martedì 6 dicembre 2016

“Come Catarinea Natalea”

come-catarinea-natalea“Come Catarinea Natalea”, quest’antico detto napoletano, secondo il quale  il tempo del giorno di S. Caterina  (25 novembre)  sarà uguale a quello di Natale, ha dato spunto ad una serata svoltasi nell’info point dell’Anfiteatro Romano di Avella che ha avuto come tema un progetto di mecenatismo dell’arte,  con un incontro esplicativo circa l’adozione e l’importanza dell’art bonus (chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno dei beni culturali, come previsto dalla legge, potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta, qui per info:
http://artbonus.gov.it/).
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Nello specifico, il progetto  legato  alla volontà di restaurare e custodire il patrimonio artistico, archeologico e culturale di Avella, è stato proposto dalla dott.ssa Carmen Loiola, delegata ai beni culturali dell’attuale amministrazione di Avella,  ed è stato il fulcro di una serata gastronomica, con i migliori sapori antichi e tradizionali e con musica del natale avellano (e se vi trovate da queste parti, non perdetevi questi produttori e le loro delizie!)
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A cominciare da un anticipo del menu natalizio che potete trovare in carta  a "il Moera" dallo chef Francesco Fusco e sua moglie Diana:DSC_9274Minestra maritata, classica un po’ in tutta la Campania,
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spaghetti con noci “Malizia” (noci con polpa chiara e gustosa, un ecotipo della noce di Sorrento, coltivata nell’avellinese e nel napoletano sugli stessi terreni dei noccioleti).
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A seguire dessert con formaggi e ricotte di pecora dell’azienda agricola La Malvizza accompagnati da confetture e composte dolci dell’azienda “Il poggio del Picchio”PicMonkey CollageE ad Avella non poteva assolutamente mancare una scorpacciata di… avellane, ovvero nocciole, da cui, lo ricordiamo l’antica Abella ha preso il nome, cedendo poi il passo all’attuale Avella. Il produttore presente alla serata è Noccioro, che ha fornito anche la deliziosa e versatile crema spalmabile alla nocciola,
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che è stata anche abbinata alla deliziosa versione gelata della “Cubbàita” siciliana ( il torrone a base di miele, mandorle, pistacchio e cacao tramandato dai Saraceni) prodotto da Vanilla Ice Lab.
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E il finale della serata, estremamente dolce, è stato invece affidato al maestro pasticciere Pasquale Pesce, della storica Pasticceria Pesce 1986, che ha presentato l’ormai famosa Cassata Avellana (marchio registrato), con ricotta di pecora e una cascata di nocciole, in versione torta e verrina, e un panettone classico e uno alle amarene candite (prodotto locale) su ricetta della storico ricettario di famiglia.
qui l’album della serata.

1 commento:

  1. Non conoscevo questo detto napoletano. I piatti della carta sono tutti splendidi!

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