L’appuntamento è in Piazza S. Leone, a Gragnano, sui Monti Lattari: se pensate di affidarvi al navigatore, per arrivarci, non ci arriverete.
Questa piazza è infatti conosciuta con tale nome solo ai gragnanesi, per il resto del mondo, è Piazza Guglielmo Marconi.
Qui, come in altre parti della città, nell’800, la pasta veniva messa ad essiccare al sole: grazie al particolare clima, era garantita la migliore essiccazione e durata.
Questa piazza è infatti conosciuta con tale nome solo ai gragnanesi, per il resto del mondo, è Piazza Guglielmo Marconi.
Qui, come in altre parti della città, nell’800, la pasta veniva messa ad essiccare al sole: grazie al particolare clima, era garantita la migliore essiccazione e durata.
E’ qui che è stato fissato il punto di ritrovo per gli appassionati che hanno deciso di passare la giornata nella città che ha dato origine all’industria della pasta, oggi IGP, per la kermesse, organizzata da Gazzetta Gastronomica e il Consorzio della Pasta di Gragnano: in programma visite guidate ad alcuni pastifici, laboratori, e grande “pastata” finale in piazza.
Sotto un sole rovente, si parte, alla volta del primo pastificio.
Pochi minuti e si arriva al Pastificio Gentile, un piccolo laboratorio artigianale fondato nel 1876: Alberto Zampino, figlio del proprietario, ci guida all’interno del laboratorio, la cui produzione prevede l’uso esclusivo di semola di grano duro italiano e precisamente pugliese.
La pasta viene essiccata in particolari celle fornite di enormi ventole e termosifoni che la essiccano in tempi variabili, da 2 a 4 giorni a seconda dei formati a temperature non oltre i 48°: è il metodo Cirillo, inventato nel 1919: oggi come allora, al pastificio Gentile, il mastro pastaio Natale Zampino, assaggia la pasta sotto i denti per valutarne lo stato di essiccazione.
La visita continua e, in particolare, ci soffermiamo sulla lavorazione, manuale, come avveniva un secolo fa, della punta di diamante del pastificio: i fusilli, ad opera di uno staff di 4 donne dedite esclusivamente a questa lavorazione, ognuna gelosissima del proprio ferro, usato per creare appunto i fusilli da lunghe tagliatelle che hanno subito già, un periodo di riposo prima di diventare fusilli, che verranno poi sistemati uno per uno su particolari assi di legno per la successiva essicazione.
Finita la prima visita, si parte alla volta del prossimo pastificio.
In poco tempo, arriviamo al Pastificio dei Campi, nato nel 2007 grazie a Giuseppe e Giovanna Di Martino, giovani soci dello storico Pastificio Di Martino, fondato a Gragnano (Napoli) nel 1912.
La filosofia del Pastificio ha come fine una condivisione di valori di artigianalità, rispetto della tradizione, responsabilità sociale, tutela dell’ambiente, trasparenza, finalizzati a raggiungere un obiettivo: la produzione di una pasta di altissima qualità, e con un sistema di tracciabilità con cui il consumatore finale, può sapere dove, come e da chi è stata realizzata la Pasta dei Campi che ha acquistato: dal campo dove è coltivato il grano al mulino dove è stato macinato o alla confezione finale.
Il packaging è stato scelto per avere robustezza, onde evitare rotture del prodotto, e trasparenza insieme: la pasta è visibile, grazie alle “finestre” della confezione.
Il cubo è in confezione classica da 500 g, oppure da 250 g, denominata Duetto, o ancora una versione adatta ai single, da 125 g, denominata Egoista.
Anche qui, come nel precedente pastificio e in quello successivo, le temperature nei locali di lavorazione sono ben oltre le temperature esterne, superando i 38° per garantire la giusta umidità della pasta.
Tra una tappa è l’altra, è arrivata l’ora del pranzo, che viene servito nel verde della bella Valle dei Mulini, tra i resti degli antichi Mulini.
il menu? Non Indovinate?
‘A pasta, cos’altro?
Spaghetti con la colatura e cubetti fritti di pasta e patate e pasta e ceci.
Una volta sfamati, i nostri ardimentosi, ripartono, nella canicola finita la visita, si fa ritorno in Piazza San Leone, dove nell’ex Chiostro degli Agostiniani, si sono tenuti i laboratori sulla pasta e sul ragù napoletano previsti dal programma, con la degustazione dei ragù presentati.
per il momento ci fermiamo qui, il post diventerebbe troppo lungo, ma prestissimo arriverà il seguito, con le foto degli stand e della “pastata” di piazza, con foto e descrizione di alcuni sette piatti presentati.
seconda parte...
qui le foto