mercoledì 28 maggio 2014

Crostata con frangipane e ciliegie alla lavanda

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Stiamo ormai nel pieno periodo delle ciliegie, frutto  che ha circa 3000 anni.
Composte dall’80% di acqua, contengono vitamina A e C, potassio, fosforo magnesio e altri nutrienti, tra cui i flavonoidi, utili contro i radicali liberi, hanno inoltre proprietà diuretiche e disintossicanti il tutto con un apporto calorico di circa 60 calorie per 100 g.
Per la mia crostata  ho usato ciliegie di Bracigliano, dal caratteristico colore rosso cupo e piuttosto dolci.
Ecco la ricetta:
Per la frolla (ne ho poi usato la metà)
125 g di farina integrale
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80 g di strutto
1 uovo
100 g di zucchero al velo
per la crema frangipane:
80 g di burro ammorbidito
100 g di zucchero
100 g di farina di mandorle
2 uova
Per il ripieno:
250 g di ciliegie
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico raso di fiori di lavanda (meglio bio)triturati
Lavorare la frolla come d’abitudine, impastando insieme gli ingredienti e lasciarla riposare al fresco la classica mezz’ora o più.
Intanto snocciolare le ciliegie, raccogliendo il succo nel tegame che userete per la cottura.
Aggiungete le ciliegie, il burro, lo zucchero e i fiori di lavanda finemente tritati e lasciate cuocere a fuoco lento una decina di minuti, mescolando ogni tanto,quindi spegnere e lasciar raffreddare.
In una ciotola lavorare a crema burro e zucchero, aggiungere l’uovo intero, incorporare bene e unire la farina di mandorle, amalgamando fino ad avere una crema.
Ungere una tortiera bassa da 24 cm, se preferite usare tutta la sfoglia, per una crostata più grande  raddoppiare le dosi del ripieno, usando poi una teglia più grande.
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Stendere la frolla a mezzo cm  di spessore e rivestire la teglia, eliminando l’eccesso, versare metà della crema frangipane poi mettere le ciliegie, livellare e finire con la restante frangipane.
Cuocere a 170° circa 40 minuti.
Lasciar raffreddare prima di sformarla sul piatto di portata.
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di seguito altre ricette in cui si utilizzano i fiori di lavanda:
biscotti alla lavanda
pesche glassate alla lavanda
confettura di pesche gialle ai fiori di lavanda

martedì 27 maggio 2014

Corsi di Cucina ed eventi di Giugno, a La Distilleria Culture District.

PicMonkey CollagedIn origine era una struttura  del ‘700, che ospitava una distilleria, conosciuta  come la “fabbrica dello spirito” in funzione fino agli inizi degli anni ’80, a Pomigliano d’Arco (NA)

Oggi, ristrutturata e ammodernata dalla famiglia Scuotto   è sede de  “La Distilleria Culture District”: un vasto parcheggio gratuito,  un polo culturale, con libreria,  centro convegni, wine bar, ristorante e scuola di cucina, su uno spazio di 7000 mq totali, che ospita anche concerti, mostre, cinema; al primo piano della struttura è  presente una sala dove si celebrano matrimoni civili.

Spazi all’aperto, con una bella piazzetta da vivere durante tutta la bella stagione, ma anche spazi chiusi per l’inverno: si passa comodamente dai libri al bar o al ristorante, che può ospitare anche eventi e cerimonie,  e spazi dedicati ai più piccoli. PicMonkey CollagecoLo chef Francesco Ambrosio, cura il ristorante, e insieme con Giorgia Scuotto, (ma di volta in volta si affiancano altri chef e pasticcieri), gestiscono anche l’attrezzatissima scuola di cucina, proponendo corsi di educazione alimentare, oltre a un’ampia scelta di  corsi base di cucina e pasticceria, che abbiamo provato personalmente e che possono costituire anche un’ottima idea regalo.

I corsi sono a numero chiuso, con postazioni attrezzate individuali, materiali e ingredienti sono forniti dalla scuola, unitamente ad una dispensa ricca di informazioni sull’argomento trattato e naturalmente con le ricette che si prepareranno e gusteranno durante il corso.

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E in vista dei tanti eventi previsti per il mese di giugno, vi lascio anche la locandina con le date.

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Infine, vi ricordo che a La Distilleria Culture Distict, si terrà la serata finale del contest Terra di fuoco.

Per  info su corsi ed eventi e  e contatti cliccare qui

Cliccando qui, invece troverete fotografie della location e del corso.

Al Via il PizzaFestival.

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Napoli, Piazza Dante: dall’altro del suo monumento, il Sommo Poeta accoglie i napoletani e sembra indicare loro la “diritta via” verso  il maxi stand allestito per il Pizzafestival, partito ieri mattina  con una nuova formula  (rispetto al passato PIZZAFEST)-

Arte, musica, cultura, laboratori e soprattutto Pizza, per quest’edizione che ripercorre I 30 anni di storia dell’Associazione, che mira in primis a diffondere la conoscenza della Vera Pizza non solo in Italia ma nel mondo, grazie alle oltre 400 pizzerie sparse nel globo, e che sono continuamente oggetti di controlli degli standard qualitativi da parte dell’associazione stessa.

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E di strada ne ha fatta, la pizza, che nel frattempo è diventata un prodotto di alta gastronomia e i pizzaioli professionisti altamente qualificati,  grazie anche a una comunicazione sempre più attenta e multimediale che ne evidenzia e  diffonde anche le benefiche proprietà nutritive oltre che le grandi capacità economiche e anti crisi.

“La pizza rappresenta la cultura di Napoli, i prodotti tipici, il nostro territorio, hanno provato a portarcela via, ma non ci sono riusciti”, dice Antonio Pace, il presidente dell’Associazione, incredulo lui stesso dei risultati raggiunti.

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Durante il meeting di apertura, moderato da Luciano Pignataro,  ci sono stati interventi del Vice presidente di Slow Food Italia, del presidente di Gambero Rosso (alcuni pizzaioli sono docenti presso le scuole del Gambero),  di Massimo Di Porzio, vice presidente vicario , Antimo Caputo e di Tommaso Luongo, delegato AIS.

Tra le altre premiazioni, è stata decretata la “Best Verace Pizzeria”,  La Notizia di Enzo Coccia votata dal pubblico online e e da una giuria di esperti.

Il meeting si è concluso con un brindisi finale e pizze a volontà.

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Cliccando qui potrete trovare il programma completo e la pizzeria più vicina a voi.

Buona Pizza a tutti!!!

 

 

 

 

 

 

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domenica 25 maggio 2014

Fusilli con corbarini e cicinielli e frittata di cicinielli

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Bianchetti, gianchetti, novellame, neonata:  nomi diversi, che cambiano da regione a regione, per quelli che sono praticamente i neonati di pesce azzurro mediterraneo, da non confondere con pesce ghiaccio, che invece proviene dall’estremo oriente e che spesso è venduto, illegalmente,  come nostrano.
I mesi  in cui la pesca ne è consentita sono in genere i primi dell’anno,  per i restanti mesi è possibile trovare i bianchetti surgelati.
Svariate sono le ricette possibili, con questi che a Napoli sono chiamati Cicinielli, oggi ve ne propongo due: un sugo con pomodorini di Corbara, usato per un bel piatto di Fusilli Napoletani Leonessa e la classica frittata di bianchetti.
Ingredienti per due persone
per i Fusilli:
150 g di fusilli napoletani Leonessa
150 g di bianchetti
100 g circa di cozze
5/6 corbarini I sapori di Corbara
aglio
olio extravergine
prezzemolo
Per la frittata:
1 uovo
1 cucchiaiata di bianchetti
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio di formaggio grattugiato
prezzemolo tritato
sale
Cominciamo dal sugo: in una padella col classico spicchio d’aglio imbiondito nell’olio fate aprire le cozze, quindi sgusciatele e fate restringere un po’ il liquido.
Aggiungete i pomodorini privati della pelle e schiacciati e fate cuocere  una decina di minuti,  regolare di sale e se serve unire uno o due cucchiai di liquido dei pomodorini.
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Lessare i fusilli, intanto lavare e sgocciolare i bianchetti quindi aggiungerli al sugo e continuare la cottura ancora qualche minuto, poi unire  le cozze sgusciate.
Fate insaporire un paio di minuti, quindi scolare i fusilli e spadellarli col sugo, completare con prezzemolo tritato e servire.

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per la frittata, semplicissima:
lavare e sgocciolare i bianchetti, lavorare l’uovo con la farina setacciata col lievito, il formaggio, un pizzico di sale e il prezzemolo tritato.
Unire i bianchetti, amalgamare delicatamente e cuocere in padella, leggermente unta.
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sabato 24 maggio 2014

Come il Maggio sui Maccheroni

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Presentato  presso la sala giunta del Comune di Napoli l’evento enogastronomico “Come il Maggio sui Maccheroni - Festival delle paste nella Napoli del ‘600” che si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno presso il cortile della chiesa di Santa Chiara.

Napoli è la capitale della Pasta. Lo diventa nel 1600. “Come il maggio sui maccheroni” racconta questo passaggio. La Pasta, con i suoi produttori, la sua storia, il suo gusto sarà la protagonista assoluta di cinque giorni di eventi nel cuore antico di Napoli. Insieme alla pasta e ai prodotti tipici del territorio costituenti l’architrave della dieta mediterranea rivivranno lo spirito, i colori, i suoni della Napoli del ‘600 animata da attori, artisti eNapoli.

Main sponsor dell’evento sono Gal Cilsi e Parco Letterario Francesco de Sanctis.

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“Le vicende legate alla terra dei fuochi - ha dichiarato Vincenzo Gargiulo, direttore della CNA - ci hanno distrutto. Adesso bisogna ripartire con operazioni come questa che puntano sulle eccellenze campane”.

L'obiettivo di questa manifestazione - ha dichiarato Gianfranco Nappi, presidente dell’associazione “Oltre il giardino” - è duplice. Da una parte portiamo in piazza i prodotti. Dall'altra vogliamo creare il contorno di strumenti che servono a raccontare questi prodotti. La storia di quello che si mangia da queste parti ha lo stesso straordinario sapore dei cibi stessi. La cornice, dentro la quale in questi 5 giorni ci muoveremo, è quella '600. È quella la Napoli che faremo rivivere. Alla conferenza hanno preso parte gli assessori comunali, alle attività produttive e alla cultura, Enrico Panini e Nino Daniele, ad illustrare la partecipazione della Pasta “senatore Cappelli” , oggetto di un progetto di valorizzazione in Alta Irpinia, è stato Mario Salzarulo, coordinatore del Gal Cilsi, accompagnato dallo Chef Pietro Parisi, il cuoco contadino è, infatti, uno dei grandi interpreti della riscoperta della pasta ottenuta con il grano Senatore Cappelli.

Le cinque giornate saranno animate da incontri con studiosi, giornalisti e chef come Michele Mezza, Livia Iaccarino, Marino Niola, Michele Mirabella e Giulio Gorello che renderanno il chiostro di Santa Chiara, per l’occasione trasformato in villaggio della pasta, un interessate centro di discussione su tema enogastronomico.

Un focus sarà dedicato alla pasticceria napoletana; è nel Seicento, infatti, a Napoli, che nascono straordinari prodotti di pasticceria.

Per l’evento sono stati ideati due concorsi dedicati al ragù e alla genovese, due tra i piatti più celebri della cucina napoletana. Una giuria qualificata giudicherà i sughi decretando il vincitore per ogni categoria. In palio 20 kg di pasta e un weekend presso l’Approdo Resort Thalasso spa.

Il programma, da scoprire su : www.comeilmaggiosuimaccheroni.it

venerdì 23 maggio 2014

Una Pizza per l'Estate by Molino Caputo

I protagonisti di Una Pizza per l'Estate by Molino Caputo 2014Nell'ambito dei festeggiamenti del 180° anniversario del Grand Hotel Excelsior Vittoria, quello della “vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento”,  l’Orangerie, poolside bar & restaurant, sito nel parco /aranceto dell’hotel, è stato lo splendido palcoscenico della seconda edizione, organizzata da Dieffe Comunicazioni, con Molino Caputo,  di “Una pizza per l’estate by Molino Caputo”.
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“Riproponiamo volentieri questo format, dopo il successo della scorsa edizione, perché siamo persuasi dell'importanza della ricerca e del confronto tra i professionisti del settore, sotto l'occhio attento della stampa specializzata. Inoltre ci piace pensare alla pizza come a un prodotto di alta qualità, declinabile in maniera diversa anche in base alle stagioni” ha dichiarato Antimo Caputo, ad del Molino Caputo “Anche quest'anno la farina prescelta per l'evento sarà Sacco Viola, per “PIZZAMETRO”, assieme a “Il Criscito”.
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Non una gara, ma comparazione e stimolo per i pizzaioli partecipanti che hanno presentato pizze con ingredienti e  connubi freschi e invitanti,  con i latticini del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop e intensamente profumate con agrumi ed erbe mediterranee, dal finocchietto selvatico al basilico nero.
DSC_0597 (Copia)Feudi di San Gregorio ha offerto il  Dubl e il passito di Fiano, Privilegio; Il Birrificio Sorrento, invece, la birra chiara Syrentum con bucce fresche di limone di Sorrento igp e la birra ambrata Minerva con bucce di arance di Sorrento.
Ecco i pizzaioli e le pizze degustate in ordine di presentazione, tutte comunque di alto livello qualitativo:
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Fabio D’Auria, già in forza a Le Axidie, attuale chef de L’Orangerie - Grand Hotel Excelsior Vittoria/Sorrento, con una pizza particolarmente fresca e gustosa, dagli intensi sentori di agrumi, per l’appunto Orangerie:  con Mozzarella di bufala, pomodorini, datterino confit, gamberi rossi marinati agli agrumi.
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Pasqualino Rossi, patron della pizzeria Élite di Alvignano (CE) con la pizza La lunga Estate: Fiori di zucca, provola di bufala affumicata, olive nere caiazzane, alici di Cetara e mentuccia, dai sapori intensi.
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Pietro Avallone  de l’Aquila d'oro– Cava de' Tirreni – Salerno con Primavera Cavese, con Mozzarella e provola di Bufala, zucchine, carote, piselli, cipolla, patate.
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Giuseppe Giordano, meglio noto come Giò il Pizz’ino, di Piedigrotta 2 Express/ Alessandria, con Monti lattari in cerchio (con una cottura brevettata, nel cerchio d’alluminio, che dà come prodotto una pizza/focaccia morbida, un po’ alta) con Fior di latte dei monti Lattari, , pomodorini corbarini in acqua e sale, caprino dei monti lattari, origano.  DSC_0681 (Copia)Raimondo Cinque di Pizza a Metro – L'Università della Pizza/ Vico Equense con una pizza particolarmente  digeribile (e carminativa) e antiossidante, grazie alla presenza del finocchietto selvatico e del basilico nero, originario dell’india, ma naturalizzato mediterraneo.
Assenti giustificati alle degustazioni, per motivi di lavoro:3 Francesco Aiello  - Pizzeria 'O Saracino - Vico Equense - foto di Stefano RennaFrancesco Aiello  della Pizzeria ‘O Saracino, Vico Equense (sede della prima edizione di “Una Piazza per l’Estate) con la pizza Penisola, Fior di latte, pomodoro Cuore di Bue Sorrentino, scaglie di Provolone del Monaco DOP Sorrentino, basilico.7 Enzo Coccia - Pizzaria La Notizia - Napoli - foto di Stefano RennaEnzo Coccia della pizzaria La Notizia, Napoli, con Mediterranea: Pomodorini del Piennolo, Trittico di basilico, erba cipollina, aglio fresco, prezzemolo, Alici Fresche, Olive Nere, olio aromatizzato all’Arancia della Penisola sorrentina.
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DSC_0679 (Copia)In conclusione della serata, Sal De Riso, ha presentato il suo nuovo monoporzione, graditissimo alla maggioranza degli ospiti presenti: Cinque Sensi, un golosissimo dessert, con sfoglie di cioccolato croccante alternate a mousse al cioccolato venezuelano farcito con bavarese, su una base di (superbo) croccantino di nocciole di Giffoni e limoni d’Amalfi: qui si resta senza parole…meglio mangiare!

mercoledì 21 maggio 2014

Al Pastificio dei Campi, per la Terra di Fuoco

DSC_0417 (Copia) Oggi, 9 volte su 10 quando si parla di Campania, i media tendono a presentare un unico aspetto di questa regione, un tempo “felix”: rifiuti tossici, terreni contaminati, roghi, morte,  camorra, delinquenza, tralasciando di presentare l’altra faccia della medaglia, quello che di buono e pulito c’è in Campania.

Si, senza negare che quello sia un lato della medaglia, che è una realtà ma, che almeno per quanto riguarda le aree territoriali contaminate è circoscritta ad un 2% del territorio (che potrebbe essere sfruttato per  coltivazioni e produzioni “no food”), la Campania è anche bontà e genuinità di prodotti unici che buona parte d’Italia ed del resto del mondo c’invidia e tenta di imitare.

La Campania è anche operosità, onestà, ospitalità, cultura, storia….

Proprio per promuovere e diffondere questa Campania, nasce il progetto/ contest  Terra di Fuoco, che vede riuniti blogger e produttori, per arrivare là dove la comunicazione “ufficiale” e le istituzioni non sempre arrivano, e in quest’ambito saranno organizzate alcune visite guidate presso produttori che hanno aderito all’iniziativa.

La prima visita ha avuto destinazione al  Pastificio dei Campi, di Gragnano, nato nel 2007 grazie a  Giuseppe e Giovanna Di Martino, terza generazione di una famiglia di pastai  e soci dello storico Pastificio Di Martino, fondato a Gragnano (Napoli) nel 1912.

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La filosofia del Pastificio ha come fine una condivisione di valori di artigianalità, rispetto della tradizione, responsabilità e tutela dell’ambiente, trasparenza, finalizzati a raggiungere un obiettivo: una produzione di alta qualità, in quantità necessariamente limitata,  della “migliore pasta di sempre”.

Basilare quindi è la scelta dei grani, totalmente italiani, del Sud Italia,  per la cui produzione Giuseppe di Martino, si affida a contadini che è andato a conoscere di persona, stimolandoli al recupero di terreni e colture e  con cui decidere le tecniche per migliorare il prodotto.

Contadini che lavorano seguendo i ritmi della natura, come già in uso agli antichi romani, con raccolti ogni 3 anni, intervallati da coltivazioni di leguminose, principalmente favino, che aiutano l’assorbimento di azoto nella terra e quindi di proteine nel grano, e maggese per tenere a riposo il terreno.

La semola ottenuta dal grano macinato è poi lavorata in pastifico (dove la temperatura supera i 38° per  garantire la giusta umidità della pasta) con la tecnica del sottovuoto e l’estrusione avviene con trafile in bronzo, dai  formati classici o più fantasiosi ed esclusivi: è interessante sapere che  secondo la trafila in uso, è scelta la qualità di grano da usare.

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L’essiccazione è  lenta, in celle statiche per mantenere tutte le qualità organolettiche e il gusto finale della pasta, che è sistemata su telai di legno che conferiscono ulteriore fragranza.

Tutto questo il consumatore finale può “vederlo” grazie al Total Tracking System (TTS) un  sistema di tracciabilitàpresente sulla confezione con cui, grazie al collegamento a  Google Maps  e con la banca dati aziendale, il consumatore può sapere dove, come e da chi è stata realizzata la Pasta dei Campi che ha acquistato: dal campo dove è coltivato il grano, al periodo di raccolto, al mulino dove è macinato o alla confezione finale, che avviene manualmente.

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Il packaging è stato scelto per avere robustezza (onde evitare rotture del prodotto in fase di stoccaggio, conservazione e trasporto) e trasparenza insieme: la pasta è visibile, grazie alle “finestre” della confezione,  classica da 500 g, oppure cubi da 250 g, denominata Duetto, o ancora una versione adatta ai single, da 125 g, denominata Egoista.

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qui  altre foto della visita

Pastificio dei Campi
Via dei Campi 50 - 80054 Gragnano (Na)
Tel. 081 8018430
www.pastificiodeicampi.