I pomodori, già conosciuti agli Aztechi, sono giunti in Europa nella metà del 1500.
In origine erano addirittura considerati velenosi e coltivati solo a scopo ornamentale.
Fu verso il 1600 che cominciano ad assumere l’aspetto attuale, passando dal colore giallo a quello rosso e dal 1700 cominciano ad essere coltivati a fini alimentari.
Nel tardo 1600 si comincia a parlare di salsa di pomodoro in cucina, nel testo di Antonio Latini “Lo scalco alla moderna”, pubblicato a Napoli alla fine del 1600: La Salsa di pomodoro alla Spagnuola (con cipolla, timo, sale, aceto) si serve però come accompagnamento alle carni.
Più in là anche Vincenzo Corrado ne parla nel suo libro: “Per servirli bisogna prima rotolarli su le braci o, per poco, metterli nell'acqua bollente per toglierli la pelle. Se li tolgono i semi o dividendoli per metà, o pure facendoli una buca.” (da Il cuoco galante, prima ed., Napoli 1773).
Nel tardo 1600 si comincia a parlare di salsa di pomodoro in cucina, nel testo di Antonio Latini “Lo scalco alla moderna”, pubblicato a Napoli alla fine del 1600: La Salsa di pomodoro alla Spagnuola (con cipolla, timo, sale, aceto) si serve però come accompagnamento alle carni.
Più in là anche Vincenzo Corrado ne parla nel suo libro: “Per servirli bisogna prima rotolarli su le braci o, per poco, metterli nell'acqua bollente per toglierli la pelle. Se li tolgono i semi o dividendoli per metà, o pure facendoli una buca.” (da Il cuoco galante, prima ed., Napoli 1773).
Non era ancora il momento di usarli per la pizza o la pasta: per averne l’uso “ufficiale” per condire la pasta, o il primo ragù, dobbiamo arrivare ai tempi del Cavalcanti, nel tardo 1800.
Le coltivazioni si diffusero in Sicilia, e da qui in Campania, dove l’uso alimentare si allargò tra la popolazione, fu poi grazie a Spallanzani, che cominciò la conservazione nei recipienti sterilizzati.
La Campania è uno dei maggiori produttori di pomodori, con coltivazioni autoctone o ibride, alcune delle quali tipiche del territorio.
E’ Il caso del Pomodorino di Corbara o Corbarino: dalla tipica forma a fiaschetta o lampadina, quello autentico, il migliore, è prodotto appunto a Corbara (SA), sui Monti Lattari, e lungo le zone collinari delle costiere Sorrentina e Amalfitana, di cui assorbe l’aria salina conservandone l’aroma salmastro, e nell’interland verso la valle del Sarno.
Coltivazioni sono presenti anche in pianura, nel pompeiano e nello stabiese.
I Sapori di Corbara, l’azienda produttrice, con sede a Corbara, coltiva e lavora il Corbarino ancora come avveniva un tempo, senza serre e senza l’uso di sistemi d’irrigazione, in quanto lo strato lapilloso del terreno, drena le piogge e funge da riserva delle acque (qui il racconto della visita all'azienda).
Il Corbarino, “Figlio del sole e del fuoco”, conosciuto anche come Corbari’, spesso conservato a “spunziello” o “piennolo”, la cui produzione è ovviamente limitata, è naturalmente, particolarmente ricco di vitamine e antiossidanti, presenta bassa acidità, elevato livello zuccherino e gusto concentrato: un prodotto d’eccellenza, ideale per piatti di mare, per un sugo semplice o un elaborato ragù, per il classico spaghetto o per la pizza, per l’insalata o le bruschette, inoltre,per la versione dei pomodorini conservati al naturale, l’acqua di governo del Corbarì, è utilizzabile come complemento e insaporitore di tutte le ricette in cui utilizzate il prodotto.
Cliccando sul link I Sapori di Corbara, o sul logo a destra, sarete indirizzati al sito dell’azienda, da cui potete acquistare online tutti i prodotti della linea del Pomodorino di Corbara.
Intanto vi lascio una ricettuzza semplice, classica e veloce:
Le tagliatelle integrali ai pomodorini di corbara
per 2 persone:
150 farina integrale
50 semola rimacinata110/120 acqua
1/2 cipolla
8/10 corbarini I sapori di Corbara al naturale
1/2 cucchiaio d’olio evo
1 cucchiaio di acqua di governo dei pomodorini
miscelare le due farine, fare la classica fontana, unire l’acqua, regolandovi secondo l’assorbimento della farina e fate l’impasto, lavorando, finchè non sia liscio e omogeneo.
Lasciate riposare, coperto da un tovagliolo, una 15na di minuti, quindi tirate la sfoglia sottile, lasciate asciugare ancora 5/7 minuti e ricavate le tagliatelle.
Mettete l’acqua in pentola e portate a bollore per la pasta.
Nel frattempo, preparate la velocissima salsa:
mettere l’olio e la cipolla affettata sottile in una padella, far appassire, unire i pomodorini schiacciati con la forchetta, eventualmente, eliminatene la pelle.
Lasciate insaporire un paio di minuti, unire l’acqua di governo e lasciar cuocere il tutto altri 5 minuti circa.
Non unire sale.
Intanto avrete calato le tagliatelle, che sono ora da scolare e condire.
Pronte da divorare!
I Sapori di Corbara SrlVia A. De Vito, 14/b
I – 84010 Corbara (Salerno)
I – 84010 Corbara (Salerno)