mercoledì 21 maggio 2014

Al Pastificio dei Campi, per la Terra di Fuoco

DSC_0417 (Copia) Oggi, 9 volte su 10 quando si parla di Campania, i media tendono a presentare un unico aspetto di questa regione, un tempo “felix”: rifiuti tossici, terreni contaminati, roghi, morte,  camorra, delinquenza, tralasciando di presentare l’altra faccia della medaglia, quello che di buono e pulito c’è in Campania.

Si, senza negare che quello sia un lato della medaglia, che è una realtà ma, che almeno per quanto riguarda le aree territoriali contaminate è circoscritta ad un 2% del territorio (che potrebbe essere sfruttato per  coltivazioni e produzioni “no food”), la Campania è anche bontà e genuinità di prodotti unici che buona parte d’Italia ed del resto del mondo c’invidia e tenta di imitare.

La Campania è anche operosità, onestà, ospitalità, cultura, storia….

Proprio per promuovere e diffondere questa Campania, nasce il progetto/ contest  Terra di Fuoco, che vede riuniti blogger e produttori, per arrivare là dove la comunicazione “ufficiale” e le istituzioni non sempre arrivano, e in quest’ambito saranno organizzate alcune visite guidate presso produttori che hanno aderito all’iniziativa.

La prima visita ha avuto destinazione al  Pastificio dei Campi, di Gragnano, nato nel 2007 grazie a  Giuseppe e Giovanna Di Martino, terza generazione di una famiglia di pastai  e soci dello storico Pastificio Di Martino, fondato a Gragnano (Napoli) nel 1912.

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La filosofia del Pastificio ha come fine una condivisione di valori di artigianalità, rispetto della tradizione, responsabilità e tutela dell’ambiente, trasparenza, finalizzati a raggiungere un obiettivo: una produzione di alta qualità, in quantità necessariamente limitata,  della “migliore pasta di sempre”.

Basilare quindi è la scelta dei grani, totalmente italiani, del Sud Italia,  per la cui produzione Giuseppe di Martino, si affida a contadini che è andato a conoscere di persona, stimolandoli al recupero di terreni e colture e  con cui decidere le tecniche per migliorare il prodotto.

Contadini che lavorano seguendo i ritmi della natura, come già in uso agli antichi romani, con raccolti ogni 3 anni, intervallati da coltivazioni di leguminose, principalmente favino, che aiutano l’assorbimento di azoto nella terra e quindi di proteine nel grano, e maggese per tenere a riposo il terreno.

La semola ottenuta dal grano macinato è poi lavorata in pastifico (dove la temperatura supera i 38° per  garantire la giusta umidità della pasta) con la tecnica del sottovuoto e l’estrusione avviene con trafile in bronzo, dai  formati classici o più fantasiosi ed esclusivi: è interessante sapere che  secondo la trafila in uso, è scelta la qualità di grano da usare.

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L’essiccazione è  lenta, in celle statiche per mantenere tutte le qualità organolettiche e il gusto finale della pasta, che è sistemata su telai di legno che conferiscono ulteriore fragranza.

Tutto questo il consumatore finale può “vederlo” grazie al Total Tracking System (TTS) un  sistema di tracciabilitàpresente sulla confezione con cui, grazie al collegamento a  Google Maps  e con la banca dati aziendale, il consumatore può sapere dove, come e da chi è stata realizzata la Pasta dei Campi che ha acquistato: dal campo dove è coltivato il grano, al periodo di raccolto, al mulino dove è macinato o alla confezione finale, che avviene manualmente.

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Il packaging è stato scelto per avere robustezza (onde evitare rotture del prodotto in fase di stoccaggio, conservazione e trasporto) e trasparenza insieme: la pasta è visibile, grazie alle “finestre” della confezione,  classica da 500 g, oppure cubi da 250 g, denominata Duetto, o ancora una versione adatta ai single, da 125 g, denominata Egoista.

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qui  altre foto della visita

Pastificio dei Campi
Via dei Campi 50 - 80054 Gragnano (Na)
Tel. 081 8018430
www.pastificiodeicampi.

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