lunedì 29 febbraio 2016

Tronchetto “total orange”

DSC_2440Un dolce profumato, con un lieve retrogusto amarognolo ma piacevole, che è dato dalla presenza della scorza dell’arancia oltre che del succo.
L’arancia  è usata quasi “total”…mente, quindi non si butta niente (anzi si ricicla!). Ovvio che sceglierete delle arance non trattate per realizzare questo morbido tronchetto  che piacerà a grandi e piccoli.
Quella manciata di cereali croccanti con le gocce di cioccolato che sono da un po’ in dispensa, daranno la piacevole nota croccante.
Ingredienti:
100 g di farina 0
25 g di fecola
40 g di zucchero semolato
40 g di zucchero di canna
1 uovo
40 ml di olio di semi
1 arancia media (o mezza grande) non trattata (per me un’arancia dop di Ribera)
5 g di lievito in polvere
avanzi di cereali croccanti con gocce di cioccolato
sale

Lavare e spazzolare bene l’arancia e asciugarla, quindi spremerla. Se è troppo grande usarne metà. Frullare la scorza con il succo fino ad ottenere una pasta e tenere momentaneamete da parte.
Setacciare farine e lievito.
Montare a spuma l’uovo con gli zuccheri, quindi unire scorza e succo d’arancia e incorporate il tutto, unire anche l’olio e mescolare ancora.
Terminare aggiungendo le farine e il sale amalgamando bene il tutto.
Versare il composto in uno stampo da plum cake imburrato, distribuire sulla superficie i cererali croccanti e infornare a 180° circa 35 minuti. Lasciar raffreddare prima di sformare.
Sarà ben dorato esternamente ma anche freddo conserverà una certa umidità.

Delizioso a colazione, ideale a merenda….DSC_2435

lunedì 22 febbraio 2016

Dolcetti alla salvia.

DSC_2411Dei gradevoli e semplici dolcetti, asciutti ma non secchi, dal tono un po’ rustico per la presenza di farina di mais ma gradevolmente aromatici per l’insolita presenza di salvia tra gli ingredienti.

La salvia è una pianta officinale e aromatica, tra le più conosciute e apprezzate in cucina e dalle innumerevoli proprietà benefiche: antiossidante, antinfiammatoria, digestiva, amica della mente e dell’umore, particolarmente alleata delle donne, è utile nei disturbi mestruali e della menopausa, tanto da essere definita anche “estrogeno naturale”. Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi  l’emicrania  ed è anti sudorifera. E’ da evitare in allattamento e in gravidanza o se si soffre di epilessia e in dosi eccessive può avere  effetti neurotossici. Da ricordare che alcune specie hanno effetti allucinogeni.
I romani la consideravano sacra, i cinesi credevano che regalasse longevità, mentre nel medio evo era usata in medicina come cicatrizzante. La salvia trova ampio uso anche in campo cosmetico.

Vediamo ora gli ingredienti per questi dolcetti:
3/4 di tazza di farina 00
1/4 di tazza di fecola di patate
1 tazza di farina di mais (quella per polenta)
1/2 tazza di zucchero
1 tazza di latte
2 cucchiaini di lievito in polvere
1 cucchiaio di olio di oliva extravergine (o se preferite di semi)
1 cucchiaio di salvia fresca tritata
1 uovo
sale

In una terrina miscelare insieme le farine, il lievito e lo zucchero, a parte miscelare l’uovo con il latte, l’olio e il sale e unire il miscuglio alle farine.
lavorare con una frusta o un cucchiaio di legno fino ad amalgamare il tutto, quindi unire la salvia e mescolare per distribuirla bene nell’impasto.

Imburrare una teglia quadrata o rettangolare non troppo grande, (max 22 cm) e versarvi il composto, livellando.
Cuocere a 170° circa 20/25 minuti, quindi lasciare intiepidire e tagliare in quadretti prima di sformare.

Volendo, completare con una spolverata di zucchero al velo.

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venerdì 19 febbraio 2016

“lo cunto de li cunti” Cena a più mani ispirata alle novelle di Giambattista Basile

DSC_2286Una cena a più mani ispirata al libro di  novelle di Giambattista Basile “lo cunto de li cunti”, conosciuto anche come “Pentamerone” ed edito postumo, è stata presentata il 17 febbraio scorso alla Pizzeria (compleamente rinnovata) Maria Marì di Giugliano (Na), luogo di nascita dello scrittore (15/2/1566 – 23/2/1632), al cui “trattenemiento de’ piccerilli” si sono poi ispirati altri scrittori mondiali per la stesura di favole divenute in seguito note universalmente, da “Cenerentola” a  “La Bella addormentata nel bosco”  al “Gatto con gli stivali” per citarne alcune.Giambattista_BasileLa serata presentata da Laura Gambacorta, è stata voluta dal patron Enzo Sannino, napoletano, ma da qualche anno con la sua pizzeria (in cui è affiancato dalla moglie Maria)  adottivo della cittadina, che ha voluto onorare con la sua idea di abbinamento tra cultura, territorio e buon cibo.
I piatti alcuni storici, altri creati per la serata hanno tutti rappresentato il territorio in un connubio di usanze e innovazione.
Ecco il menù della serata:

DSC_2253Ricordo di un pan brioche” - Pacchero ripieno di pasta e patate con spuma di provola - Mini sartù di Vincenzo Corrado 1793 (Chef Giuseppe Tarantino del ristorante “Neoclassico” – Hotel Royal Carlton di Bologna)

DSC_2261Gnocchi “Isabella e Rodrigo (Maria Marì) dalla novella celebrata anche nel film “C’era una volta” del regista Francesco Rosi, realizzato nel 1967: l’amore nato per caso tra Isabella, una popolana, e Rodrigo, un principe che di lei si innamora e  le chiede di preparare 7 gnocchi per metterla alla prova. Dopo quella richiesta, Isabella s’innamora di Rodrigo e solo dopo aver superato vari ostacoli i due riescono a riunirsi.DSC_2282Sorbetto Gatta Cenerentola, prodotto dalla gelatiera Pina Molitierno di Vanilla Ice Lab, con mela annurca (tipica del giuglianese) e limone, che fa da intermezzo prima dellaDSC_2336Pizza Basile (Maria Marì), creata per l’occasione, il soffice impasto di Enzo completato con  porchetta e melannurca. 

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Baccalà mantecato con schiacciatina di patate e bagna cauda (Chef Giuseppe Tarantino) abbinato a un Gelato salato (Vanilla Ice Lab), con pecorino e pere, semplicemente delizioso (Milady di questo non si è lasciata scappare il bis...!)

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in chiusura “Gelato con uva passa e fichi secchi” (Vanilla Ice Lab) ispirato alla novella di Vardiello, il figlio sempliciotto di Grannonia d’Aprano, una donna molto saggia.
Vardiello per caso riesce ad impadronirsi di un tesoro e al fine di tenerlo nascosto, Grannonia un giorno fa piovere su Vardiello uva passa e fichi secchi. Arrestato, Vardiello dichiara al giudice di aver trovato il tesoro il giorno in cui piovevano uva passa e fichi secchi, e questi rendendosi conto di avere a che fare con un incapace lo libera.…

In abbinamento alle pietanze:
Falerno del Massico bianco Nugnes
Vite aminea Nugnes
Elixir Falernum Distilleria Petrone

Pizzeria Maria Marì
Via aviere Mario Pirozzi, 63/65
Giugliano (Na)
Tel. 081 5064205

Partners dell’evento:
Vanilla Ice Lab, Azienda vinicola Nugnes, Distilleria Petrone

domenica 14 febbraio 2016

Frollini ciokocafè!

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Cioccolato fondente, caffè e un pizzico di sale grigio per questi frollini dal gusto equilibrato e dalla sorprendente nota salata.
Per iniziare la giornata o per uno sfizio in qualunque momento della giornata, dalla classica forma a biscotto o come dolcetto… il loro gusto e la loro frollosità vi conquisteranno subito!

Ingredienti:

200 g di farina 00
50 g di fecola di patate
30 g di caffè solubile
30 g di cacao
30 g di cioccolo fondente in scaglie
150 g di burro morbido.
150 g di zucchero di canna
50 g di zucchero semolato
1 uovo
1 cucchiaio di latte caldo
1 cucchiaino raso di lievito in polvere
sale grigio bretone

Setacciare le farine col lievito e il cacao.
Lavorare a crema in una ciotola con un cucchiaio di legno o con le fruste burro e zuccheri miscelati, quindi unire l’uovo e incorporarlo bene.
Incorporare anche il caffè sciolto nel latte e amalgamare, quindi unire una presa di sale grigio e finire con le farine e il cioccolato fondente, lavorando velocemente fino ad avere un composto dal colore omogeneo da lasciar riposare in frigo per un’oretta.
Per i frollini stendere la pasta allo spessore di 3 o 4 mm ritagliare con le formine che preferite e cuocere a 170° 10/12 minuti.
Per i dolcetti formare delle piccole palline schiacciare leggermente e col manico di un cucchiaio o una forchetta formare una riga nel mezzo.
Cuocere circa 15 minuti a 170°.

Anche freddi resteranno comunque un po’ morbidi.

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venerdì 12 febbraio 2016

Fresine al nero di seppia, tra orto e…dispensa!

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La pasta al tonno è una preparazione veloce,  che spesso è considerata di ripiego e insignificante: provate questa colorata versione e vi ricrederete, oltre a fare un’ottima figura in caso di ospiti improvvisi, anche con la dispensa semi vuota (ma la classica scatoletta di tonno non manca mai, no?!)

Come pasta l’ideale sono le Fresine al nero di Seppia del Pastificio Carmiano che si sposano ottimamente coi sughi di pesce e creano un forte contrasto col datterino arancione di Ispica, che ho preferito usare al posto del classico pomodoro.

Non diffusissimo,  il pomodoro datterino arancione era già conosciuto agli aztechi che lo ritenevano afrodisiaco;  non viene da una mutazione genetica  ma è un naturale antenato degli attuali pomodori rossi, e proprio dal colore giallo derivò il nome ‘pomo d’oro’.
Ottimo per le salse e come allegro e colorato condimento della pasta, questa varietà dal gusto zuccherino è ideale anche come snack da consumare a crudo.

Ingredienti per ogni porzione:

70 g di Fresine al nero di seppia Pastificio Carmiano
1 scatoletta da 80 g di tonno al naturale
alcuni datterini arancione (4 o 5)
1 pezzetto di sedano, carota e cipolla
olio extravergine di oliva
una manciata di pistacchio di Bronte (al naturale).

Ridurre a piccoli dadini le verdure e farle appassire in una cucchiaiata di olio, unire i datterini spellati e tagliati a metà a far cuocere alcuni minuti.
Nel frattempo calare le fresine e portarle quasi a cottura.
Aggiungere il tonno sbriciolato al sugo,  lasciar insaporire e regolare di sale.
Scolare le fresine e completare la cottura nel sugo, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura.
Impiattare, completando con i pistacchi grattugiati con la grattugia a fori medi.