Gatto’ di patate? si…ma Dolce!

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Il Gatto’ di patate, è uno dei cibi principe della cucina napoletana, povero e ricco nello stesso tempo: ricco per via del ripieno che ne fa un piatto di gusto, povero, in quanto fatto appunto con le patate, che sono da sempre un cibo economico: basti pensare che un tempo le patate non erano considerate per l’alimentazione umana, ma servivano per sfamare i maiali.

Quando sono arrivate i Europa, intorno al 1570, infatti, si credeva addirittura che provocassero la lebbra e altre malattie.

Solo intorno al 1600, grazie ai Carmelitani scalzi, arrivarono in Italia.

Ma fu oltre in secolo dopo, grazie a un farmacista militare francese, Antoine Augustin Parmentier, che le patate cominciarono a essere considerate per l’alimentazione umana.

Nel Regno di Napoli, i pomi di terra, com’erano allora chiamate le patate, cominciarono ad essere diffuse da Francesco Leonardo, cuoco di Caterina II, Imperatrice di tutte le Russie, seguito da Vincenzo Corrado, che ne 1798 scrisse il “Trattato delle patate ad uso di cibo”.

Cominciarono a nascere i primo Gatto’, che all’epoca erano anche fatti con altre verdure, ricette cadute poi in disuso, solo quella del Gâteau di patate, diventato poi Gatto’, passando dalle cucine aristocratiche napoletane, è arrivata ai giorni nostri, regalandoci questa prelibatezza che a Napoli è ben diffusa e apprezzata.

Questa che vi presentiamo ora, invece, è una versione dolce, variante ormai in disuso, ma che secondo NOI, è piacevole e perché no, da rivalutare…

E’ un’antica ricetta, tratta da un ricettario del 1904  “L’art de bien manger” di Edmond richardin

Essendo una ricetta di prova, abbiamo ridotto la dose di patate prevista nella ricetta da 12 a 3, regolandoci per quanto riguarda burro  panna e zucchero un po' a gusto, non essendo specificate le quantità. Anche per le uova  sono ridotte da 8 a 2.

Ecco la ricetta cosi come  preparata.

3 patate (450 g circa) a pasta gialla

sale

scorza di limone grattugiata

30 g di burro

50 ml di panna

120 g di zucchero eridania

2/3 cucchiai di acqua di fiori d’arancio

1 uovo

1 tuorlo

bollire le patate, schiacciarle, sistemarle in una casseruola unendo il sale e la scorza di limone.

Mescolare, mettere sul fuoco, unire il burro, la panna e lo zucchero, amalgamare e far intiepidire.

Fuori dal fuoco unire l’acqua di fiori d’arancio e le uova.

Amalgamare tutto bene, finché la massa sia omogenea.

Sistemare in una teglia imburrata(con queste dosi, la teglia da 24) e spolverizzata di pan grattato, livellare bene.

Non era previsto ma ho spolverato leggermente la superfice di zucchero misto a pangrattato.

Cuocere a 200 circa 40 minuti.

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E’ gradevole tiepido, ma ottimo freddo

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nota: schiacciando e lavorando subito le patate, credo si possa tranquillamente evitare il passaggio di scaldare la purea sul fuoco, sciogliendovi direttamente il burro e la panna mentre sono ancora calde. e aggiungendo dopo il resto.