la u, come si dice a Napoli. Ma Davide è figlio dei nostri tempi, e assieme allo chef che fu il cuoco personale di Gianni Versace, Donato De Santis, ha girato per una televisione americana, la Fox Latina, un programma di cucina che andrà in onda per l'Argentina in autunno.  Soddisfatti gli organizzatori del 12° Trofeo Caputo che hanno visto lievitare, è il caso di dirlo, i partecipanti: 500 provenienti da 47 Paesi del mondo. In primis, il gruppo dei giapponesi che è arrivato a contare 50 partecipanti tra uomini e donne. Tutti agguerritissimi. E felici, visto che, quest'anno, hanno conquistato il secondo posto con una giovane pizzaiola, Chia Umezawa. Terzo classificato il bresciano Giuseppe Toriello.

Contenti anche Antimo Caputo ad del Molino Caputo,  Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani;  Enrico Famà, direttore di Ristorazione Italiana Magazine e Claudio Sebillo, tra gli organizzatori del Napoli Pizza Village: Evento ricco di momenti musicali, di laboratori e di approfondimenti e che durerà fino a domenica 8 settembre. Con la possibilità, tutte le sere, di degustare la pizza in uno dei 45 stand dove operano i più importanti pizzaiuoli partenopei.

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Inoltre, presente alla manifestazione anche una postazione che offre pizze e dolci senza glutine, sita nei pressi dello “stadio” della pizza, in un’area distaccata dalle altre postazioni per evitare  eventuali contaminazioni.

Nell’insieme, una kermesse propositiva, che può  migliorare.

 

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piz

3 commenti:

  1. oh questo sì che è giusto....dai a Cesare quel che è di Cesare....!!
    la nostra amata pizza nelle mani di un napoletano è sempre qualcosa di speciale....!! Complimenti al caro Davide...!!

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  2. e mi sa allora che ci vado tra qualche anno sarò la pizzaiola beneventana ahaahhah complimentiiii

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