domenica 30 novembre 2014

Spaghettoni al sugo di teste di Gamberoni

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Un sugo semplice e veloce, per condire gli spaghettoni  o altro formato di vostro gradimento, per sfruttare fino in fondo le teste dei gamberoni, per i quali ho invece preferito una cottura al sale grosso.

Non ci sono dosi precise, vi regolate un po’ secondo il prodotto che avete a disposizione e le boccucce da sfamare.

Vi occorre:

spaghettoni di Gragnano trafilati al bronzo

teste di gamberoni

olio extravergine di oliva

spicchio d’aglio

scorza di limone bio grattugiata

vino bianco

polpa di pomodoro (per me Polpapiù Cirio)

Staccate le teste dei gamberoni e sciacquatele, pulite i gamberoni eliminate il budello e tenete da parte per la successiva cottura.

Per il sugo: Scaldare 1 o 2 cucchiai d’olio in un tegame, aggiungere lo spicchio d’aglio e lasciate imbiondire, quindi eliminarlo (ma se vi piace lasciatelo)

Aggiungere le teste di gamberoni (nel mio caso 5) e lasciar cuocere un paio di minuti, intanto schiacciate per bene le teste con un cucchiaio di legno, lasciando fuoriuscire i succhi.

Sfumare con un mestolino di vino bianco.

Aggiungere la polpa di pomodoro (circa 1/2 lattina), mescolare bene e completare la cottura per circa 10 minuti,coperto,  schiacciando ancora le teste ogni tanto.

Regolare di sale.OLYMPUS DIGITAL CAMERA         Intanto cuocere gli spaghettoni tenendoli un po’ indietro di cottura, scolarli e versarli nella padella col sugo, aggiungere uno o due mestolini d’acqua di cottura e completare la cottura.

Eliminare le teste di gamberoni e servire con una leggera grattugiata di scorza di limone.

I gamberoni invece li ho cotti al sale, mettendo in una padella a fondo spesso uno strato di sale grosso aromatizzato con la scorze di limone grattugiato.

Lasciate scaldare qualche minuto, aggiungere i gamberoni e cuocere coperto pochi minuti, quindi gustate….morbidi e profumati!

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sabato 29 novembre 2014

Il 3 dicembre a Gragnano “Uno chef MAXI in Galleria”, cena a 4 mani con gli chef Iavarone e Coppola

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Mercoledì 3 dicembre alle ore 20,30 seconda cena a quattro mani nella nuova location de La Galleria di Gragnano. Lo chef-patron Giulio Coppola, allievo dell’ottimo Antonino Cannavacciuolo, aprirà le porte delle sue cucine a Domenico Iavarone, chef stellato del Maxi di Capo La Gala di Vico Equense da tanti anni al fianco del bistellato teutonico Oliver Glowig. Coppola e Iavarone, grandi amici nella vita, proporranno un menu in cui le reciproche esperienze di cucina si fonderanno armoniosamente. Partner per la pasta sarà il Pastificio dei Campi di Gragnano.

Ad accompagnare i piatti dei due chef saranno i vini biologici dell’azienda Raffaele Palma di Maiori che verranno raccontati dall’enologo Vincenzo Mercurio.

Menu

APERITIVO

Frittatina di pasta

Scarola con aringa affumicata

Pizza fritta, cicoli e ricotta

Gambero...polenta e cialdina di ceci

ANTIPASTO

Baccalà con insalata di rinforzo e cavolfiore alla vaniglia

PRIMO

Mischiato potente Pastificio dei Campi in zuppa di pesce, fagioli e triglie

SECONDO

Minestrina maritata di pesce

DESSERT

Bruschetta di pasta sfoglia con polvere di pistacchio e fragoline di bosco

COCCOLE FINALI

In abbinamento i vini dell’azienda agricola biologica Raffaele Palma:

Salicerchi Costa d'Amalfi rosato Doc 2012

Puntacroce Costa d'Amalfi bianco Doc 2012

Montecorvo Costa d'Amalfi rosso Doc 2011

Costo serata: 40 euro (vini inclusi)

Prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni:

La Galleria

Piazza Aubry

Gragnano (Na)

Tel. 081 8733029

Ufficio stampa

Laura Gambacorta

349 2886327

laugam@libero.it

venerdì 28 novembre 2014

Pollo alle mandorle

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Qualche giorno fa mi è stato fatto gentile omaggio di mandorle di Avola, una cultivar considerata tra le più pregiate.
In genere le mandorle si usano principalmente per ricette dolci, ma entrano ottimamente anche in cucina e avendo a disposizione del petto di pollo, ho preparato il Pollo alle mandorle, un classico della cucina cinese che  oggi vi propongo, una sorta di “Oriente – Sicilia” solo andata.
Una preparazione deliziosa, piuttosto semplice e relativamente veloce, che rifarò quanto prima, con una aggiunta più generosa di mandorle!
Della preparazione ci sono varie versioni, arricchite con zenzero o sesamo o verdure, e andrebbe cotta nel wok, la tradizionale pentola cinese, che al momento, in casa mia si è data latitante, quindi ho usato usato una padella normale.
I Cinesi usano principalmente olio di soia, ma ho preferito  olio di arachidi.
Per la porzione in foto, ho usato:
mezzo petto di pollo
1/2 cipolla
una cucchiaiata abbondante di farina (o fecola)
1 cucchiaiata abbondante di salsa di soia
olio di arachidi
una manciata di mandorle pelate e tostate
qualche cucchiaiata d'acqua o brodo vegetale
Tagliare il pollo a dadini e infarinarli.
In una padella scaldare un po’ d’olio di arachidi e lasciar cuocere la cipolla affettata sottile lasciandola però croccante, quindi eliminarla.
Nella stessa padella unire i dadini di pollo e lasciarli rosolare, mescolando spesso.
Aggiungere quindi la cipolla tenuta da parte, la salsa di soia qualche cucchiaiata d’acqua o brodo vegetale e mescolare, quindi completare con le mandorle.
Completate la cottura ancora per pochi minuti e servite.
Qui di seguito i link di altre ricette con le mandorle, dall’archivio di Milady (quante sono!!!)
Provatele tutte e fatemi sapere!!! Occhiolino

martedì 25 novembre 2014

Meatin Cuoco e Carbone

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Già da qualche giorno a “Meatin Cuoco e Carbone” le braci sono roventi.

Presentato circa due settimane  fa alla stampa, il nuovo ristorante gourmet “Meatin Cuoco e Carbone”, dal leit-motiv ”Non chiamatela Steak House” si basa su un’idea  nata per caso dal desiderio di tre giovani imprenditori napoletani,  Angelo Aruta, Luca Nappi e Giovanni Stanzione e punta ad una ristorazione di alto livello, una sfida in un momento non semplice.

Per questo nuovo progetto ristorativo la scelta della consulenza di Maurizio Cortese Ceo di Corteseway e foodwriter & consultant è un punto di forza: sua è la scelta di fornitori,  Chef e carta dei vini (quasi totalmente campani, ad eccezione degli champagne), mentre la comunicazione è affidata a  dipuntostudio, di Donatella Bernabò SilorataPicMonkey CollageguIl carbone è quello delle braci e dei barbecue Weber® (che è possibile acquistare in loco), su cui è arrostita la carne ma anche i contorni e i dolci presenti nel menu, il cuoco è lo chef Peppe Guida, dello stellato Nonna Rosa di Vico Equense, alla sua prima consulenza e che rappresenta la tradizione campana col suo Delicato Sorrentino (con pomodorini gialli, mozzarella di bufala, pesto e limone), diventato ormai un classico e unico primo piatto presente in menù. Non mancano proposte  sempre alla brace,  per i vegetariani.

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Le carni  “a km 100” ossia provenienti da Gesualdo, in Irpina, gli animali sono allevati e forniti dall’azienda a conduzione familiare di Mario Carrabs (e da piccoli allevatori locali). Della stessa azienda sono anche i salumi artigianali essiccati a camino o quando possibile all’aperto: particolare  il  Guanciale (quello che un tempo era chiamato “vucculàr”, la parte tra la guancia e il collo del maiale) all’aglianico, che conferisce una particolare colorazione rosata e favorisce la conservazione del prodotto.DSC_0024 (Copia)Ambiente accogliente e caldo  (predomina il legno),  cura dei particolari, cucina a vista, 50 coperti con tavoli ben distanziati e volutamente senza tovaglia, oltre al menù sui tavoli, una garanzia in più: c’è anche la carta d’identità del bovino da cui provengono le carni.

Buona anche la scelta di birre con molte etichette europee, e per finire scotch, rum e il classico nocillo.

qui altre foto della presentazione alla stampa.

Meatin Cuoco e Carbone

Via Timavo n°25-27, (traversa del Corso Europa, zona via Cilea)

Napoli

Tel. 081 18893517

Parcheggio convenzionato a pochi passi

Orari: dal lunedì alla domenica dalle 19.30 alle 24.

Sabato e domenica anche dalle 12.00 alle 15.00.

Chiuso il martedì.

venerdì 14 novembre 2014

Timballo di anelletti a modo mio

OLYMPUS DIGITAL CAMERAHo preparato (con molta cura) questo timballo di sabato pomeriggio, dando precise istruzioni a Maman per la successiva cottura in forno per il pranzo della domenica, considerando che la domenica mattina contribuivo ad aumentare il PIL della Nazione.
In piedi dalle 5.30, rientro affamata e con l'acquolina intorno alle 14.00, pregustando il timballo in tutta la sua bontà, caldo e ben gratinato.
Ma....Maman pensa bene di distrarsi e anziché accendere il forno, ne attiva la funzione di scongelamento, dopodiché considerando avanzi le cimette tenute da parte per la decorazione, le mangia.
Risultato....no, non ve lo dico, e anche se sono riuscita a ricavarne foto appetitose o per lo meno lo spero, ho dovuto accontentarmi di mangiare il timballo appena tiepido....
Ingredienti:
Per due porzioni molto abbondanti o anche tre.
150 g di pasta formato anelletti
broccoletti, 150/ 200  g netti
250 ml di latte
1 cucchiaio abbondante di farina
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di gorgonzola
4/5 noci di Sorrento
pane grattugiato e burro per lo stampo
OLYMPUS DIGITAL CAMERA         Pulire i broccoletti, dividerli a cimette e cuocerli in acqua bollente lasciando un po’ indietro di cottura.
Intanto preparare la besciamella: in un pentolino a fuoco basso sciogliere il burro unire la farina e preparare il roux.
Unire poi il latte tiepido a filo, salare e cuocere la salsa, mescolando,  fino ad addensarla.
Fuori dal fuoco unire il gorgonzola a pezzetti e farlo sciogliere.
In alternativa diluire la farina setacciata col latte tiepido e mettere al fuoco, salare e unire il burro, farlo sciogliere e continuare la cottura mescolando, alla fine unire il gorgonzola.
Tenere in caldo la besciamella.
Sgocciolare i broccoletti, nella stessa acqua leggermente salata cuocere la pasta e intanto sbucciare le noci e spezzettarle.
In una terrina mescolare i broccoletti  spezzettati (lasciate da parte un paio di cimette per la decorazione finale) noci, pasta e besciamella, amalgamando bene.
Imburrare uno stampo e spolverarlo di pan grattato, mettere qualche gheriglio di noce sul fondo, versare la pasta col condimento e livellare.
Passare in forno a 200° circa 15 minuti  o fino a gratinatura, quindi sfornare, lasciar raffreddare qualche minuto e girare lo sformato sul piatto da portata, decorare con le cimette e sevire.
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Il 21 novembre al Ristorante – orto Il Moera di Avella “Irpinia 081 – Minestre maritate a confronto”

21 novembre minestre maritate a confronto

La minestra maritata, uno dei classici della tradizione gastronomica campana, per una sera diventerà il filo conduttore di un’intera cena. A cimentarsi nell’impresa Francesco Fusco, chef e patron del ristorante-orto Il Moera di Avella, che, in collaborazione con la giornalista Laura Gambacorta, venerdì 21 novembre alle ore 20,30 proporrà la cena intitolata “Irpinia 081 – Minestre maritate a confronto”.

Teatro di questa amichevole “sfida” tra la versione napoletana e quella irpina della minestra maritata sarà Avella, gradevole borgo della provincia di Avellino a metà strada tra il capoluogo irpino e quello partenopeo di cui, curiosamente, ha il prefisso telefonico 081.

In abbinamento ci saranno i vini irpini dell’azienda Antichi Coloni presente con due versioni di aglianico: Vinicius Aglianico Campania Igt 2011 e Natu Maior Aglianico Irpinia Rosso Doc 2008.

Chiusura dolce con l’originalissima cassata avellana e la piccola pasticceria del maestro Pasquale Pesce.

Menu

Due minestre maritate a confronto

Tortellini maritati

Baccalà, minestra ed emulsione al limone

Predessert a sorpresa

Cassata avellana e piccola pasticceria (Pasticceria Pesce)

In abbinamento:

Vinicius Aglianico Campania Igt 2011 Antichi Coloni

Natu Maior Aglianico Irpinia Rosso Doc 2008 Antichi Coloni

Ticket di partecipazione: 35 euro (vini inclusi)

Ingresso solo su prenotazione

Info e prenotazioni:

Il Moera Ristorante - Orto

Via delle Centurie

Avella (Av)

Tel. 081 8252924

Contatti stampa:

Laura Gambacorta

349 2886327

laugam@libero.it

lunedì 10 novembre 2014

Una visita al Frantoio Gargiulo

1505630_10202033809679499_1958895903_n             1173753_10151604007377896_1682224109_n
Non amo molto guardare la tv, e non ho abbonamenti a canali satellitari o varie, ma la mia passione per i dolci e la cucina, si riflette anche nei pochissimi programmi che guardo.
Quest’estate su Alice, canale del digitale terrestre, è andato in onda “Conserve di casa” un programma condotto da Imma Gargiulo, che ho conosciuto  in questa occasione e in quest’altra, senza peraltro conoscere i suoi trascorsi.
Oltre la semplicità e la fattibilità delle sue proposte,  la sua spontaneità e la sua bravura,  mi ha particolarmente affascinato la “location” del programma, una terrazza con sfondo della Costiera Sorrentina.
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Mi sono chiesta più volte quale fosse  il posto preciso, e alla fine mi sono decisa a scrivere a Imma e chiedere lumi.
La risposta non ha tardato ad arrivare: quella terrazza dallo  splendido panorama, era la terrazza del frantoio di famiglia che se volevo, potevo visitare! A bocca aperta
Non me lo sono fatta ripetere due volte, e in una soleggiata giornata di inizio autunno, sono partita diretta a Sant’Agnello, piccolo comune della Penisola Sorrentina, per la mia visita al Frantoio Gargiulo (dove è possibile prenotare visite guidate) attivo da metà ‘800 e il cui marchio attuale nasce negli anni ‘70. 
Qui in penisola Sorrentina la tradizione olearia ha origini antichissime risalenti all’epoca dei greci, che con le primitive macine in  pietra molivano le olive e l’olio era poi portato in dono alle divinità.
Oggi l’olio di oliva extravergine prodotto nella Penisola Sorrentina è un prodotto Dop.DSC_1561 (Copia)Imma aveva già preannunciato che non poteva essere presente,  e al frantoio, dove all’ingresso è visibile la vecchia macina a pietra,  ci accoglie sua sorella, che con affettuosa disponibilità ci guida tra le coltivazioni “a terrazza” degli uliveti centenari di varietà minucciola e leccino,  alcuni piuttosto alti,  e gli agrumeti, di cui alcuni alberi vicini a quelli di ulivo, conferiscono poi sentori particolari all’olio.PicMonkey CollagegrLa visita alla parte “colonica” del frantoio mi ha emozionato ed è stata per me un ritorno al passato. Passeggiare tra i sentieri, respirare l’aria pura,  è stato un ritrovare odori, profumi e ambienti di quando si soggiornava dagli zii in campagna, in Sicilia: in attesa di ristrutturazione la vecchia casa colonica che pur degradata dal tempo, conserva intatto il suo fascino con  la vecchia e splendida cucina in muratura, le suppellettili, la cantina, gli attrezzi.
Torniamo a malincuore ai giorni nostri, entrando nell’attuale frantoio, al momento fermo in attesa della nuova produzione.DSC_3323 (Copia)Qui  le olive una volta raccolte manualmente  al giusto punto di maturazione, là, a pochi passi dal frantoio, vengono lavorate in giornata e frante con i noccioli, che danno maggiore fragranza al prodotto finale.
Nello show room annesso  abbiamo potuto effettuare una degustazione guidata degli oli, con un ottimo pane locale, seguita dagli acquisti di rito.PicMonkey CollageolLa gamma comprende vari tipi di oli, dai nomi evocativi del territorio e della storia locale:
Syrenum Dop: con la caratteristica nota amarognola e piccante di fondo, adatto a crudo.
Syrrentum,  dal sapore leggero, più dolce e delicato, il mio preferito,
Verum, più fruttato.
Venus, biologico, dal gusto delicato, ed altri.
Non mancano gli oli  variamente aromatizzati  compresi quelli al limone igp e all’arancia locali, ideali da usare anche nei dolci, e un olio alle noci di Sorrento, naturalmente ricco di omega 3 e che ho già provato nelle Fettuccine alla zucca nocciole e noci di Sorrento e nel fragrante Pane ai 7 cereali e noci di Sorrento.
E per finire, una piccola curiosità: Milady è  “collega  chef” di Imma, nel libro "Una ricetta al giorno...." Occhiolino
Ringrazio Imma per le due  foto in apertura del post.
Frantoio Gargiulo srl
Via Nastro d’Argento, 9
80065 Sant’Agnello di Sorrento (NA)
Tel 0818072300 fax 8073726
www.frantoiogargiulo.it
info@frantoiogargiulo.it

sabato 8 novembre 2014

I PANETTONI DEL SOLE Luoghi, volti, storie e sapori del panettone artigianale in Campania.

banner PANETTONEUn imperdibile appuntamento per gli amanti del panettone,  di cui molti pasticceri campani ormai sono maestri e che ormai si può gustare non solo a Natale!
 Giovedì 13 novembre ore 17,  presso  Grangusto, via Marina 5 Napoli, presentazione del libro I Panettoni del Sole. Luoghi, volti, storie e sapori del panettone artigianale in Campania.
di Donatella Bernabò Silorata.
Malvarosa edizioni.
Intervengono con l'autrice, Santa di Salvo, giornalista de Il Mattino, e Livia Iaccarino del Don Alfonso 1890.
A seguire una degustazione di panettoni artigianali a cura dei maestri pasticcieri. 
In libreria da novembre 2014.

Già da qualche anno i panettoni artigianali di alcuni pasticceri campani sono ai vertici delle classifiche nazionali. Hanno conquistato il palato dei critici gastronomici e di un pubblico sempre più consapevole. Sono panettoni lavorati secondo il severo disciplinare milanese, ma hanno il sole e i profumi del Sud. Oltre al Classico, ci sono varianti originali, che raccontano luoghi e territori: dal profondo Cilento ai castagneti dell’Irpinia. I limoni della Costa d’Amalfi, le nocciole di Giffoni, i fichi bianchi del Cilento, il pomodorino del piennolo del Vesuvio sono solo alcuni degli ingredienti che rendono speciali questi panettoni che Donatella Bernabò Silorata, giornalista napoletana, racconta nel libro I panettoni del Sole. Luoghi, volti, storie e sapori del panettone artigianale in Campania per le Edizioni Malvarosa. PicMonkey CollagepanL’autrice presenta undici pasticceri campani  (nella foto alcuni di loro: S. Ricci,  De Riso, Pepe, Marziale, Vecchione) che producono lievitati di grande qualità e carattere e ne racconta storia e produzioni: Anna Chiavazzo, Salvatore De Riso, Pietro Macellaro, Giuseppe Manilia, Rosanna Marziale, Vincenzo Mennella, Alfonso Pepe, Stella Ricci, Sabatino Sirica, Carmen Vecchione, Raffaele Vignola.  Ciascuno si distingue per almeno un lievitato d’autore, unico per ingredienti e lavorazione. Con le foto di Enzo Rando e la prefazione di Alfonso Iaccarino, celebre chef del Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi, il libro è un viaggio nei luoghi, nei sapori e nelle tradizioni della Campania bella e buona, una ricerca puntuale che dà volto e voce a piccoli artigiani del gusto e grandi nomi della pasticceria. Non mancano informazioni sul disciplinare, ricetta tradizionale e consigli per la realizzazione in casa del panettone. In chiusura per ogni panettone viene suggerito un vino in abbinamento: quattordici etichette di vini dolci di cantine campane suggerite da Tommaso Luongo sommelier, delegato Ais Napoli.
L’autrice. Donatella Bernabò Silorata, giornalista napoletana, da vent’anni scrive di costume, viaggi e sapori. È autrice e co-autrice di guide e pubblicazioni, scrive per numerose testate nazionali e,  dal 2000, collabora con il Gruppo Espresso La Repubblica.
I Panettoni del sole. Luoghi, volti, storie e sapori del panettone artigianale in Campania.
Donatella Bernabò Silorata
Malvarosa edizioni
Pagine 180
Prezzo 25,50
Ufficio stampa MALVAROSA Dipunto studio tel. 081681505 dipuntostudio.it

venerdì 7 novembre 2014

Il 13 novembre al Mad’in Food di Napoli "Tra crudo e cotto con i vini di Firriato"

13 novembre Firriato al Mad in Food

Giovedì 13 novembre alle ore 19,30 appuntamento al Mad’in Food di Napoli per un’originale cena dall’emblematico titolo “Tra crudo e cotto con i vini di Firriato”, presentata dalla giornalista Laura Gambacorta. Protagonista del menu sarà la carne, di varie tipologie cruda o cotta con tecniche diverse. Il locale posillipino dimostra con questo evento la propria versatilità che consente di spaziare dal panino di qualità e dallo street food alla cucina di casa molto ben eseguita fino ad arrivare a preparazioni più sofisticate. Ai fornelli di Mad’in Food opera lo chef Roberto Verducci, che nonostante la giovane età ha al suo attivo numerose esperienze presso diverse cucine prestigiose non solo campane.

Ad accompagnare questo raffinato percorso saranno i vini della cantina Firriato, una delle aziende vitivinicole più interessanti e rappresentative della Sicilia. Ben sei i vini proposti in abbinamento allo scopo di dare una visione panoramica dell’ampia gamma di vitigni presenti in terra sicula.

Menu

Tartare di manza chianina, mela annurca, zenzero e salsa allo yogurt

Petto d’anatra ....e l’arancia

Coniglio porchettato cotto in sottovuoto, caponatina di verdure, aioli e porro croccante

A tracchiulella...Puntina cotta in brodo thai, scaroletta napoletana e liquirizia

Brasato, polenta e scagliuzzielli...

La pastiera del 2014...

Vini Firriato in abbinamento:

Saint Germain

Caeles Catarratto

La Corte del Maharajà

Ribeca

Le Sabbie dell’Etna

L’Ecrù

Ticket di partecipazione: 40 euro (vini inclusi)

Info e prenotazioni (prenotazione obbligatoria):

Mad’in Food

Via Posillipo, 253

Napoli

Tel. 081 5756072

www.madinfood.com

Contatti stampa evento:

Laura Gambacorta

349 2886327

laugam@libero.it

mercoledì 5 novembre 2014

Pane ai 7 cereali e noci

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Era da tantissimo tempo che non “panificavo”…mi mancava un po’ il profumo del pane appena sfornato che si spande in cucina….
Avendo in casa del lievito madre a buon punto, farina di 7 cereali e noci di Sorrento, ho deciso di sopperire alla mancanza.
Per questa pagnotta ho usato:
500 g di farina ai 7 cereali ( più un po’ per infarinare il tavolo)
Circa 270 ml di acqua tiepida
150 g di lievito madre
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio d’olio alle noci di Sorrento Frantoio Gargiulo
una decina di noci di Sorrento.
Nel mixer ho sciolto il lievito in acqua tiepida, ho unito l’olio alle noci (nei prossimi giorni vi parlo della mia visita al frantoio, che è di Imma Gargiulo, star di Masterchef e Alice tv), la farina e il sale e ho fatto andare fino ad avere un panetto che poi ho continuato a lavorare a mano per circa 15 minuti.
Ho lasciato riposare coperto in una terrina infarinata un paio d’ore, poi ho lavorato di nuovo aggiungendo le noci spezzettate e distribuendole bene nell’impasto.
Ho formato la pagnotta e sistemato sulla placca rivestita di carta forno.
Ho lasciato lievitare nel forno spento fino al raddoppio.
Ho cotto 15 minuti a 250° (o comunque alla max.  temperatura del forno), abbassando poi a 180° dopo 15/20 minuti e continuato la cottura altri 30 minuti circa.
Una volta sfornato ho avvolto in un canovaccio e lasciato raffreddare completamente.
Ottimo a colazione con confettura o crema di nocciole, ricotta, o a tavola con salumi.
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Il 7 novembre a La Galleria di Gragnano (Na) “Piemonte-Gragnano solo andata”, cena a quattro mani con gli chef Coppola ed Elefante

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L’incontro delle eccellenze piemontesi con quelle campane sarà il tema della prima cena a quattro mani in programma venerdì 7 novembre alle ore 20,30 presso la nuova location de La Galleria dello chef Giulio Coppola, giovane allievo del bistellato Antonino Cannavacciuolo. Le cucine del locale in piazza Aubry a Gragnano (Na) ospiteranno, infatti, per una sera lo chef Alessandro Elefante, anch’esso di origine gragnanese ma residente in Piemonte dove attualmente è alla guida del ristorante Il Giardinetto di Orta San Giulio ubicato sulle sponde del lago d’Orta. La cena a quattro mani, intitolata “Piemonte – Gragnano solo andata”, vedrà alternarsi ai fornelli i due ex compagni di scuola che daranno vita a un interessante percorso degustativo in cui si alterneranno le tipicità delle due regioni. Le carni impiegate saranno messe a disposizione dalla rinomata bottega novarese Agazzone Carni.

In abbinamento ai piatti degli chef verranno serviti i vini dell’azienda irpina Cantine Terranera presente con Rosato Irpinia 2012, Falanghina Campi Flegrei 2013, Fiano di Avellino Docg 2013 e Greco di Tufo Docg 2013.

Menu

I nostri sfizi…di pasta

Battuta di fassona piemontese, tuorlo di quaglia e tartufo bianco

Lavarello marinato, stracciatella di burrata e gazpacho di pomodoro vesuviano

Pasta e patate con salsa di provola e riccio

Risotto alle alghe di mare, animelle di vitello e salsa al limone

Rombo chiodato, millefoglie di patate e cime di rapa

Mousse di cioccolato 70 %, frutto della passione e cocco croccante

Pasticcetto classico crema e amarena

Piccola pasticceria

Vini in abbinamento:

Rosato Irpinia 2012 – Cantine Terranera

Falanghina Campi Flegrei 2013 – Cantine Terranera

Fiano di Avellino Docg 2013 – Cantine Terranera

Greco di Tufo Docg 2013 – Cantine Terranera

Costo serata: 35 euro (vini inclusi)

Prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni:

La Galleria

Piazza Aubry

Gragnano (Na)

Tel. 081 8733029

Ufficio stampa

Laura Gambacorta

349 2886327

laugam@libero.it

lunedì 3 novembre 2014

Serata Oktoberfest alla Pizzeria “Concettina ai tre Santi”

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La chiusura dell’Oktobefest, è stata l’occasione per una serata ad essa ispirata che ha visto ospiti  stampa e blogger nella pizzeria “Concettina ai tre Santi” di Ciro Oliva per una degustazione di pizze e birre Paulaner ad esse abbinate.

La Pizzeria Concettina ai tre Santi è una delle pizzerie storiche di Napoli, nata nel 1951. Il nome viene dall’edicola votiva che è proprio accanto la pizzeria, in cui sono raffigurati Sant’Anna, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e San Vincenzo Ferrer.DSC_0014Concettina, la nonna di Ciro, cominciò a fare le pizze fritte   fuori al suo “basso” come succedeva spesso all’epoca, per arrotondare il bilancio familiare .

Ciro, oggi poco più che ventenne, non può che essere appassionato di pizza e nel 2013 lancia la Pizzologia ovvero “l’idea Oliva di pizza eccellente”, puntando a creazione di pizze stagionali, con particolare attenzione alle leggerezza dell’impasto, alla cottura,  agli ingredienti del topping, dalla mozzarella Dop al fior di latte agli oli extravergini o alle verdure bio, ai presidi slow food, rinnovando continuamente la produzione che affianca invece i prodotti della tradizione, dai fritti alle pizze, in cui particolare importanza hanno le pizze Marinara e Margherite, ossia le pizza napoletane di base, da cui sono poi nate tutte le altre.DSC_0013Ciro e la sua famiglia sono comunque impegnati anche nel sociale e a favore del quartiere Sanità di cui sono parte integrante, come abbiamo visto già qui, inoltri sono promotori dell’iniziativa “pizza sospesa”.DSC_0047Una serata a tutta "Pizzologia", moderata dalle giornaliste Rosaria Castaldo e Monica Piscitelli, durante la quale  sono stati degustati vari fritti, tra cui il migliaccetto salato, oggi non più diffusissimo, le classiche frittatine e croccanti cubotti di baccalà, prodotto tradizionalissimo della Sanità, dove in passato erano concentrati gli “ammollatori” di baccalà.

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Paulaner, birrificio tedesco fondato nel 1634, il cui nome deve  la sua origine dai monaci di San Francesco da Paola, che risiedevano a Monaco, lancia in questo periodo la Paulaner Oktoberfest Bier, birra “stagionale” in quanto  normalmente riservata all'Oktoberfest in Germania ma reperibile  anche sul mercato napoletano, grazie al distributore Loco for Drink di Fabio Ditto.

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Insieme alla Oktoberfets  alla spina, sono state servite anche la 111 e per il finale dolce, la Sanfelice alle castagne.

qui le foto della serata.

www.pizzeriaoliva.it

Via Arena alla Sanità 7 bis

Telefono: +39.081.290037

La pizzeria è nell’area alle spalle del Museo Archeologico Nazionale. E’

raggiungibile a piedi dalla Metro Linea 1 e 2 di Piazza Cavour con 10

minuti di cammino attraverso il pittoresco Mercato del Borgo Vergini.

Info Pizza Sospesa: +39-081.290037.

domenica 2 novembre 2014

torta integrale con mele annurche

OLYMPUS DIGITAL CAMERA         Presente in Campania da almeno 200 anni, la mela annurca IGP è tipica del territorio campano.

Originaria dell’area flegrea si è poi diffusa anche nel giuglianese oggi maggior produttore,  nell’aversano, nel beneventano, nel casertano, insomma, un po’ in tutta la Campania.

Dalla polpa acidula e croccante viene raccolta da metà settembre e poi messe e terra sui graticci per completarne la maturazione.

Ottima per i diabetici, è anche adatta ad essere cotta e ad essere impiegata nella preparazioni di dolci, come la classica torta di mele, che oggi vi  propongo inversione integrale

L’esecuzione è semplicissima, ecco ingredienti e procedimento:

150 g di farina integrale

100 g di zucchero di canna

1 uovo

60 ml di latte

50 ml di olio extravergine

1 cucchiaino abbondante di aroma al limone

8 g di lievito in polvere

2  mele annurche

zucchero in cristalli

stelline di oro alimentare per decorare.

in una terrina mescolare l’uovo con lo zucchero, il latte, l’aroma al limone e l’olio.

Aggiungere la farina mescolata al lievito e incorporare il tutto.

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Imburrare una tortiera da 22   cm, versare il composto, sistemare a raggiera le mele tagliate a fettine e spolverare con i cristalli di zucchero..

Cuocere a 170° per circa 40 minuti, una volta fredda sformare, decorare con le stelline d’oro e servire.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Di seguito i link di altre versioni di torta di mele:

http://maisonmilady.blogspot.it/2012/10/la-torta-di-mele.html

http://maisonmilady.blogspot.it/2011/10/frangipane-alle-mele-annurche-di-sal-de.html

http://maisonmilady.blogspot.it/2012/02/torta-di-mele-e-labne-ossia-il.html

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Con questa ricetta partecipo al contest La Melavigliosa

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