mercoledì 29 agosto 2012

Granita al pistacchio

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Di questa bontà, vi ho già dato una ricetta qui
Ora ve la ripropongo, con una piccola variazione: anziché pistacchi interi e ridotti in pasta, ho usato pura pasta di pistacchi, che ha dato un sapore ancora più deciso, in più ho sotituito una piccola parte di zucchero con glucosio, cosi è restata più morbida.
Va gustata di preferenza a colazione, con una buona brioche, come si fa in Sicilia, ma è ottima in ogni momento della giornata.
Ecco le dosi per questa versione.
per una granita:
170 ml di acqua
30 g di zucchero eridania
1 cucchiaino scarso di glucosio
30 g di pasta di pistacchi.
La sera prima metto insieme acqua zucchero e glucosio, mescolo e lascio riposare in frigo, se avete la gelatiera ad accumulo di freddo come Milady, ricordate di mettere anche il cestello in freezer(ma lei lo lascia lì tutta l’estate, cosi è sempre pronto!)
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L’indomani col un piccolo frullino, per queste proporzioni, va bene quello per la schiuma del caffè, mescolo lo sciroppo, aggiungo la pasta di pistacchio, frullo fino a sciogliere bene e via in gelatiera.
15 minuti e la colazione sicilian style è servita!!! Isola con palma
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lunedì 27 agosto 2012

fidanzati capresi integrali, con pesce spada e pinoli

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Oggi volevo pasta integrale,  e pesce…

La dispensa offre I fidanzati capresi integrali de La fabbrica della Pasta di Gragnano, in frigo c’è del pesce spada: e via, ne è venuto fuori un buon primo, sfizioso, volendo anche piatto unico, se usate i 90 g di pesce.

Unico neo, in foto è “monocromatico”, ma va bene lo stesso… Sorriso

per ogni persona:

70 g di fidanzati integrali

60 o 90 g di pescespada

una cucchiaiata di pinoli

2 cipolle

1 cucchiaio  scarso di olio evo Dante 100% italiano

100 ml di brodo vegetale

sale

tostate leggermente i pinoli in una padella antiaderente, quindi nella stessa padella unite l’olio, le cipolle affettate molto sottilmente le cipolle, e fatele stufare, unendo via via il brodo vegetale o se non l’avete, dell’acqua tiepida.

Quando le cipolle sono a buon punto, dopo circa 15 minuti, e mentre cuoce la pasta,  tagliate a dadini il pesce spada dopo averlo pulito e unitelo alle cipolle, alzate la fiamma e fate rosolare,  portando a cottura.

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Regolate di sale il condimento, scolate la pasta, e unitela, mescolando per insaporire bene.

Pronta da gustare, dopo aver aggiunto ancora un filo d’olio a crudo!

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Gelato ai fichi con salsa zabaione

In questo periodo i fichi sono al meglio, ecco un delizioso gelato, reso più goloso dall’abbinamento con una salsa allo zabaione.

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250 g di fichi (io li ho usati misti, bianchi e neri)

40 g di zucchero di canna tropical  eridania

100 ml di latte

50 ml di yogurt bianco

1 tuorlo

30 g di zucchero di canna tropical eridania

50 ml di marsala

Sbucciate i fichi, spezzettateli e metteteli nel bicchiere del frullatore, con latte, yogurt e zucchero e frullate fino ad avere una crema liscia.

Tenete da parte in frigo.

Per lo zabaione: sbattete con una frustina l’uovo con lo zucchero finché sia spumoso, diluite col marsala, mescolate e mettete a fuoco bassissimo,meglio ancora a bagnomaria,  continuando a mescolare con la frusta, finché la crema risulterà ben gonfia e addensata, ma senza farla bollire.

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Fate raffreddare, intanto mettete il frullato nella gelatiera e fate lavorare fino a giusta consistenza.

In alternativa mettete  un contenitore di alluminio nel freezer, lasciandolo almeno 3 ore, e  mescolando ogni 30 minuti, fino alla giusta consistenza.

Servite nelle coppette nappando con la salsa zabaione., accompagnate eventualmente con cucchiaini biscotto.

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con questa ricetta partecipo al contest: uva e fichi 

uva e fichi

sabato 25 agosto 2012

Sorbetto ciocco caffè al profumo di cannella

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Un semplice, delizioso sorbetto, che vi  rinfrescherà e risveglierà in questi caldi e sonnacchiosi pomeriggi…

Per una porzione (che vi consiglio di raddoppiare: è cosi piacevole che ne vorrete ancora!!!)

90 ml di acqua

10 g di cacao amaro in polvere

25 g di zucchero di canna “Tropical” eridania

1 cucchiaino di caffè solubile raso

1 goccia di olio essenziale di cannella

oppure 1 cucchiaino raso di cannella in polvere

Mescolare insieme il cacao setacciato, lo zucchero e il caffè in polvere.

Mettere tutto in un pentolino, diluire con l’acqua, unire l’olio essenziale o la cannella e portare a ebollizione, per 4 o 5 minuti.

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Far raffreddare, quindi passare nella gelatiera, regolandovi secondo le istruzioni.

Della gelatiera iper tecnologica di Milady, vi abbiamo già detto nel Milady's Day dell’anno scorso…

In mancanza della gelatiera, mettere in freezer, in una vaschetta d’acciaio, dopo un’ora rimescolare, quindi lasciarlo ancora 3 o 4 ore, mescolando ogni ora, fino a giusta consistenza.

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con questa ricetta partecipo al contest: un gelato per l'estate

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venerdì 24 agosto 2012

CAPRI, DANTE SBARCA SULL’ISOLA DEL BUON GUSTO L’olio “100% Italiano” prodotto dagli Oleifici Mataluni arricchisce il sapore della dolce vita caprese

Capri

L’isola del buon gusto da oggi è ancora più deliziosa grazie al prezioso condimento “100% Italiano”.

Dopo il successo dello scorso anno, Olio Dante sbarca all’ombra dei Faraglioni, arricchendo le pietanze realizzate dagli chef dei migliori ristoranti capresi.

Anche per la stagione turistica 2012, infatti, l’olio che parla italiano è protagonista nelle location isolane più suggestive, accompagnando la dolce vita caprese a tavola e in cucina.

In onore dell’Isola di Capri, gli Oleifici Mataluni di Montesarchio (Benevento) hanno realizzato un packaging speciale da 500ml, impreziosito dall’etichetta dorata e dalla bottiglia a forma di anfora, proprio per richiamare la cultura mediterranea tanto cara all’Imperatore Tiberio.

In particolare, tra i numerosi ristoranti che hanno scelto l’insuperabile gusto di Olio Dante in cucina, la nuova bottiglia di Olio Extravergine di Oliva Dante “100% Italiano” fa bella mostra anche sui tavoli del ristorante “Aurora” della famiglia D’Alessio - situato in via Fuorlovado, a pochi metri dalla famosa Piazzetta - che punta a valorizzare la semplicità ed i sapori della cultura gastronomica caprese; “Da Paolino”, la caratteristica terrazza sotto i limoni di Paolino De Martino - a Palazzo a Mare, nei pressi di Marina Grande - dove gustare piatti di pesce fresco e tipiche ricette capresi; sui tavoli de “Il Geranio” di Lucio Gaeta - a pochi metri dai Giardini di Augusto e dalla meravigliosa Via Krupp - che associa il lusso contemporaneo ad una cucina mediterranea tradizionale; al “Monzù”, il raffinato ristorante dell’Hotel “Punta Tragara” del Direttore Paolo Federico, che dalla suggestiva via Tragara affaccia sul panorama mozzafiato dei Faraglioni.

Ottenuto esclusivamente da olive italiane, raccolte al giusto grado di maturazione, l’Olio Extravergine di Oliva Dante "100% Italiano" è il frutto di un’attenta selezione. L’armonia del gusto e del profumo è il risultato dell’equilibrio tra le intense note di fruttato verde e il sentore piacevolmente piccante delle varietà di olivo dal profilo sensoriale più deciso, tipiche di alcune aree olivicole dell’Italia meridionale, ed i sentori più dolci e delicati di altre cultivar italiane selezionate.

Un olio dal sapore esclusivo, dunque, per un’estate caprese che si annuncia particolarmente ricca di eventi mondani da condire in compagnia di amici e gourmet.

 

 

Gli Oleifici Mataluni, situati a Montesarchio (Benevento), rappresentano uno tra i più importanti complessi agroindustriali oleari al mondo e si estendono su una superficie di 160mila mq.

Con un fatturato 2010 di 240 milioni di euro, circa 200 dipendenti (età media 29 anni) ed un Centro di ricerca riconosciuto dal Miur e specializzato in materie olearie e packaging innovativo, l’industria Mataluni si posiziona ai primi posti nello scenario distributivo domestico ed internazionale.

Gli Oleifici Mataluni raggruppano 23 marchi storici come Olio Dante, Topazio, Olita, OiO, GiCo, Minerva, Lupi e Vero, posizionandosi ai primi posti nello scenario distributivo domestico ed internazionale.

giovedì 23 agosto 2012

Tortine vaniglia e fiori d’arancio

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Un impasto semplice e delicatamente profumato con vaniglia e acqua di fiori d’arancio…

Per 6/8 tortine

1 uovo

60 g di margarina vallè

60 g di zucchero  Zefiro extrafine eridania

60 g di farina 00

1/2 cucchiaino raso di lievito in polvere

sale

1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia

3 cucchiai di acqua di fiori d’arancio

una cucchiaiata abbondante di scorza d’arancio candita a cubetti.

Fondere la margarina, lavorare a spuma l’uovo con lo zucchero, unendo gli aromi, unire la farina setacciata col lievito, il sale e amalgamare con delicatezza.

Aggiungere la margarina fusa e mescolare di nuovo.

Sistemare l’impasto nei pirottini, riempiendo per 2/3, quindi aggiungere ad ogni tortina qualche cubetto di scorza d’arancio candita.

Cuocere a 180° per circa 25 minuti.

Pronte da gustare, una volta raffreddate!

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lunedì 20 agosto 2012

Crema fredda di verdure, con gamberetti al lime

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Per questa freschissima crema di verdure, mi sono ispirata al gazpacho.

Sazia, rinfresca e in più non c’è bisogno di stare ai fornelli, e con questo caldo non è poco.

Ha il colore dell’estate, ed è amica della linea.

Se poi la gustate su una terrazza vista mare…be’, cosa volete di più dalla vita????????????

Ho usato un totale di 300 g di verdure a persona,  tra:

Peperone rosso o giallo

zucchina

cetriolo

pomodori

un pezzetto di cipolla

circa 50 g di gamberetti sgusciati

succo di lime

una fettina di pane secco

olio evo Dante 100% italiano

sale  (e pepe se piace)

Mettete a marinare per una mezz’ora i gamberetti col succo di lime. quindi spezzettatene alcuni lasciando gli altri interi.

Pulite, raschiate e affettate zucchina e cetriolo, spellate e spezzettate  il pomodoro, spezzettate il peperone eliminando le coste interne e i semini, affettate la cipolla.

Ammollare il pane in un po’ d’acqua, lasciatene qualche briciola per la decorazione finale,strizzatelo,  metterlo nel frullatore con le verdure pulite e a pezzetti.

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Unite un filo d’olio e frullate un paio di minuti, finché tutto non sia una crema omogenea, a cui aggiungerete i gamberetti spezzettati.

Regolate di sale e d eventualmente pepe.

Sistemate nelle fondine individuali, decorate con pezzetti di lime, le briciole di pane e i gamberetti interi.

Aggiungete ancora un filo d’olio e succo di lime  e servite.

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Con questa ricetta partecipo al contest  I colori dell'estate

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mercoledì 15 agosto 2012

A ferragosto, la Caccavella, si sente… marinara!!!

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Tutti in vacanza, o quasi, tutti al mare… Anche la mitica Caccavella diventa marinara.Isola con palma
L’ho preparata qualche giorno fa, ma ve la propongo ora: in clima marinaro,  è anche dedicata a chi resta a casa…
Per ogni persona:
2 o 3 gamberoni
1 0 2 calamaretti
alcune cozze o vongole
olio evo Dante 100% italiano q.b.
poco vino bianco
sale
prezzemolo tritato
La preparazione è semplicissima e veloce.
Fate aprire cozze e vongole in una padella dove avrete aggiunto una cucchiaiata scarsa d’olio e un paio di cucchiaiate di vino bianco.
Filtrare il sughetto, e unitene una parte all’acqua in cui cuocete la Caccavella, insieme a qualche guscio di vongole e cozze e le teste dei gamberoni.
Fate restringere il resto del sughetto di vongole e cozze, sgusciatele, tenendone qualcuna col guscio.
Incidete i gamberoni sulla schiena, eliminate il filo nero, pulite e spellate i calamaretti, eliminate l’ossicino, e sbollentate il tutto per circa  1 minuto.
Sgusciate quindi i gamberoni lasciandone 1 per la decorazione e tagliate ad anelli il calamaretto.
Scolate la caccavella e sistematela sul piatto di portata, riempitela con le cozze, le vongole, il gamberone e il calamaretto, aggiungendo poi il restante a decorazione.
Unite al sughetto ristretto olio e sale, emulsionate e condite il tutto.
Spolverate col prezzemolo tritato e …. all’arrembaggio!!!
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martedì 14 agosto 2012

Il latte di mandorle

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A Noi, piace molto il latte di mandorle, non solo come gustosa e rinfrescante bevanda estiva, ma anche come sostituto delizioso del latte  a colazione con caffè o cacao, o per le granite o i frappè…
Da fare in casa è semplicissimo... ci avrete messo mandorle vere e niente altro . Pollice in su
Preferite se possibile mandorle sicule, di Avola sarebbe il top, ma non sono facili da trovare.
Nel sud Italia, se ne producono comunque di ottime.
Partendo da mandorle col guscio spenderete meno, ma poi dovrete sgusciarle una per una… per spellarle, invece, potete lasciarle a bagno in acqua fredda per una notte, oppure più velocemente lasciatele pochi minuti in acqua bollente (a fuoco spento, ovvio) quindi procedete a togliere la pellicina che scivolerà via facilmente, risciacquatele (anche se acquistate quelle già pelate!) e asciugatele.
Questo è il metodo semplicissimo, e le dosi a Maison Milady:
per circa 1 litro:
300 g di mandorle pelate  dry fruit più un paio amare
300 ml di acqua + 600 ml
un tovagliolo di cotone o lino ben risciacquato dai detersivi.
Mettere a bagno per mezza giornata, o se avete più tempo, tutta la notte, le mandorle lavate, quindi scolatele, tenete l’acqua che userete dopo, e passatele nel bicchiere del mixer.
Aggiungere le mandorle amare, poca acqua di ammollo, frullate fino ad avere una massa molto densa, più il vostro mixer è potente, meglio riuscirà.
Aggiungete il resto dell’acqua, frullate ancora, e via via unite i restanti 600 ml.
Se il vostro mixer e piccolo, fatelo in 2 riprese.
A questo punto lasciate a riposo il tutto un’oretta o più se avete tempo, se preferite un gusto più pieno.
Prendete una terrina a bordi alti, sistemate il tovagliolo e filtrare, strizzando bene il tutto.
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Ecco pronto il vostro latte di mandorla, che potrete tenere in frigo fino a 2 giorni, ma finirà prima.
Potete variare la densità del latte aggiungendo meno acqua, è squisito cosi al naturale, ma potete aggiungere dell’estratto di vaniglia, o dolcificare col classico zucchero, o sciroppo d’acero o agave…
Quello che resta delle mandorle, non va assolutamente buttato: è l’okara, la vedete nella ciotolina accanto al bicchiere, si può conservare in frigo in un barattolino, non preoccupatevi se poi diventa più secca, va bene cosi.
Si riutilizza in molti modi:
- aggiungendone un paio di cucchiaiate al latte per sentire i granelli di mandorla
-come ripieno o ingrediente per crocchette dolci o salate
-spolverizzata sulla pasta o sul riso.
-i vegani ne fanno un “formaggio” dopo averlo condito con sale, olio limone o aggiungendo erbe aromatiche spezzettate
-può essere ingrediente di dolci o biscotti…
-insomma, non si butta niente.
e se magari avete il camino, conservate pure le bucce!
Presto una dolce ricettina col latte di mandorla!
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lunedì 13 agosto 2012

Era Ora…

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Questo post è un po' lungo, ma merita tutta la vostra attenzione….
Per una volta, se potete, evitate il navigatore e fidatevi del vostro senso dell’orientamento: semmai aveste dubbi sulla retta via, potrete sempre chiedere a un passante!
Oppure, vi accorgerete, come è successo a noi, che per andare dove dovete andare impiegherete tre volte il tempo previsto, ritrovandovi per stradine e viuzze ai confini della realtà.Basito
Una volta giunti a destinazione, Era Ora, avete a disposizione un comodo parcheggio, e potete quindi entrare: la sala è affollata, ma un tavolo espressamente riservato per Voi, aspetta di essere occupato.
Siamo a Palma Campania, in provincia di Napoli, dove lo Chef Pietro Parisi, ha deciso di tornare, dopo aver lavorato in Francia, Montecarlo, Svizzera e perfino negli Emirati Arabi.
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Ed è qui, che Pietro,  già allievo di Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse,  apre il suo ristorante – laboratorio del gusto, “ERA ORA”, con annesso il  Market Shop Gourmet Era Ora.
Pietro, fiero delle sue origini contadine, propone una cucina fatta di antichi ingredienti e sapori, riproposti con vivacità tale da nobilitarne le umili origini, rendendoli ricchi di profumi e sfumature sorprendenti, che ne esaltano la tradizionale personalità, rispettandone comunque la stagionalità, e sempre con attenzione alla leggerezza.
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Sostenitore del Km 0 e dei produttori del suo territorio, ci racconta,  sceglie i suoi fornitori nel raggio massimo di 3 km, caratterizzando posti e luoghi, e sperimentando di continuo nuove tecniche con l’uso di ingredienti o prodotti  che altrove sarebbero considerati di “scarto”.
Il menù è ben ricco,  c’è più che imbarazzo nella scelta: affidiamoci allo Chef !!! Pollice in su
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Pochi minuti (il servizio è celere, anche con la sala piena) ecco arrivare, assieme al cestino dei pani caldi, un pacchero fritto, ripieno di ricotta su salsa di zucca napoletana: l’aspetto è invitante, ma all’assaggio non ci ha entusiasmate molto…
Vabbuo’,  non tutto è perduto… sta già arrivando uno dei cavalli di battaglia di Pietro: la famosa parmigiana di melenzane cotta a vapore:
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La  preparazione, in un barattolo a chiusura ermetica, a parte il sugo è a crudo, le melenzane quindi non sono fritte.
Il risultato è una delizia, quasi una crema, con i sapori ben amalgamati e i profumi che vi “assaltano” all’apertura del barattolo.
Pietro alla fine ci ha fatto gentile omaggio di un barattolo: il giorno dopo, anche a freddo, è, semmai, ancora più deliziosa.
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Neanche abbiamo fatto in tempo a fare la scarpetta, anche perché coi pani croccanti è un po' complicato,  che c’è  in tavola una fresca(in tutti i sensi), ricottina di fuscella, in una vera fuscella di giunco,  come quelle di una volta, fatta non con caglio animale, ma con caglio di fico:  qui i pani croccanti si riscattano!
Questa bontà è accompagnata da: scorzette di arancia e di limone candite (profumi inebrianti!), nettare di albicocche del Vesuvio, confettura di peperoni, e salsa di pomodorini del piennolo: come si fa a decidere quale si accompagna meglio?????????? Con la lingua fuori
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E questo, cosa sarà mai? Presto detto: Prosciutto di annecchia (vitello), con erba portulaca (o porcellana) e scaglie di primo sale: qui, le foglie carnose e gradevolmente mucillaginose della “pichiacchella”, (nome popolare con cui questa erba spontanea, considerata pure infestante, è conosciuta,) dal sapore aromatico e mordente, esaltano il gusto sapido di questo particolare  prosciutto.
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Mentre commentiamo ancora la portata precedente, notiamo che alcuni commensali guardano con curiosità e stupore al nostro tavolo: sono arrivate, con tanto di tizzoni ardenti, le patate cotte nella brace, accompagnate da tocchetti di pomodoro San Marzano, una panna di bufala resa più gustosa dalla sorprendente unione con alici di Cetara, prezzemolo, e cipolline di Montoro in agrodolce.
Pare proprio che lo Chef abbia deciso di stupirci con effetti speciali e  ci sta riuscendo benissimo. E mica  finisce qui…nohoooo!
Abbiamo visto passare uno stuzzicante secchiello di frittura di pesce…si potrebbe avere un assaggio pure di quello?
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Vediamo… ma intanto ci arriva  un coloratissimo,fresco e croccante “sushi del contadino”, con annesse salsine: soia, gazpacho di pomodori, maionese all’arancia, e salsa agrodolce.
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Volevate pesce? E sia: espressamente per voi, un carpaccio di pinna di tonno, con bucce di melenzana scottate, mostarda di zucca, arancia e peperoncino, con cipolla di Tropea.
Qui Pietro “gioca” un po' con ingredienti di “scarto”: usa la buccia delle melenzane come contorno, di un carpaccio ottenuto da una pinna di tonno, dai più considerata poco “nobile”,  e che serve dopo una stagionatura di 6 mesi. Qui é inoltre accompagnata dal “viscuotto” ossia un biscotto di pane secco e poi inzuppato.
Cominciamo ad essere sazie, non resta che poco spazio, ma le sorprese continuano: ecco il succulento secchiello di frittura di pesce, su una sfiziosa e croccantissima “paglia” di patate fritte:
al primo morso del calamaro, senti il mare…  Pietro e sua sorella Rachelina, si prestano allegramente per la foto ricordo, nonostante siano esausti.
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Ormai siamo rimpinzate come maialini, ma vassoi di dolci e pasticcini ci passano sotto il naso.
Una piccola pausa di….deframmentazione, a questo punto è necessaria, giusto per ricreare un piccolo spazio: mica vorrete rinunciare proprio ai dolci?!
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Deliziosi sorbetti, al limone, pesca e albicocca, rinfrescano le vostre papille gustative, preparandole all’apoteosi finale:
La frolla con crema e albicocche del Vesuvio col suo nettare.
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Già in un’ altra occasione abbiamo assaggiato questa meraviglia, ma non ci aveva colpito più di tanto: questa volta invece, ci ha piacevolmente sorpreso la particolare frollosità del guscio, e il delicato sentore di vaniglia della crema: uniti al all’acidulo del nettare è un’estasi di sapori.
Ma la vera esplosione, per noi che amiamo particolarmente i dolci di sfoglia, è stata questa:
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Una eccellente, friabilissima, eterea,  sublime sfoglia al burro di bufala, con crema pasticciera,  senza vaniglia, con ciliegie di Bracigliano, servita tiepida: qui la crema ha una percentuale di latte di bufala, che conferisce particolare pienezza, pastosità e cremosità senza l’uso di panna, e la sfoglia, pur essendo friabilissima, non si sbriciola al taglio: il segreto è nella lavorazione: vengono dati i primi “giri” alla pasta, che viene fatta poi riposare in frigo almeno 24 ore, quindi viene rilavorata e utilizzata: e questi sono i risultati!
Siamo riusciti a stuzzicare il vostro appetito e a farvi programmare una visita da Era Ora?  Sorriso
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Che altro dire? Pietro alla fine, nonostante gli impegni in cucina, si è intrattenuto piacevolmente con noi, rispondendo a tutte le nostre domande e a quelle di altri ospiti in sala: è stato applaudito e promosso a pieni voti…
E il prezzo? assolutamente onesto!


Era Ora
Via Trieste, 147
Palma Campania (NA)
Info e prenotazioni
339 858 75 91