lunedì 31 marzo 2014

Presentati i risultati del progetto DERFRAM

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cliccare sulle foto per ingrandirle

Presentati venerdì 28 marzo alla Masseria Giòsole di Capua (Ce) i risultati finali del progetto DERFRAM, partito nel novembre 2010, grazie alle ricerche effettuate nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Campania e attuate da Università del Molise e CNR.

Il progetto ha visto coinvolti diversi enti di ricerca, tra cui il Dipartimento Agricoltura, ambiente e alimenti dell'Università degli studi del Molise, l'Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo di Ercolano e l'Istituto di Scienze dell'Alimentazione di Avellino nonché cinque aziende agricole campane (quattro della provincia di Caserta e una della provincia di Salerno), i contatti stampa sono stati curati dalla giornalista Laura Gambacorta.DSC_0196La Giòsole, masseria storica dove il rispetto dell’ambiente e l’eco sostenibilità sono palpabili,  quale  azienda capofila del progetto,  è stata, unitamente alle scuole,  tra le sedi delle attività preposte all’attuazione del programma, con compiti di:

- sperimentazione agronomica con l’impiego di agenti di lotta biologica,

- sviluppo dei prodotti per ottenere derivati con minori livelli di zuccheri aggiunti e maggiori livelli di frutta,  senza l’impiego di additivi chimici,  particolare attenzione è stata posta all’assenza da contaminazione da funghi e micotossine, tra cui la patulina, una tossina che attacca in particolare mele, ma anche albicocche o pesche, mentre ne sono esclusi gli agrumi.

- studi territoriali per le proprietà dei suoli e riduzione dell’impatto ambientale,

- attività didattiche e di divulgazione, il tutto  relativamente allo sviluppo e produzione di succhi e derivati dalla frutta con rigorose caratteristiche di genuinità, partendo dalla lotta integrata per la produzione della frutta stessa, alla filiera breve, per la lavorazione e la trasformazione della materia prima.PicMonkey CollagebIn mattinata, ospiti dell’azienda, gli alunni del 2° Circolo Didattico Capua per attività didattiche e merenda all’aperto con i prodotti Giòsole, e un concorso, che ha visto coinvolti gli studenti degli Istituti alberghieri di Caserta e provincia, che hanno realizzato cocktail a base di succhi di frutta e/o  minima gradazione alcoolica.

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Sono stati premiati:

premio migliore decorazione - Federica Iavarone (IPSSART CESA)

1° classificato concorso – Carla Pagliaro (ISIS G. MARCONI VAIRANO)

2° classificato concorso – Giulia Valery (ISIS GALILEO FERRARIS CASERTA)

La giuria era presieduta da Michele Pagliuca, vice fiduciario AIBES zona Caserta. PicMonkey CollagenA seguire, la presentazione da parte di  di Rosanna Marziale, chef stellata de Le Colonne di Caserta, del  “ConciatoGiò”, un predessert dal gusto dolce- salato, in cui è usata la confettura di albicocca del progetto Derfram e il conciato romano,  presidio slow food. PicMonkey Collagebu Dopo il pranzo a buffet, con una breve visita, guidata da Alessandro Pasca di Magliano titolare della Masseria , sono stati illustrati i processi produttivi e di gestione dell’azienda, qui la frutta viene lavorata, trasformata e confezionata entro le due ore dalla raccolta; mentre una passeggiata ha permesso di scoprire e ammirare  colture,  piante e gli ampi spazi curatissimi della tenuta, che ha un’estensione di oltre 60 ettari: si organizzano anche eventi e cerimonie, laboratori per bambini o è possibile trascorrere una giornata in famiglia in totale tranquillità e relax.PicMonkey CollagepIl convegno pomeridiano che ha visto la partecipazione di Daniela Nugnes, Assessore all’agricoltura della regione Campania, ha consentito di tirare le somme su quanto realizzato in questi anni di lavoro e di presentare le opportunità offerte, nel campo dell’innovazione e della cooperazione, dal nuovo PSR 2014 – 2020.

qui altre foto della giornata trascorsa in Masseria.

giovedì 27 marzo 2014

Pizze, fritti e Subbuteo a La Dea Bendata

Un abbinamento inusuale tra nostalgia e tradizione per la serata “Sfida il Campione” alla pizzeria La Dea Bendata di Pozzuoli: protagonisti il Subbuteo, il gioco /sport da tavolo in auge negli anni scorsi e le pizze e i fritti di Ciro Coccia.

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Il gioco da tavolo,  nato in  Gran Bretagna alla fine degli anni ‘40, riproduce in piccolo il gioco del calcio ed  ha avuto il suo boom in Italia fino agli anni ‘80, quando i computer hanno cominciato la loro ascesa.

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Ritornato in voga da qualche anno, in controtendenza con la tecnologia che spesso isola, il Subbuteo favorisce invece riflessione, tattica e momenti di aggregazione.

Durante la serata, voluta da Ciro Coccia e dalla giornalista Laura Gambacorta,  si sono esibiti vari campioni, rappresentanti il team Eagles Napoli, tra cui il pluripremiato campione del mondo Massimo Bolognino.

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Al termine delle esibizioni, un buffet con  fritti nella cornucopia, specialità della pizzeria: crocchè, calzoncini, frittelle, e deliziosi arancini di riso allo zafferano, dalla consistenza particolarmente cremosa.PicMonkey Collageb

A seguire le pizze, sia fritte che al forno e finale con le ciambelline fritte al cioccolato fondente, in abbinamento con vini Grotta del Sole.

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qui altre foto della serata.

La Dea Bendata

Corso Umberto I, 93

Pozzuoli (Na)

081 1918 9636

lunedì 24 marzo 2014

Torta all’arancia

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Una torta golosa, con tutto il profumo e il gusto delle arance: ne ho disponibile una certa quantità,  gentile omaggio della mia amica Giovanna.

Oltre le solite spremute, una buona scorta di aroma all'arancia, o il gelo di arance, o la marmellata, per esempio, ne ho fatto anche una torta.

Per la ricetta mi sono ispirata ad una ricetta presente sul  Cucchiaio d’argento, un ricettario ormai classico, molto in voga negli anni scorsi, ma sempre molto attuale.

Pubblicato per la prima volta negli anni ‘50, fu il primo ricettario che tenesse conto dell'evoluzione dei tempi e quindi delle esigenze del mondo femminile.

Scritto a più mani da diversi cuochi è una raccolta completa di ricette più o meno facili.

Ma veniamo alla torta, la cui base frolla, usata per questa torta è consigliata per le torte alla frutta fresca o creme.

Inoltre, considerato che la cottura del fondo non è risultata uniforme, nonostante abbia seguito tempi di cottura e gradi consigliati, potrebbe essere utile cuocere il fondo in bianco una decina di minuti, ma regolatevi secondo il vostro forno.

per circa 6/8 persone:

Ingredienti

100 g di burro morbido

75 g di zucchero

1 uovo

200 g di farina 00

50 g di fecola

sale

per il ripieno:

3 uova

120 g di burro

150 g di zucchero

1 arancia non trattata.

Cominciare a preparare la base: in una terrina lavorare a crema il burro morbido con lo zucchero e il sale, aggiungere l’uovo e incorporarlo.

Versare la farina setacciata con la fecola, farla assorbire e completare velocemente la lavorazione sul tavolo, quando l’impasto è compatto, dividerlo in 4 pezzi e sovrapporli, schiacciandoli: ripetere questo passaggio x 3 volte.

Formare il panetto che lascerete riposare in frigo un’oretta, io  ho steso direttamente l’impasto nella teglia (24 cm) imburrata e messo in frigo a riposare.

Al momento di preparare la torta, lavare e spazzolare bene l’arancia, grattugiare la scorza e spremerla, tenendo il succo.

Fondere il burro e lasciarlo raffreddare.

In una terrina sgusciare le uova intere e batterle con lo zucchero, aggiungere il burro fuso, amalgamare, quindi unire la scorza e il succo d’arancia e mescolare bene.

Versare il composto nella teglia imburrata, e cuocere a forno moderato (170°) per circa 35/40 minuti.

Lasciar raffreddare completamente prima di sformare sul piatto di portata.

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E qui, eccola in bella vista, per la colazione, insieme ai Taralli dolci e una crostatina alla confettura di albicocche  fatta con la pasta avanzata: Enjoy! Manda un bacio

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sabato 22 marzo 2014

Il 28 marzo alla Masseria Giòsole di Capua (Ce) succhi di frutta e confetture naturali del progetto Derfram con un nuovo dolce della stellata Rosanna Marziale, giovani barmen in gara e tante attività didattiche per i bambini

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Presente alla giornata finale del progetto Daniela Nugnes, Assessore regionale all’Agricoltura

Programma molto ricco venerdì 28 marzo alla Masseria Giòsole di Capua (Ce) per la giornata di presentazione dei risultati finali del progetto DERFRAM. Il progetto, partito nel novembre 2010, grazie alle ricerche effettuate nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Campania e attuate da Università e CNR, ha dato vita a confetture e succhi naturali particolarmente sani con un contenuto ridottissimo di residui di fitofarmaci e micotossine tra cui la patulina. La Masseria Giòsole, capofila del progetto e responsabile dei processi di trasformazione della frutta, aprirà le sue porte per accogliere un pubblico molto variegato. La giornata avrà inizio con una mattinata intensa caratterizzata da tante attività didattiche a cura di Agrigiochiamo per gli alunni del 2° Circolo Didattico Capua, affiancate da un avvincente concorso per giovani barmen rivolto agli studenti degli Istituti alberghieri di Caserta e provincia che si sfideranno a colpi di shaker nella preparazione di cocktail, analcolici o a bassa gradazione alcolica, a base di succhi di frutta. Star della mattinata sarà Rosanna Marziale, chef stellata de Le Colonne di Caserta che presenterà “ConciatoGiò”, la sua nuova creazione dolce realizzata con la confettura di albicocca del progetto Derfram e con il conciato romano, altra grande eccellenza di Terra di Lavoro. Nel pomeriggio, alle ore 15,30, alla presenza dell’Assessore all’agricoltura della regione Campania Daniela Nugnes si entrerà nel vivo del progetto DERFRAM con la presentazione dei risultati finali seguita da un convegno tecnico in cui si tireranno le somme del PSR in fase di ultimazione e si esporranno le opportunità offerte dal nuovo PSR 2014 – 2020 nel campo dell’innovazione e della cooperazione.

Ufficio stampa evento:

Laura Gambacorta (mob. 349 2886327 – email: laugam@libero.it)

giovedì 20 marzo 2014

Pietro Macellaro e la “Pizza” di grani antichi.

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E’ stato Pietro Macellaro, ad inaugurare il nuovo format di Città del Gusto Napoli,Tre Torte 2014 dedicato  al mondo dell’alta pasticceria attraverso un ciclo di eventi, degustazioni e anteprime rivolte ad un  pubblico di appassionati.
Pietro Macellaro,  ha a Piaggine,  nel cuore del Cilento, la sua base operativa, un’azienda agricola biologica, ereditata dal nonno Pietro e da cui attinge buona parte della sua materia prima per i suoi dolci: frutta innanzi tutto, ma anche verdure, olio extravergine, aromi, latte.
Pietro presta grande attenzione al suo territorio, la sua missione è proteggerlo, valutarlo, recuperarlo, nei prodotti e nelle tradizioni, cui si rifanno molte delle sue ricette.
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In quest’ottica di recupero e rivalutazione, unitamente a piccoli agricoltori locali, Pietro ha ripreso le coltivazioni di due grani antichi, oggi praticamente scomparsi: il Carosella di Pruno, un grano tenero, già conosciuto e coltivato nel Cilento e nel sud Italia ai tempi dei Romani, e il Saragolla, un grano duro conosciuto nell’antico Egitto come Khorasan, particolarmente adatto a dolci, pasta e pane.
La lavorazione e la trasformazione in farine avviene localmente,  in un piccolo mulino a pietra.
Con queste farine Pietro ha prodotto la sua “Pizza di Grani Antichi”, presentata in anteprima a Città del Gusto Napoli, durante una mattinata particolarmente affollata.
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Una versione di pastiera, il tipico dolce pasquale, tra passato e presente, in cui sono impiegati, oltre i due grani, sia come farina che come ripieno,  le cicerchie, un legume piuttosto in disuso, oggi anch’esso in via di rivalutazione per la tutela della biodiversità,  latte, ricotta e burro di bufala, e canditi, che produce direttamente, il tutto racchiuso in un delizioso guscio di frolla sablè.
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Una preparazione dal vivo, spiegando passo passo ingredienti, tecnica e trucchi, cui ha fatto seguito una degustazione della Pizza ai grani antichi, nonché  di altri dolci della produzione di Pietro: da segnalare il Pan brigante,  un pane dolce con frutta secca e cioccolato, ispirato al pane con cui si nutrivano i briganti durante la latitanza, una pagnotta con miele e frutta secca, o la Colomba all’olio extra vergine d’oliva, classica,  con melanzane candite e albicocche, o con fichi bianchi del Cilento e cioccolato.
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Deliziose anche tutte le altre torte in degustazione, presentate in versione classica o mono porzione.
Piccola curiosità: come  Milady, anche  Pietro Macellaro,  ha partecipato al libro Una ricetta al giorno....leva il medico di torno!!! Occhiolino
qui altre foto dell’evento.
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Sal De Riso a Gran Gusto Napoli

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Dalla Prova del Cuoco di Rai Uno a Grangusto a Napoli. Chi ama i dolci e segue Sal De Riso in TV, avrà l'opportunità di poterlo ammirare all'opera il 22 marzo e il 5 aprile (sabato 22 marzo, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. Sabato 5 aprile dalle 16.00 alle 19.30) presso Grangusto a Napoli il più grande e fornito concept store gastronomico di via Marina. Il tema, visto il periodo, non poteva che essere le Colombe pasquali: un dolce che la creatività di De Riso ha declinato nei sapori e nei profumi del Sud. Nove proposte, tutte allettanti, comprese l'ultima nata: Fiordaliso che va ad arricchire la gamma delle sue specialità:

  • Amarena: farcita con amarene candite e crema pasticcera alla vaniglia Bourbon

  • Classica Mandorlata: farcita con bucce d'arancia candite e glassa di mandorle

  • Sottobosco: farcita con frutti di bosco e crema profumata alla vaniglia e rosmarino

  • Cremderì: farcita con gocce di cioccola

  • Primavera: farcita con pesche gialle, fragoline di bosco e crema pasticcera al profumo di zagare

  • Stregata: farcita con crema alla Strega Alberti e gocce di fragole candite

  • Limoncello: farcita con crema al limoncello e bucce di "limone costa d'Amalfi” IGP

  • Nuvola: farcita con gocce di cioccolato bianco e vaniglia delle Isole Bourbon

  • Fiordaliso: preparata con burro di bufala, arance, limoni, mandarini della costiera e glassa di nocciole

Come sempre, Sal De Riso racconterà agli amanti della pasticceria come nascono i suoi dolci e darà precise indicazioni per realizzarli. Chi non ha tempo o non ha le capacità per mettere in pratica i suggerimenti di Sal De Riso, potrà trovare le sue Colombe negli scaffali di Grangusto.

Gran Gusto

  • Via Nuova Marina 5
  • 80133 Napoli
  • 081 1937 6800

Dieffe Comunicazione
Via dei Platani, 24/F – 80063 Piano di Sorrento (NA)
+39 081 53234807
+39 081 5323480

info@dfcomunicazione.it

GEMELLAGGIO ITALIA-SPAGNA, NEI PUB DELLA CAMPANIA NASCE IL PANINO LUXURY

Panini Gourmet di Angelo Florio fotografo still-life food napoli roma 005La presentazione ufficiale martedì 25 marzo ore 11 a Maddaloni, alla scuola di cucina professionale Dolce&Salato.

Arriva dall'America il concetto di carne tritata, assemblata e ribattezzata Hamburger. In Francia è diventato Gourmet. Con la Gma Import Specialità diventa Panino Luxury. Un progetto nato dalla partnership con la società Bovinus Luxury di David Poblador Rodriguez. Ingredienti principali? Il panino Petra, con farina di tipo 1 macinata a pietra, altamente digeribile e più gustoso, e l'hamburger Luxury, 100% di polpa di coscia di Bovino adulto di razza Frisona Alpina, finemente macinata e con forma interamente elaborata a mano, in modo da assicurare la tenerezza del prodotto.

La presentazione ufficiale con degustazione è in programma martedì 25 marzo alle ore 11 alla Scuola di Cucina Professionale Dolce&Salato di Maddaloni, dove per l'occasione interverrà Giuseppe Acciaio, patron della Gma Import Specialità e ideatore del Menù Panini Luxury, David Poblador Rodríguez della Bovinus Luxury, importatore delle carni pregiate selezionate per il menù dei panini, Giuseppe Daddio, chef patron della Scuola Professionale Dolce&Salato di Maddaloni che ha creato il ricettario e i panini da presentare agli operatori di settore, in una giornata finalizzata al confronto con tutta la categoria dei Pub Gourmet che hanno costruito la storia in Campania in termini di birre e specialità gastronomiche.

"Abbiamo invitato i clienti delle varie province campane - commenta Giuseppe Acciaio della Gma Import Specialità - per questo menù che sposa pienamente la nostra filosofia aziendale, che punta a porre in primo piano grandi prodotti, concetti di buono e genuino ma soprattutto dai sapori unici ed eccezionali. Parleremo di panini con farina di tipo 1 e carne di frisona alpina, accompagnati da prodotti agricoli, verdure, formaggi e salumi di altissima qualità".

Tutti riuniti dunque per confrontarsi sul nuovo menù panino Luxury. Attualmente sono 6 le varianti create, con l'abbinamento di vari prodotti selezionati in Italia e all'estero dalla Gma Import Specialità. Da qui la scelta di ortaggi e verdure di L'Orto di Lucullo, dai friarielli sott'olio Dop alle pacchetelle del Vesuvio rosse e gialle, dai funghi porcini ai carciofi rustici, dal formaggio al pepe verde alla crema di tonno, dal lardo di Patanegra al guanciale spagnolo stagionato. Il paniere è ampio e rispecchia le caratteristiche principali di tutti i prodotti selezionati dalla Gma Import Specialità, oggi marchio di garanzia in termini di qualità nel mondo del gusto.

Ufficio Stampa a cura di Luisa Del Sorbo - www.gmasrl.it - info@gustomediterraneo.it

lunedì 17 marzo 2014

maccheroni al ferretto e ceci neri del Fortore

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Originari del centro-sud Italia, i ceci neri,  erano ampiamente coltivati, considerati i bassi costi di produzione e i lunghi tempi di conservazione.

Ideali per sostituire  la mancanza di proteine animali, erano  particolarmente destinati anche alle donne in gravidanza e in allattamento, essendo ricchi di ferro.

Perduta ogni traccia della sua coltivazione e del suo utilizzo nella cucina mediterranea, da qualche anno sono molte  le aziende che recuperano, producono e promuovono i ceci neri.

Come i ceci bianchi, sono ricchi di fibre e magnesio e utili contro il colesterolo cattivo.

Simili a piccoli sassolini, hanno una sottile buccia nera, l’ interno è di colore bianco-giallo, sono piuttosto gustosi e possono essere preparati in diversi modi.

Hanno bisogno di 48 ore di ammollo e circa 3 ore di cottura, ma resteranno comunque “al dente”.

E non lasciatevi spaventare dai tempi: in fondo una volta messi a bagno potete svolgere normalmente i vostri impegni, senza…disturbarli…loro, i ceci, non se ne accorgeranno.OcchiolinoOLYMPUS DIGITAL CAMERA

Questi che ho usato per la mia ricetta sono Ceci neri del Fortore, presidio Slow Food, acquistati a Leguminosa.

Per la cottura ho seguito i consigli del veditore: a bagno per almeno 48 ore, in acqua tiepida, cambiata un paio di volte e sostituita sempre con altra acqua tiepida, cottura a partire da acqua fredda, salarli solo oltre metà cottura.

Insieme ai ceci ho aggiunto una cipolla piccola, un paio di foglie di alloro e del sedano e cotto circa 2 ore e mezzo, a fuoco basso, salando alla fine.

Per la pasta, trovate i maccarruni oppure i fusilli oppure, con lo stesso impasto, una volta steso, potete ricavare le lagane, delle tagliatelle un po’ più grossolane: a voi la scelta.

Una volta pronti  i ceci, avendone cotto  una certa quantità ne ho messi un po’ da parte per altre preparazioni, quindi, nei restanti, ho aggiunto la pasta e portato a cottura.

Ho servito accompagnando con un filo d’olio extravergine.

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domenica 16 marzo 2014

SweetlyAxidie 2014

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Ritorna SweetlyAxidie, quest'anno in versione “monografica”,  e affida le sue pastry classes a Sal De Riso, Maestro Pasticcere apprezzatissimo divulgatore dell'arte bianca.
Il calendario delle lezioni prevede quattro incontri per quattro approfondimenti dal gusto squisitamente stagionale.

Non a caso, il claim scelto per quest'edizione è: "Golose delizie di stagione".

Le lezioni, che si svolgeranno dalle 10.30 alle 16.30 circa, hanno un costo di 85 euro e prevedono una pausa pranzo al Ristorante Punta Scutolo de Le Axidie, in compagnia di De Riso.

Per ulteriori informazioni su sconti e  pacchetti soggiorno abbinabili ai corsi, cliccare su: Le Axidie.

I corsi:

  • Pasticceria mignon e monoporzioni cremosi alla frutta e cioccolato. 29/3/2014
  • Torte e semifreddi estivi, tecnica del meringaggio, meringa svizzera e all'italiana. 17/05/2014
  • Dolci da forno e torte autunnali con frutti di stagione. 13/09/2014
  • Torte collezione autunno/inverno decori a tema anche natalizie. 25/10/2014

Piccola curiosità: le foto di Sal della locandina ufficiale, che vedete in apertura, sono di….MILADYYYYYY!!!!!! Mi rotolo per terra dalle risate

sabato 15 marzo 2014

Il 25 marzo alla pizzeria La Dea bendata “Sfida il campione”, pizze, fritti e Subbuteo con campioni del mondo di diverse categorie

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Martedì 25 marzo alle ore 19,30 appuntamento originalissimo alla pizzeria La Dea Bendata di Pozzuoli dove approderanno diversi campioni di Subbuteo del C.C.T. Eagles Napoli, capitanati dal pluricampione del mondo Massimo Bolognino. L’evento, organizzato dal patron della pizzeria flegrea Ciro Coccia in collaborazione con la giornalista Laura Gambacorta, inizierà con un’esibizione dei campioni più giovani della scuola napoletana di calcio da tavolo e proseguirà con un’appassionante sfida tra Bolognino e i prenotati alla serata. Chi riuscirà a parare il tiro del pluricampione del mondo riceverà il rimborso del ticket della cena degustazione.

Terminata la sfida partirà il percorso degustativo con i rinomati fritti e pizze di Coccia impreziositi dalle diverse tipologie di pomodori dell’azienda “casa Barone” di Massa di Somma. In abbinamento l’Asprinio d’Aversa doc Metodo Classico Extra Brut e il Gragnano della Penisola Sorrentina doc 2013 dell’azienda flegrea Grotta del Sole

Menu

Arancini, crocché e calzoncini ripieni

Montanara con passata di pomodorini del piennolo

Margherita con mozzarella di bufala, conserva di pomodorini del piennolo e olio evo

Marinara con passata di pomodorini gialli, alici di Cetara e olio evo

Ciambelline ricoperte di cioccolato fondente artigianale o pistacchio artigianale

In abbinamento:

Asprinio d’Aversa doc Metodo Classico Extra Brut - Grotta del Sole

Gragnano della Penisola Sorrentina doc 2013 - Grotta del Sole

Ticket cena: 20 euro (vini inclusi) 

Ingresso solo su prenotazione – Si raccomanda la massima puntualità

Info, prenotazioni e contatti stampa:

Laura Gambacorta

cell. 349/2886327

email: laugam@libero.it

venerdì 14 marzo 2014

Leguminosa.

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Ideata da Slow Food Campania con la collaborazione di Slow Food Italia e del Centro Studi internazionale di Slow Food, la prima edizione di Leguminosa, tenutasi a Napoli, dal 7 al 9 marzo scorsi, ha chiuso i battenti con un bilancio più che positivo.

La manifestazione nasce con vari intenti: sostenere e rivalutare i legumi, riconoscendo il giusto contributo ai contadini che li coltivano, salvaguardarne le bio diversità, sviluppare sensibilità e rispetto per territorio e ambiente, formare consumatori consapevoli, dare un segnale ambientale da non sottovalutare per il momento che vive la Campania.PicMonkey CollagesIl convegno di apertura della manifestazione, si è svolto nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, alla presenza dei vertici di Slow Food Campania e Italia e del sindaco di Napoli, che ha sottolineato: "Non siamo la Terra dei fuochi, bensì quella del 'fuoco' della passione, quella dei cittadini, delle associazioni e dei volontari che oggi sono qui a promuovere e schierarsi a difesa della terra, della bellezza dei paesaggi di Napoli e della Campania” (che è la regione italiana con più aree protette, con due parchi nazionali e con l'area marina in Cilento la più grande d'Italia).

Laboratori e teatri del gusto, si sono invece svolti nel  Salone Margherita,  gioiello di fine 1800, e dove fino  all’inizio del secolo scorso, si sono vissuti i fasti della Bella Époque e del Cafè Chantant.PicMonkey CollagelNel monumentale scenario della sovrastante  Galleria Umberto I di Napoli, le 40 bancarelle degli espositori sono state prese d’assalto dal pubblico intervenuto, che ha fatto man bassa di legumi, farine e altri prodotti in vendita, decretando cosi il grande successo dell’iniziativa: sono state oltre 10.000 le presenze registrate nei 3 giorni di apertura.

Una coloratissima  esposizione di circa 60 tipi differenti di legumi provenienti da tutto il mondo, alcuni dei quali pressoché scomparsi e  giunti a noi solo grazie a piccoli produttori che hanno continuato a  coltivarli ancora per autoconsumo familiare, e alcuni dei quali saranno poi catalogati nell’Arca del Gusto, progetto della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.PicMonkey CollagefConosciuti sin dall’antico Egitto, alla base dell’alimentazione dei nostri avi per secoli, complici gli attuali ritmi frenetici, oggi i legumi sono stati quasi totalmente soppiantati dalla carne e dai suoi derivati, con conseguente aumento dei disturbi legati all’eccessivo consumo ed un maggior dispendio economico e di risorse ambientali: per produrre un chilo di carne bovina soccorrono 15.500 litri d’acqua mentre per la stessa quantità di fagioli ne bastano dai 300 ai 600 litri…

Recuperare i legumi, tra l’altro protagonisti anche della famosa “Dieta Mediterranea”, nata appunto in Cilento, vuol dire anche recuperare piatti e tradizioni della memoria, i legami con i nostri avi, nonché ritmi sostenibili… i legumi infatti sono SLOW!

A presto, quindi, con ricette Leguminose!

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lunedì 10 marzo 2014

Lo “Scendiletto”

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scendiletto :

1. Tappeto rettangolare, generalmente di lana, che si tiene accanto al letto per non poggiare i piedi nudi sul pavimento.

2. Ampia vestaglia femminile da camera che si indossa alzandosi, prima di vestirsi, o quando si deve scendere per breve tempo dal letto.

Questa, la definizione data dalla Treccani.

Ma, vi starete chiedendo, cosa c’entrano un tappeto o una vestaglia in un blog che parla di dolci e cucina?

E’ presto detto: lo scendiletto a cui fa riferimento Milady, è un dolce, un delizioso dolce da colazione piuttosto conosciuto in Toscana, costituito da pasta sfoglia e crema quindi piuttosto semplice, ma di superlativa bontà.

La ricetta che vado a proporvi è di Paolo Sacchetti, Maestro Pasticciere dell’Accademia Nazionale Maestri Pasticcieri Italiani, della Pasticceria Nuovo Mondo di Prato

Per gli ingredienti della crema Paolo Sacchetti prevede metà panna e metà latte, inoltre consiglia di mettere in infusione la sera prima latte, vaniglia e limone per una maggiore intensità di gusto e profumi.

Per maggiore praticità ho usato pasta sfoglia pronta, ma nulla vieta di cimentarvi e farla voi se ne avete tempo e voglia, inoltre ho diminuito le dosi, onde evitare di avere scendiletto per un reggimento!

Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia

per la crema:

125 ml di latte fresco

125 ml di panna

70 g di zucchero

3 tuorli

10 g di amido

10 g di farina

1 pizzico di sale

buccia di limone

1/2 bacca di vaniglia.

Zucchero al velo per la finitura.

Preparare la crema: la sera precedente mescolare latte e panna, unire la buccia di limone tagliata senza la parte bianca e i semini della bacca di vaniglia.

Coprire e lasciare in infusione al fresco.

Il giorno dopo setacciare insieme amido e farina.

Lavorare i tuorli con il sale e lo zucchero.

Portare a ebollizione latte e panna, eliminare la buccia di limone e aggiungerne alle uova, miscelando bene, quindi aggiungere questa miscela al restante latte e panna e portare a 85° gradi a fuoco basso, sempre mescolando.

Lasciar raffreddare: qui Paolo consiglia un raffreddamento rapido, travasando la crema in una ciotola, coprire con pellicola  e porre  in una bacinella con del ghiaccio.

Intanto srotolare la pasta sfoglia e tagliarla per il lungo, ottenendo due rettangoli: metterne uno sulla placca del forno rivestita con la carta forno, bucherellare bene con una forchetta e far cuocere a 200 gradi fino a coloritura.

Una volta cotta la base, lasciandola sulla placca del forno, versarvi la crema, creando uno spessore di circa 2 cm.

Coprire con l’altro rettangolo di pasta ben bucherellato e porre a cottura a 200° circa 20 minuti.

Poiché la crema col calore tende a ridiventare morbida, sarebbe bene mettere il tutto in uno stampo a misura, per un risultato più uniforme, ma questa è una mia considerazione, e proverò la prossima volta che rifaccio il dolce.

Poco prima del termine della cottura, spolverare con zucchero al velo e porre sotto il grill a far caramellare lo zucchero.

In alternativa potete usare un cannello a fiamma e caramellare fuori dal forno.

Far raffreddare bene, quindi tagliare i quadrati…poi staccate il telefono, spegnete la tv e godetevi questa delizia, adatta non solo a colazione….

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Cliccando sui link che seguono, altre ricette del Maestro Paolo Sacchetti.

ribollita ai lamponi

Plum cake alle carote

clafoutis alle ciliegie

mercoledì 5 marzo 2014

La Crostata!!!

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Ripubblico il post in quanto con questo, partecipo alla raccolta di ricette sulle crostate proposta da La cultura del frumento.
La crostata è uno dei dolci più semplici e classici e sempre gradita, da grandi e piccini.
In genere è costituita dal classico guscio di pasta frolla farcito con confettura e le caratteristiche strisce di pasta disposte a grata in superfice.
Ce ne sono tante versioni:  ripiene, con la frutta, la crema, farcite prima o dopo la cottura.
Questa che vi propongo (tranne che per la farina usata) è la classica, quella che magari fa parte dei ricordi d’infanzia, o  che ricorda quella della nonna. Il dolce in cui tutti ci cimentiamo prima o poi.
Ci sono alcuni accorgimenti di base, validi anche per la pasta frolla in genere, che assicurano una buona riuscita.
La farina debole, ossia la 00 è quella più usata (ma spesso si usano anche farine “alternative”), il burro dev’essere freddissimo, è bene “sabbiare” insieme i due ingredienti, mettendoli nel mixer o lavorando burro a tocchetti e farina velocemente con la punta delle dita, fino ad ottenere delle briciole, poi si uniscono, miscelando, zucchero, sale, aromi e infine le uova, lavorando lo stretto indispensabile.
Lo zucchero al velo può sostituire quello semolato (come in questo caso) per una maggiore friabilità.
Il mixer è l’ideale, cosi la pasta non si “brucia”, appena si formano le briciole d’impasto si spegne, si compatta tutto velocemente con le mani, e si fa riposare in frigo, almeno un’ora.
L’ideale sarebbe preparare la frolla il giorno prima dell’uso, si può farne una quantità maggiore e conservare una settimana in frigo o congelare.
Se tuttavia si va di fretta, si può  lavorare tutto insieme nel mixer, aggiungere una punta di lievito in polvere ed evitare il riposo in frigo.
Stenderla allo spessore di poco meno di un cm, eventualmente direttamente su un foglio di carta forno, cosi si evita di romperla nel metterla nella teglia.
Cuocere nel forno tiepido a calore medio, regolandovi secondo il funzionamento del vostro forno, è cotta quando il bordo è dorato e il profumo si diffonde…
Detto questo, passiamo alla “mia” crostata.
Al super ho trovato una semola rimacinata a granulometria molto sottile specifica per frolle e crostate, che mi ha incuriosito, cosi l’ho provata per questa crostata, col risultato di una frolla di grande friabilità e profumo e una bella colorazione intensa.
Ecco le dosi:
250 g di semola per crostate
100 g di burro
1 uovo
100 g di zucchero al velo setacciato
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
sale
200 g di confettura di albicocche (o quella che preferite)
Pur non avendo fretta, ho preferito  lavorare insieme gli ingredienti nel mixer per circa 2 minuti: il burro a pezzetti, molto freddo, la semola, l’uovo, lo zucchero al velo, l’estratto di vaniglia e il sale.
Ho compattato le briciole velocemente a mano e messo in frigo.
Imburrare il classico stampo da crostata o una teglia bassa (da 22 cm), stendere la pasta e rivestire lo stampo, tagliando via l’eccedenza di pasta (a circa 2, 5 cm di altezza se non si dispone dello stampo da crostata).
Stendere la confettura, livellando bene, formare le classiche strisce e disporle sulla crostata.
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Fare un cordoncino di pasta, e sistemarlo lungo tutto il bordo della crostata, schiacciando leggermente con la punta del manico di una forchetta, formando anche la decorazione.
Cuocere a 170° per circa 35 minuti.
Lasciarla raffreddare prima di sformare.
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martedì 4 marzo 2014

8 Chef in passerella con le nuove birre Riegele

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Una giornata – evento di grande eleganza, quella voluta qualche giorno fa, al Moon Valley di Vico Equense, dalla GMA Import Specialità, presentata dal beer sommelier Gilberto Acciao e dal giornalista Vincenzo D’Antonio per il lancio, in anteprima nazionale, della nuova linea di birre Riegele.

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8 birre ideate da Sebastian Priller (proprietario dell’azienda e campione mondiale dei sommelier di birra), fuori del concetto classico di birra tedesca, con aromi speciali, sviluppate con l’intento specifico di portare la birra nell’alta ristorazione, sia come ingrediente principale in cucina che come abbinamento delle varie portate, dall’antipasto al dolce, come succede già per i vini.

P1019427La Riegele, che vanta una storia di oltre 700 anni, produce direttamente circa 200 varietà di luppolo, i malti e i lieviti necessari, e attinge l’acqua necessaria ad una fonte sita a oltre 200 metri di profondità.

Per l’azienda, dunque, non solo birre in purezza, ma anche questa nuova linea  di birre Manufaktur, con differenti tassi alcoolici,  varietà di  colori e sapori, che sono il frutto un percorso olfattivo/degustativo  di varietà e complessità a volte superiore rispetto ai vini: amare o più dolci, secche o aromatiche, dal perlage vivace o soave, frizzante o spumeggiante, con sentori di limone o addirittura di  cioccolato.

Per la presentazione ufficiale, le 8 birre sono state abbinate a 8 grandi Chef che hanno creato dei piatti  in cui le birre sono state usate come ingrediente, e contemporaneamente abbinate alla pietanza stessa per la degustazione:

Mario Avallone di La Stanza del Gusto con “Dips e Spume”, con birra Amaris 50.PicMonkey CollageaPaolo Gramaglia del President di Pompei, con Risotto all'essenza di cipolla e aria di birra, con birra Augustus 8PicMonkey CollagegGiacomo De Simone del ristorante Punta Scutolo - Le Axidie, con Tortello al nero di seppia e birra, ripieno di totani e patate su fonduta di provolone del Monaco, con birra Robustus 6PicMonkey CollagedMimmo Molaro di People Wine, Somma Vesuviana, con Tarallo caldo e 'O bror 'e purp, con birra Simco 3.PicMonkey CollagemNando Salemme di Abraxas, Pozzuoli, con Brasato alla birra di Maiale cinta senese, con birra Ator 20.PicMonkey CollagediGiuseppe Iannotti del ristorante stellato Kresios, Telese, con Cervo in crosta di pinoli, salsa ai lamponi, pera cotta e nocciole, con birra Auris 19.PicMonkey CollageiRaffaele Vitale del ristorante stellato Casa del Nonno 13, Mercato San Severino, con Tartelletta mela annurca e noci  con gelato alla birra, con  birra Dulcis 12.PicMonkey CollagenRoberta Argenio  pub gourmet Maracanà, Castellammare di Stabia, con Passion Beer, una bavarese con birra Noctus 100.PicMonkey Collageb

Durante la giornata,in cui ha presenziato la famiglia Acciaio al gran completo e i vertici della Riegel, sono stati consegnati i diplomi ai nuovi Beer Tester, allievi dei corsi tenuti da Gilberto Acciaio.

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Cliccando qui altre foto della giornata.